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Head corners
Post n°57 pubblicato il 10 Gennaio 2006 da headroom
Ci sono posti che rimangono impressi nella memoria del nostro corpo, generalmente posti in cui siamo (o eravamo) soliti passare momenti di riflessione, accompagnati da profumi talmente piacevoli da poterli riportare alla mente nettamente definiti. Quasi a poterli odorare ancora. Io l'ho capito con il passare degli anni, delle case, degli amori, dei luoghi percorsi per abitudini passate. Con un certo inutile orgoglio penso di essere bravo a catalogarli. Riesco ormai a cogliere il momento in cui viene "impressa" questa memoria. E' accaduto ieri, sul divano di casa, guardando dalla finestra la vigna illuminata dalla luna, per metà ancora ricoperta di neve, con la tazza di tè nelle due mani, il silenzio di una canzone di Jeff Buckley (lover you should come over) e null'alltro (eh! eh! quasi niente macchine da me). Il profumo che mi resterà in mente sarà quello del bergamotto. Il sapore quello dei biscotti secchi che devi staccare dai molari con la lingua dopo che li hai deglutiti. Una sensazione rallentata sino a poterne cogliere tutti i particolari, una sensazione di libertà, di soddisfacente serenità, da condividere solo con te stesso, da non descrivere a nessuno perchè raccontarlo è quasi perderlo, cercare di afferrarne l'essenza senza poterlo vivere è impossibile. Senza fretta, senza pressioni, senza doveri, senza gioia, senza freddo, senza peso, senza forma, solo TU e, come dice Derek Walcott, lo straniero che ti conosce da una vita ma che hai sempre ignorato.
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