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sono morto

Post n°80 pubblicato il 04 Febbraio 2009 da silviostellato1968
Foto di silviostellato1968

come avrete capito dal fatto che sono assente dal 29 ottobre sono morto.


proprio il giorno in cui compivo 40anni la morte è venuta a prendermi, ora trascorsa la quarantena posso ricominciare da morto a comunicare con i vivi, quindi lo farò...a presto amici.

 
 
 

I miei primi 40 anni

Post n°79 pubblicato il 28 Ottobre 2008 da silviostellato1968
 
Foto di silviostellato1968

Alle tre del mattino di domani 29 ottobre 2008 compirò 40 anni suonati. Non so perchè ma mi piace. Non ho avuto una vita facile, ma credo di essere ftato fortunato nonostante tutto. Perché sono stato e sono molto amato. Dai miei familiari, dalle donne della mia vita, da mia figlia e da mia moglie, dalla gente che mi dimostra spesso di gradire la mia persona. La vecchiaia non mi spaventa e tutto sommato nemmeno la morte, spesso mi spaventa la vità e mi ha spaventato la gioventù.

40 anni sono un momento della vita di bilanci ed ultime possibilità. è troppo tardi per tante cose ma si è ancora in tempo per tante altre, ecco perché o adesso o mai più. I miei fantasmi devono sparire,andarsene lontano nella parte più buia e recondita della memoria. mi faccio i migliori auguri, mi voglio tanto bene, mi amo. o adesso o mai più.

 
 
 

Sebastiano Vassalli

Post n°78 pubblicato il 18 Ottobre 2008 da silviostellato1968
 
Foto di silviostellato1968

...Io allora avevo incominciato a misurare nei fatti la distanza che separa la sfera delle cose reali da quella delle utopie e dei sogni giovanili, che mi apparivano sempre più lontani e sfocati.

Li vedevo così entusiasti, nonostante tutto; così convinti di vivere in un'epoca straordinaria, di progresso e di grandi cambiamenti, e di dover fare la loro parte perché il mondo diventasse perfetto!

Io sono un fanatico dell'Aspirina - le dissi - . Quei dischetti bianchi, dentro alle loro scatole bianche e verdi, sono una delle poche certezze che ci ha dato questo secolo. L'utopia socialista è crollata, la fede nel progresso è crollata, ma l'Aspirina, per la mia generazione, è un punto di riferimento incrollabile, e non mi deluderà mai. Se non credo nell'Aspirina, in cosa posso credere?

da: "Archeologia del presente"

 
 
 

Assenze

Post n°77 pubblicato il 18 Ottobre 2008 da silviostellato1968
 
Foto di silviostellato1968

Sono assente dal mio blog da venti giorni e più. Ma dove sono stato? Sono stato nella confusione del disordine che abita un posto ampio della mia mente antipatica. Questi giorni buttati come tutti gli altri alle spalle non mi hanno lasciato nulla. Fatica, un piccolo e costante dolore che rosicchia vita e sorriso. ll mio sorriso. Che pure qualche volta è così bello, anche per me stesso. Fra qualche giorno compirò 40 anni. é questo il compleanno che sento di più, nemmeno i miei diciotto anni ricordo di aver sentito così prfondamente. 40 è un numero importante. I miei desideri sulla vita si fanno più pressanti e la vita stessa comincia a minacciarmi alleandosi sempre di più al suo nemico naturale, la morte. 40 anni sono tanti, tanto che mi vergogno , tanto che piango, tanto che urlo al mondo la mia goia di vivere nonostante tutto, tanto che voglio, fortissimamente voglio smettere di farmi del male.

 
 
 

E' morto Marlon Brando

Post n°76 pubblicato il 28 Settembre 2008 da silviostellato1968
 

Non ci sono mondi infiniti, né motori immobili.

Non ci sono tempi immemori, nè oblio.

Ci sono uomini e donne, ragazzi e vecchi, signore perbene e prostitute, vigliacconi e spaccaossa, furbi e generosi, damerini e pezzi di ferro animati.

