Creato da siriusblack.v il 17/03/2008

IlRegnoDegliElfi

«Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l'adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé.» Pablo Neruda

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GIBRAN - IL DOLORE

 E una donna disse: Parlaci del Dolore.
   E lui disse:
   Il dolore è lo spezzarsi del guscio che racchiude la vostra conoscenza.
   Come il nocciolo del frutto deve spezzarsi affinché il suo cuore possa esporsi al sole, così voi dovete conoscere il dolore.
   E se riusciste a custodire in cuore la meraviglia per i prodigi quotidiani della vita, il dolore non vi meraviglierebbe meno della gioia;
   Accogliereste le stagioni del vostro cuore come avreste sempre accolto le stagioni che passano sui campi.
   E veglieresti sereni durante gli inverni del vostro dolore.
   Gran parte del vostro dolore è scelto da voi stessi.
   E' la pozione amara con la quale il medico che è in voi guarisce il vostro male.
   Quindi confidate in lui e bevete il suo rimedio in serenità e in silenzio.
   Poiché la sua mano, benché pesante e rude, è retta dalla tenera mano dell'Invisibile,
   E la coppa che vi porge, nonostante bruci le vostre labbra, è stata fatta con la creta che il Vasaio ha bagnato di lacrime sacre.

 

HARRYPOTTER

 

 

WITCH4

 

FANTASY

 

 

 

Ciao!...sono tornata!

Post n°288 pubblicato il 17 Luglio 2012 da siriusblack.v

...non so per quanto e con quanta frequenza...comunque ci sono ancora!!!

 
 
 
 
 

Giorgio Faletti - Io sono Dio

Post n°286 pubblicato il 05 Giugno 2009 da siriusblack.v
 

HO APPENA FINITO DI LEGGERE L'ULTIMO LIBRO DI GIORGIO FALETTI, CHE, COME TUTTI GLI ALTRI CHE HA SCRITTO FINORA, E' BELLISSIMO!

LO CONSIGLIO VIVAMENTE A TUTTI GLI AMANTI DEL GENERE THRILLER...NON HA NULLA DA INVIDIARE AI GRANDI SCRITTORI DI BEST SELLER AMERICANI IL NOSTRO GIORGIO!!!!! COMPLIMENTI!

SA FARE PROPRIO TUTTI QUEST'UOMO: L'ATTORE, IL COMICO, AUTORE DI TESTI DI CANZONI, SCRITTORE...E NON GUASTA DIRE CHE E' ANCHE UN GRAN BELL'UOMO!!!

Io sono Dio”. Torna Giorgio Faletti

Redazione

Dal Corriere della Sera del 2 aprile 2009

In effetti, qualche sospetto c’era venuto: quattro milioni di copie vendute con il primo romanzo Io uccido, tre milioni e mezzo con il secondo Niente di vero tranne gli occhi e altrettante con i racconti Fuori da un evidente destino. Ed ecco la rivelazione Io sono Dio è il titolo del nuovo romanzo di Giorgio Faletti. Battute a parte, uscirà a maggio per Baldini Castoldi Dalai, come i precedenti, il nuovo atteso romanzo di Giorgio Faletti per il quale si annuncia quella che in casa editrice definiscono “una tiratura formidabile”: si vocifera di oltre 500mila copie in prima battuta, ma l’editor del libro, Francesco Colombo, non conferma e non smentisce, si limita a sorridere, segno che forse la cifra è errata per difetto.

“La storia è un ritorno al thriller classico - spiega Colombo, che è già stato l’editor dei racconti di Faletti - più vicino a Io uccido per come è impostato. Lo ha detto anche Faletti più volte, quella dei racconti è stata una vacanza che lui si è voluto prendere con l’horror e il fantastico, per poi tornare a scrivere una storia che aveva nella penna, un thriller.”

Il romanzo è di circa 500 pagine, “un po’ più breve di Io uccido”, e l’ambientazione è ancora, come sempre in Faletti, internazionale. Ma non ritorneranno personaggi dei precedenti romanzi, e la storia non ruoterà intorno al mondo delle radio come nel libro d’esordio. “L’autore tiene molto alla sorpresa”, precisano ancora in casa editrice, e in attesa dell’uscita, che avverrà in occasione della Fiera del libro di Torino (”forse”), non resta che immaginare quali nuovi delitti i lettori potranno scoprire tra le pagine.

Perché pare sia proprio questa la sorpresa del libro, sulla quale in casa editrice non aggiungono altro: la natura particolare dei delitti. Mentre un silenzio assoluto accoglie qualsiasi curiosità intorno all’identità (e perfino all’esistenza…) di investigatori e detective nella trama del romanzo. Tanto che ci viene un sospetto: con la trama del libro, il “Dio” del titolo che cosa c’entra? E l’editor risponde soltanto: “C’entra”.

di Ida Bozzi

 
 
 

E' morto David Carradine

Post n°285 pubblicato il 05 Giugno 2009 da siriusblack.v
 

Si è tolto la vita l'ultimo guerriero. La star di Tarantino trovata morta in un lussuoso albergo di Bangkok: era in Thailandia per girare un film.

