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Sovrastrutture di un'idea (la continua isteresi del pensiero)

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Dialogo di Head con Afrodite (Di come Head rifiutò l'amore)

Post n°86 pubblicato il 22 Maggio 2006 da headroom
Foto di headroom

A: OooooHooo, ooooOOoo… Eccomi! per fortuna Mercurio mi ha insegnato ad atterrare.
H: ….
A: Head?! Head!? AhAhAh
H: …. Hi ei?
A: MmmmH… mi avevano avvisato. Adesso chiudi la bocca e ripeti!
H: Chi sei?
A: Sono Afrodite citerea
H: Per me, Afrodite Callìpigia (significa dal bel sedere, ndr)
A: Grazie mio debole ometto senza nerbo…
H: Hai parlato con il condor-censore vero?
A: Diciamo che ho ricevuto un sollecito, latua pratica è finita sulla scrivania del mio direttore ed eccomi qua
H: E chi sarebbe il tuo direttore? Dimmi che è Lui, dimmi che è il mio preferito.
A: Non posso svelarti nulla di ciò. E abbiamo anche deciso di non lasciarti fare domande che tanto dici solo un mucchio di cazzate
H: Per me te la fai con il tuo capo, Se vi avesse beccato Vulcano…
A: Appunto! Veniamo a noi, tu risulti essere interiormente sereno, il più delle volte in stato di grazia, in armonia con la natura ed i suoi elementi, ma con le donne e con me hai dei conti in sospeso.
H: Possibile…
A: Vedi, non puoi continuare a coltivare la tua beatitudine basandoti sulla tua possibilità di azione, non è vero che chi può fare più cose è più libero.
H: Beh! Tu una la fai da Dio, e scusami lo scontato gioco di parole, ma hai trombato con mezzo Olimpo: Vulcano, Marte, Poseidone, Bacco (dimmi che è lui il tuo capo) e non, Anchise, Saffo…
A: Ho messo la testa a posto, adesso lavoro part time e do una mano alla “fabrichetta uè ciula” di mio marito, la VulcanoPressoFusioni. Si parlava di te comunque.
H: Stavi dicendo che continuo ad agire anche un po’ a caso, sentendomi libero di agire, negandomi in qualche modo l’onere di riflettere a scapito di una serie di positivi effetti benefici estrapolati dal turbinio di azioni-reazioni che metto in atto.
A: Questo però preclude a te la possibilità di avere una relazione amorosa con un qualsiasi soggetto, sia essa donna, uomo o gatto.
H: GULP! Ahhhh! Ho capito, stesso discorso di prima, qui nell’inconscio è tutto possibile. Ma vai a cagare Head! E perché?
A: Perché hai paura di dover rinunciare a te stesso, perché sino ad ora quando lo hai fatto non hai mai specificato che indossavi una maschera per far piacere, perché ti bastava lei fosse felice, perché un suo sorriso ti ripagava della negazione dei tuoi sani e benedetti difetti. In qualche modo hai ingannato in primis te stesso e poi chi ti stava vicino, o meglio chi stava vicino alla idea che tu davi di te in relazione alle aspettative che percepivi avere nei tuoi confronti.
H: Che orrore. Devo aspettarmi una visita di Savonarola?
A: Tu dissimuli sempre con le tue battute da Stronzo. Prima o poi, dopo una delle tue battute qualcuno te lo dirà: “A Strooooonzo!”
H: Che ci posso fare? Solitamente funziona… ma dimmi, non ho capito perché sarei insoddisfatto se “vivo il più delle volte in beatitudine”…
A: Perché altrimenti non te ne staresti sul tetto di casa tua a guardare il gatto che miagola e rincorre i passerotti. Vedi, caro mio, tu senti il bisogno di condividere, sei pronto per condividere, ma sei ancora confuso. Non si generalizza l’intero universo femminile sulla base di un campionamento così ridotto in numero. Respira profondo, pensa a cosa ti intristisce in questi momenti, arriva alla radice, percepisci cosa ti dice la memoria del corpo.
H: Ci provo, ma poi penso che sia più facile agire, più semplice occupare la mente con repentine facili e fisicamente appaganti iterazioni (non interazioni) con altri esseri umani. Allora prendo questo masso, lo appoggio qui sul davanzale e me ne vado per un po’
A: Fino a quando riuscirai a far questo? Fino a quando scanserai la fatica di aprirti ed accettarti per aprirti e farti accettare? Fino a quando giocherai a fare Sartre? Vai dicendo ovunque che la vita è meravigliosa e ricca di opportunità da cogliere e poi non sei in grado di capire cosa vuoi fare della tua?
H: Vedi, cara mia, a differenza tua io non sarei immortale, la mia esistenza su questo suolo è un inezia rispetto al tempo del mondo. Io so, di valere meno di uno sputo e per questo non me la prendo come fanno invece molti dei miei simili. Un po’ di storia la conosco, vedo i cicli e i ricorsi ripresentarsi puntuali, vedo sacrifici inutili di anime e cervelli. Conosco indomiti guerrieri che per fortuna non la pensano come me e cercano di migliorare le cose. Vedo anche, cara mia, che questo mio corpo è così piccolo rispetto all’amore che provo, che per ora ho scelto di amare tutti indistintamente, amando meno per amare tutti
T: MEEEOOOOWW!
H: Si, si anche te amo, si
A: Quindi sei deciso a perdere l’amore comunemente inteso come condivisione, a perdere le gioie dell’amare una persona a cui offrire il tuo tutto e dal cui tutto trarre fonte di crescita.
H: Si! ho troppe cose da imparare ancora, sono ancora troppo misero per lasciare che qualcuno si affidi a me, non ne ho la forza credimi, sono sfiancato dall’inutile idiozia del possesso, ma ne sono tuttavia vittima e ne soffrirei. Ti chiedo dunque di lasciarmi in pace per un po’, lascia che solo il mio corpo goda delle grazie dell’amore, mentre il cuore vaga altrove, riscaldato da tutte le persone che amo, indistintamente.
A: Cos’è questo odor di violette?
H: Cazzo! No! Padre Pio No! La mia non è vocazione, hai sbagliato, mi spiace, non so chi ti ha mandato ma non mi puoi aiutare in nessun modo.
A: Allora io me ne vado
H: OK, ti penserò, anzi, ti dedicherò un simposio, faremo festa sino all’alba con danze e discussioni
A: Ottimo! Ah! Head, quell’idea delle figurine sugli Dei dell’Olimpo e sulle figure mitologiche fa cagare
H: Grazie, lo sapevo, ma ho altre idee in mente, invece delle figu, le immagini sugli accendini smoking eh? un po' di cultura di riflesso...
A: Ma chi cazzo me l’ha fatto fare…

 
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