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Post N° 56
Post n°56 pubblicato il 10 Febbraio 2006 da quotidiana_mente
Cammina cammina, l’uomo giunse al porto, si recò al molo, domandò del capitano, e mentre aspettava che arrivasse cercò di indovinare quale poteva essere, fra le tante imbarcazioni che c’erano, quella che sarebbe stata la sua, grande si sapeva che non lo era, il biglietto da visita del re era chiarissimo su questo punto, di conseguenza si potevano escludere i piroscafi, le navi da carico e quelle da guerra, né dall’altro canto poteva essere tanto piccola da non resistere alle forze del vento e alle inclemenze del mare, anche su questo punto il re era stato categorico, Che navighi bene e sia sicura, erano state queste le parole formali, escludendo così implicitamente le lance, le feluche e le scialuppe, che, pur essendo buoni natanti, e anche sicuri, a seconda della condizione di ciascuno, erano nate per solcare gli oceani, che è, dove si trovano le isole sconosciute. Un po’ discosta, celandosi dietro certi bidoni, la donna delle pulizie passò in rassegna con gli occhi le imbarcazioni attraccate, Per i miei gusti, quella, pensò, ma la sua opinione non contava, e non era neppure stata ancora assunta, ma prima sentiamo che cosa dirà il capitano del porto. Il capitano arrivò, lesse il biglietto, squadrò l’uomo da capo a piedi, e gli rivolse la domanda che il re aveva dimenticato di fare, Sapete navigare, avete la patente nautica, al che l’uomo rispose, Imparerò in mare. Il capitano disse, Non ve lo consiglio perché io, che pure sono capitano, non mi avventurerei con una barca qualsiasi, Allora datemene una con cui io possa farlo, no, non una di quelle, datemi piuttosto una barca che io rispetti e che possa rispettare me, Questo è parlare da marinaio, ma voi non siete marinaio, Se parlo come un marinaio, allora è come se lo fossi. Il capitano rilesse il biglietto del re, poi domandò, Per andare alla ricerca dell’isola sconosciuta, Isole sconosciute non ce ne sono più, E’ la stessa cosa che mi ha detto il re, Quel che sa di isole l’ha imparato da me, E’ strano che voi, uomo di mare, mi diciate questo, che isole sconosciute non ce ne sono più, e che io, uomo di terra, non ignori che tutte le isole, anche quelle sconosciute, sono sconosciute finché non vi si sbarca, Ma voi, se ho ben capito, andate alla ricerca di una dove non sia mai sbarcato nessuno, Lo saprò quando ci arriverò, Se ci arriverete, Sì, a volte si naufraga strada facendo, ma se mi dovesse capitare, dovreste scrivere negli annali del porto qual è stato il punto in cui sono arrivato, Volete dire che, quanto ad arrivare, si arriva sempre, Non sareste chi siete se già non lo sapeste. Il capitano del porto disse, Vi darò l’imbarcazione che fa per voi, Qual è, E’ una barca con una lunga esperienza, ancora del tempo in cu tutti andavano alla ricerca di isole sconosciute, Qual è, Quella. Appena la donna delle pulizie capì dove il capitano indicava, uscì correndo da dietro i bidoni e urlò, E’ la mia barca, è la mia barca, bisogna perdonarle l’insolita rivendicazione di proprietà, a tutti i titoli abusiva, semplicemente la barca era quella che le era piaciuta. |


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