Era la personificazione stessa dell'uomo occidentale che dedica la sua vita alle tradizioni orientali: David Carradine, attore amatissimo di cinema e televisione, il «Bill» dei due «Kill Bill» di Tarantino, è morto ieri a Bangkok, dove stava girando un nuovo film. L'attore, che aveva 72 anni, un'età che non dimostrava, sempre in forma perfetta, è stato trovato privo di vita in una stanza di un lussuoso hotel della capitale della Thailandia. Attorno alla sua scomparsa un giallo: Carradine probabilmente si è tolto la vita, impiccandosi con il cordone di una tenda. L'altro giorno aveva salutato gli amici della troupe sul set, poi nessuno lo aveva più sentito. Chi gli era vicino non sa spiegarsi il gesto. Il suo manager, Chuck Binder, ha detto di essere «sotto shock». «La sua morte è una notizia scioccante e tristissima - si è sfogato Binder - David era così pieno di vita, sempre desideroso di lavorare. Una grande persona». Carradine era nato a Hollywood l'8 dicembre 1936, attore cinematografico e televisivo è stato un artista poliedrico: musicista, scultore, scrittore, compositore e, la passione della sua vita, maestro di kung-fu. Aveva studiato al San Francisco State College, specializzandosi in teoria musicale. All'inizio della carriera si diede anche al teatro, facendo pratica in una compagnia shakespeariana. Due anni nell'esercito e poi a New York dove esordì in alcuni spot pubblicitari. A Broadway portò in scena la piece «The Royal Hunt of The Sun», nella quale vestì i panni di un principe azteco. Negli anni Settanta esplose la «kung-fu mania» e negli States iniziò a girare l'idea di un telefilm che fondesse western e arti marziali. Il primo a farsi avanti come protagonista per il telefilm fu l'allora famoso Bruce Lee, al quale molti attribuiscono l'idea originale della serie. Ma alla fine per i telefilm «Kung Fu» e il ruolo del protagonista, Kwai Chang Caine, fu scelto lui, Carradine. Ma la carriera non si fermò lì. Tra le sue interpretazioni un ruolo importante, diretto da Martin Scorsese, in «America 1929 - Sterminateli senza pietà» del 1972. È stato poi il cantante Woody Guthrie in «Questa terra è la mia terra» del 1976, di Abel Rosenberg, che ha fruttato all'attore una nomination al Golden Globe. Nel 1980 è applauditissimo in «I cavalieri dalle lunghe ombre», di Walter Hills, nel quale David recita insieme ai fratelli Keith e Robert. Fra gli altri film che vanno ricordati: «You and Me» (1972), «Mean Streets». ancora di Scorsese (1973), «Il lungo addio» di Robert Altman (1973). Con Ingmar Bergman «L'uovo del serpente» (1977), e il recentissimo ruolo di Bill nei due «Kill Bill». Carradine era anche l'esponente, tra i più famosi, di una famiglia tutta consacrata a Hollywood: era figlio del'attore-mito americano John Carradine, scomparso nell'88, che aveva al suo attivo «filmini» come «Ombre rosse», accanto a John Wayne, e «I dieci comandamenti» con Charlton Heston. Tutti e quattro i figli di John hanno fatto gli attori. Oltre David: Bruce Carradine, Keith Carradine e Robert Carradine. David era famoso per i suoi ruoli da «duro», ma nella realtà aveva un cuore d'oro: «Ho pianto sette volte vedendo il film "Peter Pan" - ha detto recentemente - e il mio più grande desiderio è ora solo quello di andare in paradiso». Antonio Angeli 05/06/2009

INDIMENTICABILE BILL.....

 
 
 

Branduardi-Faletti: attenti a quei due!

Post n°284 pubblicato il 31 Maggio 2009 da siriusblack.v
 

DUE MITI!!!Giorgio Faletti invita alcuni suoi amici, tra cui Angelo Branduardi, per festeggiare il successo di vendita del primo Best Seller firmato Faletti:"Io uccido". Probabilmente quella che vedrete è la ... Giorgio Faletti invita alcuni suoi amici, tra cui Angelo Branduardi, per festeggiare il successo di vendita del primo Best Seller firmato Faletti:"Io uccido".Probabilmente quella che vedrete è la versione più sconcia de "Alla Fiera dell'Est" mai cantata da Branduardi, che riduce a brandelli una sua canzone-mito. Ma è proprio così? Certo che no: state per assistere ad un momento di puro cabaret!

