
E' arrivata, venerdì sera, senza lasciare possibilità di fuga, senza preavviso, come al solito.
Mi capita ogni tanto, mi assale un'atroce miseria che mi gela l'anima, sento il peso del dolore, ne percepisco le sfumature.La tristezza, la solitudine, mi occupano ogni pensiero. Mi sento come la quarta figura nelle parche di Goya (Museo Del Prado), nulla ha più senso, perchè tutto è desolazione.
Solitamente dura un giorno solo, io la chiamo "la giornata del dolore", mi sembra di percepire tutta la desolazione che mi circonda, non solo la mia, anche quella deglia altri...
L'unica cosa che posso fare è accettarla(mi) e considerarla una tassa da pagare per la serenità che mi pervade il giorno seguente.
Ieri, infatti, verso mezzogiorno sono andato a passeggiare in campagna, sotto la pioggia, grazie alla quale ho evitato di incontrare gente e ho apprezzato meglio i colori vivi (per me i colori vivi sono quelli che hanno gli esseri viventi o comunque quegli oggetti le cui molecole sono in fervida attività, come le piante o l'erba etc, per intenderci, quando piove il rosso delle bacche è più rosso, il verde dell'erba è più verde, il rosso delle macchine è lo stesso rosso perchè la frequenza delle onde di luce che l'attraversano non ne mutano la percezione all'occhio umano).
Camminando per gli umidi viottoli ho scansato tronfi lombrichi, ho evitato la "furia" di spumeggianti rivoli d'acqua che non avrebbero annegato nemmeno un ragno, ho saltato fin troppo veloci lumache e sorriso a cavalli comunque stanchi, tutto respirando piano, assimilando piano, elaborando lento, per unire il flusso della vita esterna con quello dei pensieri interni, bagnato dal corso degli eventi. Giusto che mi sia bagnato, giusto che a volte mi senta proprio così!