
Non immaginavo che per imbarcarci e caricare quattro bagagli, gli stessi che ci portiamo dietro da anni, ci potessimo impiegare quasi due ore, ma non importa, tanto non ci siamo annoiati. Oggi all’aeroporto c’è un traffico modesto, forse è per questo che anche dopo il check-in siamo rimasti a sfogliare queste riviste pigramente, senza che nessuno ci disturbasse. Una comitiva numerosa si sta accalcando ad un gate, e penso che la nostra situazione resterà sempre diversa, e non soltanto per il numero, è anche l'approccio al viaggio, noi lo viviamo come una necessità fisiologica, un bisogno imprescindibile che nasce con la routine, anche se si tratta di un viaggio di lavoro. Per gli altri è un’interruzione della quotidianità, un periodo che non pregiudica il resto delle giornate, tanto che alla fine si rituffano nelle loro esistenze apparentemente senza battere ciglio.
Per noi invece è un modo di vivere la vita, una cadenza, un basso continuo, una maniera per esistere ad un piano differente, un livello che non ha senso per nessuno, forse, tranne che per noi due.
A volte, quando siamo in viaggio, penso al caso, che ci ha fatto incontrare, penso all’espressione stupita che avevi in quel negozio alla periferia est di Praga, a come ti ho abbordata, che strano, un’altra italiana in questa città magica, ti ho detto. E tu sei stata tanto cortese da controbattere, ma come fai a sapere che sono italiana, mi hai chiesto, guardandomi fisso. E io, che non cercavo altro, ti ho detto mai vista una praghese con i tuoi occhi, sono così consapevoli…che stupido, che ingenuo che sono stato, tanta superficialità per un incontro che avrebbe segnato la mia vita…avendolo saputo forse mi sarei comportato diversamente, ma lo so che in seguito mi hai perdonato, e del resto lo sai che gli approcci non sono mai stati il mio forte…e poi credo che se esistesse un indicatore, un segnale, per farci capire in anticipo quelli che saranno momenti fondamentali, capitali della nostra vita, allora forse potremmo evitare tanti viaggi a vuoto, tanti percorsi inutili, cercando di vivere al meglio quello che ci porteremo dietro, come ricordo e non solo, per il resto della vita.
Sai, a volte penso che mi sarebbe piaciuto crescere con te, affrontare tante tappe capitali dell’esistenza insieme, ma poi so che se fosse successo la nostra vita sarebbe stata diversa, e se così fosse stato non avremmo memoria della magia di quei primi attimi a Praga, una città tanto adatta ai sortilegi…e allora per una volta mi sento di benedire il caso e la fatalità, perché ci siamo incontrati lo stesso. Forse è meglio così. Meglio sperare che la nostra esistenza riservi degli sprazzi di piacevole imprevedibilità, diversamente ci si abituerebbe a questa processione di giorni sempre uguali e a volte senza senso…da quel primo giorno siamo rimasti insieme ogni momento, anche e soprattutto durante questi tour di presentazione a cui mi obbliga la mia professione, se vogliamo chiamarla così; Insomma, nessuno dei miei itinerari sarebbe lo stesso senza di te, anche perché so che non ci serve altro, né una residenza fissa, né una vita come gli altri; So che è quello che desideri anche tu, e che forse è questa una delle magie dello stare insieme.
Ora che ci penso mi viene in mente che siamo dei privilegiati, noi abbiamo ricordi comuni quasi in ogni parte del mondo, ed ora se inseguiamo questo paradiso personale è solo per vivere in una dimensione più favorevole; Insomma, lo sai, a Roma, in quella che con ostinazione continuiamo a chiamare ‘casa nostra’, c’è sempre troppo sole, c’è troppa evidenza, le cose sono sempre e soltanto ‘cose’, non hanno nessuna eco, nessuno spessore nascosto dentro noi, non sono avvolte da una patina di mistero, invece in questo tragitto che ormai modifichiamo di poco, anno dopo anno, attorno alle sponde del Baltico, raggiungendo le capitali dove sono chiamato ad esibirmi su palchi scenici che si fanno sempre più grotteschi man mano che aumenta l’età, oppure sempre più a nord, dove la neve si conserva per tutto l’anno, dove la notte è quasi perenne, bé, insomma, lo sai che io sto bene, che posso scrivere meglio, e per me scrivere meglio è vivere meglio. A volte mi illudo che sia così anche per te.
Inviato da: jeffb0
il 21/05/2008 alle 17:49
Inviato da: paolaaa_86
il 21/05/2008 alle 15:42
Inviato da: jeffb0
il 20/05/2008 alle 12:01
Inviato da: fatamorgana1976
il 20/05/2008 alle 11:34
Inviato da: jeffb0
il 17/03/2008 alle 16:45