E ci sono i vivi e i morti e tutti essi sono una cosa sola, che non ha nome, che è la bolla d'aria invisibile che ci solleva da formiche a farfalla da brevi a sempiterni. Da vivi a morti.

 
 
 

é morto Dave Foster Wallace

Post n°75 pubblicato il 26 Settembre 2008 da silviostellato1968
 
Foto di silviostellato1968

Morto lo scrittore americano David Foster Wallace.
Aveva 46 anni.

Tratto da “Infinite Jest”:
La persona che ha una così detta “depressione psicotica” e cerca di uccidersi non lo fa aperte le virgolette “per sfiducia” o per qualche altra convinzione astratta che il dare e avere nella vita non sono in pari. E sicuramente non lo fa perché improvvisamente la morte comincia a sembrarle attraente. La persona in cui l’invisibile agonia della Cosa raggiunge un livello insopportabile si ucciderà proprio come una persona intrappolata si butterà da un palazzo in fiamme. Non vi sbagliate sulle persone che si buttano dalle finestre in fiamme. Il loro terrore di cadere da una grande altezza è lo stesso che proveremmo voi o io se ci trovassimo davanti alla finestra per dare un’occhiata al paesaggio; cioè la paura di cadere rimane una costante. Qui la variabile è l’altro terrore, le fiamme del fuoco: quando le fiamme sono vicine, morire per una caduta diventa il meno terribile dei due terrori. Non è il desiderio di buttarsi; è il terrore delle fiamme. Eppure nessuno di quelli in strada che guardano in su e urlano “No!” e “Aspetta!” riesce a capire il salto. Dovresti essere stato intrappolato anche tu e aver sentito le fiamme per capire davvero un terrore molto peggiore di quello della caduta.

tank you david see you later

 
 
 

L'ottimismo

Post n°74 pubblicato il 12 Settembre 2008 da silviostellato1968
 
Foto di silviostellato1968

La parabola del ranocchio...

C'era una volta una gara ... di ranocchi. L'obiettivo era arrivare in cima a una gran torre. Richiamata dall'insolito spettacolo, si radunò molta gente per vedere e fare il tifo. Cominciò la gara, ma in realtà, la gente probabilmente non credeva possibile che i ranocchi raggiungessero la cima, e tutto quello che si ascoltava erano frasi del tipo: "Ma che pena!!! Non ce la faranno mai!" E così alcuni ranocchi, che percepirono questi commenti, cominciarono a desistere, sfiduciati, tranne uno, che continuava a cercare di raggiungere la cima. Ma la gente continuava:

"... Che pena!!! Non ce la faranno mai!..."

Sennonché molti ranocchi si diedero per vinti tranne il solito ranocchio testardo che continuava ad insistere. Alla fine, tutti desistettero tranne quel ranocchio testardo, che, solo e con grande sforzo, raggiunse alla fine, la cima.

Quindi, com'è naturale che fosse, gli altri vollero sapere come avesse fatto e uno degli altri ranocchi più curiosi si avvicinò per chiedergli come avesse fatto a concludere quella difficile prova. Non ottenne risposta. E cosi si scoprì che quel ranocchio vincitore... era sordo!

Sii sempre sordo quando qualcuno ti dice che non puoi realizzare i tuoi sogni. E ricorda: nessuno può amarti come te stesso. Amati, perdonati, fatti forza

 
 
 

Walt Whitman

Post n°73 pubblicato il 30 Agosto 2008 da silviostellato1968
 
Foto di silviostellato1968

Walt Whitman

Poeti estinti, filosofi, preti,
martiri, artisti, inventori, governi d'un tempo,
forgiatori di lingue su altre rive,
nazioni un tempo potenti e ora indebolite, contratte o desolate,
io non oso procedere finché non v'abbia rispettosamente dato credito
di quanto avete lasciato sparso quaggiù,
io l'ho esaminato, riconosco che è ammirevole, (essendovi passato in mezzo,)
penso che mai nulla potrà essere più grande, nulla potrà mai meritare più di quanto
esso meriti,
mentre lo contemplo con attenzione, a lungo, e poi lo congedo,
io sto al mio posto coi miei giorni qui.

