
NEL NOME DEL BLASCO
La Vascstock che potremo rivedere stasera su Italia1 (ore 21) è una "PAGINA DI STORIA" della musica italiana: 400.000 fans arrivati con ogni mezzo nel parco naturale della Piana di Germaneto vicino a Catanzaro stabiliscono un record e un precedente: una popstar può fare un regalo al suo pubblico e al Sud e usare questo momento di comunicazione caldo e globale. Per far passare un messaggio importante: "VOGLIO ESSERE DALLA PARTE DI QUELLI CHE NON CE LA FANNO". Stare con gli ultimi, come dice il suo amico Don Luigi Ciotti.
Concretamente. Parlare alle generazioni del rock di amore e disagio, di paure e di vita, ma "SEMPRE CON IL PUNTO DI VISTA DI UNA PERSONA NORMALE". Un ragazzo ormai cinquantenne che fatica duro in tournee (è come cadere dal 3° piano...) e passa i due giorni seguenti chiuso in camera a ricaricarsi e dormire. Con la spina staccata dal mondo. Senza vedere neppure la sua gigantesca guardia del corpo "ROCCIA".
Quando non gira in concerto, per la gioia di un milione di fedelissimi amici, guarda la televisione, legge giornali e libri.
Potrebbe laurearsi in psicologia o sociologia, non ha paura di dire cosa pensa della politica e delle leggi sulla droga (per esempio).
Ma non ha mai pensato di portare la sua vita privata ad esempio: mettendo a nudo la sua fragilità con maliziosa ironia ha obbligato invece i suoi fan a riflettere, esercitare il DIRITTO/DOVERE di autocritica. A pensare.
Ha imparato dalla sua storia: "SONO NATO A ZOCCA IN UN PICCOLO PAESE DI MONTAGNA DOVE NON C'ERA NESSUNA OPPORTUNITA'. O FACEVI L'AGRICOLTORE O IL CAMIONISTA (COME MIO PAPA'). E QUANDO SONO ANDATO IN COLLEGIO A MODENA E POI ALL'UNIVERSITA' A BOLOGNA ERO SEMPRE UNO "CHE ERA VENUTO GIU' CON LA PIENA". UN PERSONAGGIO DI SERIE B. PER QUESTO HO SOFFERTO MOLTO". Nel frattempo si era inventato con alcuni amici Radio Zocca, scriveva canzoni, studiava. E dava voce, plasmandone il linguaggio (lui che aveva frequentato quelli del DAMS) alla cultura marginale del rock, delle periferie non solo metropolitane, della droga. Come un problema vissuto da vicino.
Ha sempre parlato ai buoni e ai cattivi, con un debole speciale per questi ultimi, senza distinzione: perchè sa che buoni o cattivi non solo si nasce, soprattutto si diventa. Ha insegnato loro la vita quotidianamente con i testi delle sue canzoni. Vasco Rossi ha realizzato l'unica grande opera cotta e mangiata di questa legislatura: un vero evento per 400.000 italiani totalmente gratuito, mettendo d'accordo politici di destra e di sinistra, Comune, Provincia e Regione Calabria. Ambientalisti, visto che la location era un parco e consumatori di vuoto a perdere. In un luogo logisticamente complesso.
Provocando una migrazione di massa, un vero terremoto nell'annosa questione meridionale, che può essere letto anche dalla parte della musica italiana: le cose si possono fare, basta pensarle e volerle.
Deflusso lungo ma tranquillo nella notte di sabato e raccolta dei rifiuti, ovviamente con le ruspe, a buon punto ieri. Il vascopensiero è diventato politicamente corretto dopo la bufera per la legalizzazione, ecosostenibile anche al Sud. Vascstock si è svolta ovviamente sotto la pioggia battente e si è rotolata allegramente nel fango. Come a Woodstock. E i cronisti hanno finalmente scoperto la vera droga del Blasco: due scaramantici pistacchi prima del pasto rock.
MARCO MANGIAROTTI
Lunedì 27 settembre 2004
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