
Ieri sono stato alla biennale d'arte di venezia. Non ci sono andato solo ma ho portato con me mia nipote 13enne che non aveva mai approcciato l'arte contemporanea (glielo dovevo, ma soprattutto LEI me lo doveva).
Devo dire che sono stato fortunato ad avere un'accompagnatrice di simil caratura. Grazie ai suoi 13 anni, ma soprattutto all'assenza di pre-concetti, pre-giudizi e imposizioni pseudo culturali indotte e mirate, mi ha trasmesso la sua visione del contesto.
In poche parole, mi sono ricordato che le installazioni moderne che vanno oltre il dipinto o la scultura, che interagiscono direttamente con il pubblico, vanno vissute nell'immediatezza delle emozioni scaturite da corpo (che ha una sua memoria e delle proprie predilezioni ) e mente nell'istante. Senza istanti passati o futuri.
Così abbiamo giocato con il modello in quadrifonia del mondo scatenando il putiferio nel padiglione (poi però hanno iniziato tutti a giocare, da 2 a 70 anni). Abbiamo giocato a rimpiattino per la casa di legno austriaca, abbiamo fatto e rifatto il guado nell'arsenale e molte altre sensazioni che ancora non ho scaricato dalla mia memoria psico-motoria.
Una cosa però è certa, non ho giudicato in base a consigli più o meno autorevoli, ma solo attraverso le mie percezioni senza sovrastrutture alcune, muovendomi tra installazioni ripetitive e fiacche (abuso del video), solari (in senso di sole tipo il padiglione romania) a perle di genialità assolutamente coinvolgenti.
Sono tornato felice, mi sono divertito molto.
Spero mi rimanga questa voglia di vivere l'arte per gioirne mentalmente in maniera totalizzante, riuscendo a non pensare ad altro che al momento...
Due perle:
La treehouse del padiglione israele (foto)
Le signore del padiglione germania