Qui terre femminili e maschie,
qui eredi e ereditiere del mondo, qui la fiamma della materia,
qui la spiritualità mediatrice, apertamente riconosciuta,
sempre protesa, il risultato delle forme visibili,
colei che soddisfa ed ora avanza dopo la debita attesa,
sì, ecco avanzare la mia signora, l'anima.

 
 
 

Post N° 72

Post n°72 pubblicato il 26 Agosto 2008 da silviostellato1968
Foto di silviostellato1968

Nessuno può inquinare i tuoi pensieri se non lo permetti. Qualche volta facciamo bene a far finta di non sentire tutti quei bla bla bla che ci fanno intorno. In casa è tutto un bla bla bla, al lavoro è tutto un bla bla bla, per strada è un bla bla bla, ovunque Cristo Santo, ovunque.

C'è una donna che vive nella casa adiacente alla mia che non fa altro che incasinare la testa dei suoi due bambini con una ecatombe di bla bla bla. E' sempre lì ad inseguirli con la bottiglia dei sali minerali in mano. Ma dico, per secoli i bambini sono cresciuti magnificamente senza nessun sale minerale dei miei stivali. Invece lei e molte altre mamme del mio palazzo stanno lì armate del dispenser del fluoro che minacciano i loro pargoli già all'età di tre anni. bla bla bla, ecco tesoro vieni qui la mamma ti da il fluoro così i tuoi denti saranno belli, bianchi e forti. Ed io  che vorrei  fare capolino dal balcone ed aggiungere, si tesoro ma la tua testa sarà incasinata terribilmente prima ancora che tu diventi adulto. Ecco che succede oggi da queste parti altro che storie.

Cìè un uomo che gestisce una officina sotto casa mia che sta sempre lì con il suo straccio lurido di grasso in mano e se lo passa da una mano all'altra e parla sempre di calcio. Ma non della squadra del cuore della sua derelitta città  del meridione d'Italia, no! Perché allora lo capirei anch'io. Anch'io sono un ultrà della squadra della mia città, anche se intandiamoci bene, essere un ultrà vuol dire un'altra cosa. Una cosa ben diversa da pendere dalla gazzetta dello sport e domenica sportiva. Lui invece il meccanico, impazzisce per il Milan e non fa altro che bla bla bla e il Milan di qua e il milan di la e s'incazza e blatera e segue ogni notiziario e ogni giornale sportivo delle mia brache. E' una cosa da pazzi, una volta l'ho visto con i miei occhi litigare con un cliente e cacciarlo a calci nel culo dall'officina solo perché aveva cazzeggiato sulla eliminazione del Milan da non so quale coppa delle mie trombe. Bla bla bla, è tutto un parlottare e ciccia e pappa e tutto un casino. Ma io ho imparato che se tu non glielo permetti a questi logorroici da schifo di inquinare il tuo cervello con le loro baggianate tu riesci a tenerli fuori dalla porta ed è questo che conta. Oggi giorno bisogna stare fuori dal giro non so se  mi spiego. Bisogna stare per i fatti propri e fare le proprie cose in casa propria. Non condividere un bel cetriolo di niente con nessuno ecco qual'è il segreto...