 
 
 

Angelo Branduardi: "Omaggio a Pressenda"

Post n°283 pubblicato il 31 Maggio 2009 da siriusblack.v
 

"La sonorità unica ed eccezionale del violino creato da Francesco Pressenda, uno dei più grandi Maestri liutai del mondo, e figlio della Terra delle Langhe, rivive grazie ad Angelo Branduardi"Francesco Pressenda è nato a Lequio Berria (Cuneo) nel 1777. Noto in tutto il mondo per la sua abilità, e paragonato a Stradivarius, usò una vernice rosso-arancione che diede ai suoi violini una sonorità unica ed eccezionale.I suoi strumenti sono ora ricercati per le loro qualità sonore ed estetiche. Questo violino, messo a disposizione dall'esperto in strumenti musicali antichi Giovanni Accornero. venne fabbricato dal Pressenda all'eta di 52 anni, quindi nel pieno della sua maturità professionale.

 
 
 

Angelo Branduardi - Giovanna D'Arco

Post n°282 pubblicato il 31 Maggio 2009 da siriusblack.v
 

 
 
 

Alessandro Pellegrini - Come alberi

Post n°280 pubblicato il 28 Aprile 2009 da siriusblack.v
 

FANTASTICO QUESTO RAGAZZO, VERO?

http://www.myspace.com/lacasasenzascale

Un giorno tu verrai ridendocon il sole tra le mani,ti chiederò: Non stai piangendo?ti chiederò: Perché rimani?Risponderai: Non vedi ancora?Sono qui solo per te!Un giorno non vedevi l'oradi respirare insieme a me...insieme a me.Ma, come gli alberi d'autunno,ogni giorno il tuo ricordo si assottiglia un po' di più.Rimangon solo quei momenti in cui l'unica certezza in cui credevo eri tu.E, mentre lasci andare il sole,ti prendo tra le mani mie,abituate ad esser soletra infinite melodie.E ti confido ogni dolcezzache trattenevo ancora un po',ogni sottile tenerezzache dire amore non si può...non si può.E, come gli alberi dinverno,sfumerà il ricordo dei colori di quando eri mia.Rimarrà solo vento amarodi quel cielo che il tuo viso un giorno prese e portò via.E forse adesso capirai che un sogno disilluso non rinascerà,che del chiarore che tu avevi in quei giorni nulla mai si rivedrà.Ci troveremo ad accettare qualche stupida carezza dalle labbra di non so.Ci troveremo a mendicare compagnie obbligate da una via che amare non saprò.Ma poi, dagli alberi d'estate,fiorirà il ricordo delle passeggiate nei tuoi sìe tornerà la stessa vogliadi abbracciarti e non lasciarti mai, ma di tenerti qui.

 
 
 

Tagore...Luce, mia luce...

Post n°279 pubblicato il 23 Aprile 2009 da siriusblack.v
 
Tag: POESIA

Luce, luce mia, luce che illumini il mondo,
luce che rischiari gli occhi,
luce che addolcisci il cuore!

Oh amore mio, la luce palpita e danza
nel cuore della mia vita;
la luce tocca le corde della mia vita;
o amore mio;
il cielo si schiude, i venti folleggiano,
il riso risuona per la terra.

Le farfalle aprono le loro ali in un mare di luce.
Gigli e gelsomini schiudono le loro corolle in una gloria di luce.

Amore mio, su ogni nube la luce si frange in polvere dorata
e in una profusione di gemme.

Amore mio, la letizia si stende di foglia in foglia,
in una gioia sconfinata.

Il fiume del cielo ha inondato i suoi argini
e un immenso giubilo invade il mondo.

 
 
 

Tagore...

Post n°278 pubblicato il 23 Aprile 2009 da siriusblack.v
 
Tag: POESIA

Concedi ch'io possa sedere
per un momento al tuo fianco.
Le opere cui sto attendendo
potrò finirle più tardi.

Lontano dalla vista del tuo volto
non conosco né tregua né riposo
e il mio lavoro
diventa una pena senza fine
in un mare sconfinato di dolori.

Oggi l'estate è venuta
alla mia finestra
con i suoi sussurri e sospiri,
le api fanno i menestrelli
alla corte del boschetto in fiore.

Ora è tempo di sedere tranquilli
a faccia a faccia con te
e di cantare la consacrazione
della mia vita
in questa calma straripante e silenziosa.