 
 
 

Giorgio Scerbanenco

Post n°71 pubblicato il 18 Agosto 2008 da silviostellato1968
 
Foto di silviostellato1968

«Oggi i delinquenti non hanno più alcun pudore, alcuna paura, parlano tranquillamente in trattoria, in mezzo alla gente, con gli amici e le loro baldracche, che la mattina dopo andranno a scannare la mamma, e la mattina dopo, infatti, la scannano. E la gente che ascolta fa finta di non aver sentito».  ( da "I Milanesi ammazzano al sabato")

Cominciò il periodo in cui Federico rimase spesso fuori tutta la notte. E al mattino, di queste notti, egli non sapeva se mettersi a piangere, o picchiare qualcuno, Milla o meglio Varengan. Oppure se prendere Milla e portarla in un deserto ed adorarla. Oppure rinunciare a tutto, a Milla e ad ogni vanità del mondo, e chiudersi in un asilo religioso. Oppure partire per l'America e rifarsi una nuova vita. Ma tutto questo cadeva quando era tra le braccia di Milla, e allora era come se afferrasse per alcuni attimi un'eterna verità della vita che è nascosta a coloro che non amano e che traluce nella nebbia quando si ama con tutto se stesso. ( da "Non rimanere soli")

 
 
 

Ferragosto blues

Post n°70 pubblicato il 17 Agosto 2008 da silviostellato1968
 
Foto di silviostellato1968

Ferragosto blues. Sei uscito poco dopo l'alba. Sei vestito leggero leggero, porti occhiali scuri con montatura verde e capelli a spazzolotto. Il vestito leggero è un calzone corto a quadri amaranto, sandali in pelle, una maglietta senza maniche con su scritto " La mia vita è  una partita che finisce zero a zero" La tua compagna Lulù, bellissima, superabbronzata, dentro un vestito cortissimo, sulle scarpe altissime. Gli occhi belli che ha. Non c'è bisogno di spiegare, ci siamo capiti.

Ferragosto benzina e cambio di marcia, per i canali di alberi scuri e freschissimi che attraversano la cima del monte Lassù e poi sboccano a mare. Improvvisamente. Superi una galleria che sembra una delle tante ed invece, senza preavviso, ti conduce in una cocente luce d'oceano. Cammini cammini cammini. E vedi il mare. Come se fosse ogni volta una sorpresa trovarlo lì ed invece lo sai bene che a quel punto, dopo quella galleria, lo vedrai. Tu indaffarato, carico, simpatico, piccolo esserino. Con le tue teglie di alluminio colme di pasta cotta. Le tue bottiglie piene di vino bianco, di vino rosso, di vino rosè. I tuoi termos che conservano caffè freddo ghiacciato. Il tuo Ferragosto vicino alla gente che vuole sorridere, anzi no, ridere, ridere, ridere. Sganasciarsi dalle risate fino a scoppiare. Poi sbavare.

 Ferragosto perché e percome. Ferragosto delirio e cocomero.   Scendete il precipizio del monte Lassù che cade a picco sulla spiaggia e sedete esausti sulla riva. Guardate lontano, dove non arrivano gli sguardi. Senza mai incrociare la vostra disperazione, la vostra stanchezza di formichine sature, la vostra immagine riflessa nella luce del sole che rimbalza sul pelo dell'acqua. Alle vostre spalle le vostre leccornie in attesa di essere consumati e voi già consumati, sulla riva.

 
 
 

the ranch

Post n°69 pubblicato il 06 Agosto 2008 da silviostellato1968
 
Foto di silviostellato1968

La strada polverosa si frantuma in una dozzina di stradine che setacciano la pineta. Qui si vive in case viaggianti che non viaggiano mai, non si muovono mai. Al posto delle ruote hanno messo i mattoni. Una colonnina di  mattoni rossi per ogni ruota. Di giorno le case viaggianti sono un inferno. Inabitabili. La notte sono fresche e giuro, addirittura si dorme bene. Il venticello entra dai pertugi e ti fa il solletico. Se ci riesci, se sei uno con la coscienza a posto, finisce che fai pure qualche sogno rilassante.

Poi ci sono i cavalli. Per questo che il posto si chiama ranch. Ci sono almeno venti cavalli. Passeggiate, lezioni, la scuderia, le balle di fieno, cose così. E' qui che succederà la cosa che ho preparato. Ormai è deciso. Mi sembra il posto adatto per fare una casino come quello che voglio fare io. Più c'è silenzio più il botto è forte. Giusto?