 
 
 
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LUIS ROYO

 

LUISROYO

 

GIBRAN-LA LIBERTÀ

E un oratore disse: Parlaci della Libertà.
   E lui rispose:
   Alle porte della città e presso il focolare vi ho veduto, prostrati, adorare la vostra libertà,
   Così come gli schiavi si umiliano in lodi davanti al tiranno che li uccide.
   Sì, al bosco sacro e all'ombra della rocca ho visto che per il più libero di voi la libertà non era che schiavitù e oppressione.
   E in me il cuore ha sanguinato, poiché sarete liberi solo quando lo stesso desiderio di ricercare la libertà sarà una pratica per voi e finirete di chiamarla un fine e un compimento.
   In verità sarete liberi quando i vostri giorni non saranno privi di pena e le vostre notti di angoscia e di esigenze.
   Quando di queste cose sarà circonfusa la vostra vita, allora vi leverete al di sopra di esse nudi e senza vincoli.

   Ma come potrete elevarvi oltre i giorni e le notti se non spezzando le catene che all'alba della vostra conoscenza hanno imprigionato    l'ora del meriggio?
   Quella che voi chiamate libertà è la più resistente di queste catene, benché i suoi anelli vi abbaglino scintillando al sole.

   E cos'è mai se non parte di voi stessi ciò che vorreste respingere per essere liberi?
   L'ingiusta legge che vorreste abolire è la stessa che la vostra mano vi ha scritto sulla fronte.
   Non potete cancellarla bruciando i libri di diritto né lavando la fronte dei vostri giudici, neppure riversandovi sopra le onde del mare.

Se è un despota colui che volete detronizzare, badate prima che il trono eretto dentro di voi sia già stato distrutto.
   Poiché come può un tiranno governare uomini liberi e fieri, se non per una tirannia e un difetto della loro stessa libertà e del loro orgoglio ?
   E se volete allontanare un affanno, ricordate che questo affanno non vi è stato imposto, ma voi l'avete scelto.
   E se volete dissipare un timore, cercatelo in voi e non nella mano di chi questo timore v'incute.
   In verità, ciò che anelate e temete, che vi ripugna e vi blandisce, ciò che perseguite e ciò che vorreste sfuggire, ognuna di queste cose muove nel vostro essere in un costante e incompiuto abbraccio.
   Come luci e ombre unite in una stretta, ogni cosa si agita in voi.
e quando un'ombra svanisce, la luce che indugia diventa ombra per un'altra luce.
   E così quando la vostra libertà getta le catene diventa essa stessa la catena di una libertà più grande.

 

RAIN

 

GIBRAN...L'AMORE

Allora Almitra disse: parlaci dell'Amore.
   E lui sollevò la stessa e scrutò il popolo e su di esso calò una grande quiete. E con voce ferma disse:
   Quando l' amore vi chiama, seguitelo.
   Anche se le sue vie sono dure e scoscese.
e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui.
   Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire.
   E quando vi parla, abbiate fede in lui,
   Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il vento del nord devasta il giardino.

   
Poiché l'amore come vi incorona così vi crocefigge. E come vi fa fiorire così vi reciderà.
   Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri rami che fremono al sole,
   Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra.
   Come covoni di grano vi accoglie in sé.
   Vi batte finché non sarete spogli.
   Vi staccia per liberarvi dai gusci.
   Vi macina per farvi neve.
   Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli.
   E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro della mensa di Dio.

   Tutto questo compie in voi l'amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita.
   Ma se per paura cercherete nell'amore unicamente la pace e il piacere,
   Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall'aia dell'amore,
   Nel mondo senza stagioni, dove riderete ma non tutto il vostro riso e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.
   
   L'amore non da nulla fuorché sé stesso e non attinge che da se stesso.
   L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;
   Poiché l'amore basta all'amore.
   
   Quando amate non dovreste dire:" Ho Dio nel cuore ", ma piuttosto, " Io sono nel cuore di Dio ".
   E non crediate di guidare l'amore, perché se vi ritiene degni è lui che vi guida.
   
   L'amore non vuole che compiersi.
   Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri, i vostri desideri hanno da essere questi:
   Dissolversi e imitare lo scorrere del ruscello che canta la sua melodia nella notte.
   Conoscere la pena di troppa tenerezza.
   Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d'amore,
   E sanguinare condiscendenti e gioiosi.
   Destarsi all'alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d'amore;
   Riposare nell'ora del meriggio e meditare sull'estasi d'amore;
   Grati, rincasare la sera;
   E addormentarsi con una preghiera in cuore per l'amato e un canto di lode sulle labbra.

 

PREMIO1

Premio Brillante WeBlog

Ricevuto da:

Dracula56


Che cos' è il Premio Brillante Weblog?

Il Premio Brillante Weblog

viene assegnato a siti e blog che si

distinguono nella loro

brillantezza sia nei temi che nel design

il suo scopo è di promuovere e gratificare

più o meno tutti nella blogsfera mondiale

 

PREMIO2

Premio brillante weblogive

Questo premio mi и stato assegnato da  DRACULA56

 Il premio "Brillante Webloglive" ha lo scopo di promuovere la bloglive nel mondo. Viene assegnato ai siti o blog che risaltano per la loro  brillantezza nel design e nei contenuti.