Poi c'è il mare, ed è davvero un bel mare. Un mare immobile e sicuro, grigio dolce e saturo di vita. Ma il mare è sempre il mare come la metti metti. Ti siedi lì a guardarlo e pare che sta per convincerti che ha ragione lui. Fortuna che puoi sempre girarare la testa dall'altra parte. Ti ipnotizza quello, non scherza. Fortuna che ci sono le persone che chiacchierano alle tue spalle, e dicono e urlano e ridono e parlano. Le persone, quelle si che sono insopportabili, non sono come il mare, nè come il ranch. Le persone sono come la punteggiatura. Una rottura di balle. Per questo che ho deciso di fare il casino. E di farlo qui dove nessuno ne sente la necessità, proprio il giorno che cominciano le olimpiadi.  Caspiterina.

 
 
 

No grazie, grazie no!

Post n°68 pubblicato il 16 Giugno 2008 da silviostellato1968
 
Foto di silviostellato1968

E già, miei cari lettori che per caso posate gli occhi. Sono giorni di estranee sensazioni, così come le onde di perturbazioni confondono le acque della metereologia contemporanea, le onde della vita travolgono con tutta la loro ciccia gibbosa le nostre abitudini di pigri individui del terzo millennio.  

E già vecchi camaleonti del sentimento, vi vestite come divi di holliwood e poi non sapete dire: hei tu, mi piaci facciamo una follia? Si dico a voi gente senza schiena, che vorrebbe ma non può, che potrebbe ma non sa, che saprebbe ma ma non fa. Ogni  notte sogno che una delle mie allieve diciannovenne mi scriva un biogliettino di fuoco tipo: impazzisco per te, ardo quando ti penso. Invece non succede e nemmeno io sono capace di fare questo passo nemmeno con una ballerina di vent'anni con la quale ho lavorato di recente che mi ha fatto chiaramente capire cosa volesse da me.

POVERO IO, vecchio camaleonte quasi impotente, che non s apiù sedurre. Mentre tutte sono sedotte dalla mia personalità, e questo è peggio, che io mi accorgo di piacere e non mi muovo. Forse perché sono felicemente sposato? Forse. Forse perchè sonon infelicemente vigliacco? forse. Ma cosa dovrei fare?

Cercarmi un protettore,eleggermi un signore, Dedicare, com'usa ogni ghiottone, dei versi ai finanzieri? Far l'arte del buffone pur di vedere alfine le labbra di un potente atteggiarsi a un sorriso benigno e promettente?No, grazie.
Consumar le ginocchia?Misurar le altrui scale? Far continui prodigi di agilità dorsale?
No, grazie!
Accarezzare con mano abile e scaltra la capra e intanto il cavolo innaffiare con l'altra? E aver sempre il turibolo sotto de l'altrui mento per la divina gioia del mutuo incensamento?
No, grazie!
Ma... cantare, sognar sereno e gaio, libero, indipendente, aver l'occhio sicuro e la voce possente, mettersi quando piaccia il feltro di traverso, per un sì, per un no, battersi o fare un verso! Lavorar, senza cura di gloria o di fortuna, a qual sia più gradito viaggio, nella luna! Nulla che sia farina d'altri scrivere, e poi modestamente dirsi: ragazzo mio, tu puoi tenerti pago al frutto, pago al fiore, alla foglia pur che nel tuo giardino, nel tuo, tu li raccolga! Poi, se venga il trionfo, per fortuna o per arte, non dover darne a Cesare la più piccola parte, aver tutta la palma della meta compita, e, disdegnando d'essere l'ellera parassita, pur non la quercia essendo, o il gran tiglio fronzuto salir anche non alto, ma salir senza aiuto!

AIUTATEMI GENTILI LETTRICI DATEMI UN CONSIGLIO CHE MI PLACHI...è CHE FACCIO, QUEST'ANNO 40 ANNI E SENTO LA VITA CHE MI DICE : IO CORRO...

Ho visto per la trecentesima volta Cyrano ieri. Sublime. sublime.   

 
 
 

Ramones

Post n°67 pubblicato il 10 Giugno 2008 da silviostellato1968
 
Foto di silviostellato1968

Voglio Essere Sedato
(The Ramones)

Venti, venti, ventiquattro ore sono troppo lunghe, voglio essere sedato
Niente da fare nessun posto in cui andare, voglio essere sedato

Portami all'aeroporto e mettimi su un aeroplano
Veloce, veloce, veloce, prima che diventi pazzo
Non riesco a controllare le mie dita, non riesco a controllare il mio cervello,
Oh no no no no no

Mettimi in una sedia a rotelle e portami allo show
Veloce, veloce, veloce, prima che diventi pazzo
Non riesco a controllare le mie dita, non riesco a controllare le dita dei piedi,
Oh no no no no no

 
 
 

Cyrano

Post n°66 pubblicato il 08 Giugno 2008 da silviostellato1968
 
Foto di silviostellato1968

Orsù che dovrei fare?…
Cercarmi un protettore, eleggermi un signore,
e dell’edera a guisa, che dell’olmo tutore
accarezza il gran tronco e ne lecca la scorza,
arrampicarmi, invece di salire per forza?
No, grazie! Dedicare, com’usa ogni ghiottone,
dei versi ai finanzieri? Far l’arte del buffone
pur di veder alfine le labbra di un potente
atteggiarsi a un sorriso benigno e promettente?
No, grazie! Saziarsi di rospi? Digerire
lo stomaco per forza dell’andare e venire?
Consumar le ginocchia? Misurar l’altrui scale?
Far continui prodigi di agilità dorsale?
No, grazie! Accarezzare con mano abile e scaltra
la capra e intanto in cavolo inaffiare con l’altra?
E aver sempre il turibolo sotto de l’altrui mento
per la divina gioia del mutuo incensamento?
No, grazie! Progredire di girone in girone,
diventare un grand’uomo tra cinquanta persone,
e navigar con remi di madrigali, e avere
per buon vento i sospiri di vecchie fattucchiere?
No, grazie! Pubblicare presso un buon editore,
pagando, i propri versi? No, grazie dell’onore!
Brigar per farsi eleggere papa nei concistori
che per entro le bettole tengono i ciurmatori?
Sudar per farsi un nome su di un picciol eletto
agl’incapaci, ai grulli; alle talpe dare ali,
lasciarsi sbigottire dal rumor dei giornali?
E sempre sospirare, pregare a mani tese:
“Pur che il mio nome appaia nel Mercurio francese”?
No, grazie! Calcolare, tremar tutta la vita,
far più tosto una visita che una strofa tornita,
scriver suppliche, farsi qua e là presentare…?
Grazie, no! grazie no! grazie no! Ma… cantare,
sognar sereno e gaio, libero, indipendente,
aver l’occhio sicuro e la voce possente,
mettersi quando piaccia il feltro di traverso,
per un sì, per un no, battersi o fare un verso!
Lavorar, senza cura di gloria o di fortuna,
a qual sia più gradito viaggio, nella luna!
Nulla che sia farina d’altrui scrivere, e poi
modestamente dirsi: ragazzo mio, tu puoi
tenerti pago al frutto, pago al fiore, alla foglia
pur che nel tuo giardino, nel tuo, tu li raccolga!
Poi, se venga il trionfo, per fortuna o per arte,
non dover darne a Cesare la più piccola parte,
aver tutta la palma della meta compita,
e, disdegnando d’esser l’edera parassita,
pur non la quercia essendo, o il gran tiglio fronzuto
salir che non alto, ma salir senza aiuto!
[...]- Sfogati pure con questi tuoi furori pugnaci,
ma confessa a Le Bret ch’ella non t’ama!
- Taci!

 
 
 
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