Io sono Jane Bennet!

Come vorrei essere Lizzie...e alla fine sono Jane!

 

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Jane e lo strano caso del mutandone anni '50

Post n°104 pubblicato il 19 Luglio 2011 da janebennet
 

L'altro giorno, in uno dei miei momenti di depressione cosmica dovuti al periodo, sono andata a fare shopping. Cosa c'è di meglio che un paio di acquisti in barba alla crisi per tirarsi su il morale? 

Mi capita quindi di passare davanti alle vetrine di un negozio di intimo e sorpresa delle sorprese, vedo  i mutandoni di mia nonna. Sì sì, proprio quelli a vita alta, antistupro, che arrivano appena sotto il seno della serie "mutanda-panciera-linea di sudore sulla maglietta estiva". 

Mi devo essere persa qualcosa, soprattutto quando do un'occhiata generale alla vetrina: sembra che tutto il negozio, molto in, effettivamente sia adatto a mia nonna. 

Da quando in qua vanno di moda di nuovo le tute da palombaro post seconda guerra mondiale? Quelle contro cui mia madre e molte come lei hanno combattuto strenuamente negli anni '60-'70 a suon di tette ballonzolanti ignare della forza di gravità??

La mia testolina si mette in moto e comincia a correlare (deformazione professionale) una serie di fatti di cui ho letto ultimamente e sono stata anche diretta testimone.

Indubbiamente siamo in un periodo storico di restaurazione femminile. Quello che vediamo alla televisione, il modello della donna che si vende e si svende per orbitare e mai arrivare a conquistare il potere o l'indipendenza, che è indubbiamente un aberrazione della libertà sessuale guadagnata durante il femminismo, ha provocato una reazione uguale e contraria.

Oggi la condizione  di donna sistemata con un lavoro comunque meno retribuito rispetto a quello del compagno/marito è l'ambizione massima; essere casalinga non dispiace, anche a ragazze laureate. In vacanza ho visto una quantità incredibile di ragazze più giovani di me che sono già sposate, e con figli.

Dal punto di vista sessuale, ci sono scrittrici figlie di femministe (vedi recensione di qualche giorno fa sulla Repubblica) che praticano e predicano l'astinenza, perchè del sesso "si parla e si vede troppo". E anche a livelli meno "intellettuali", cioè di persone nella media in cui mi ci metto anche io vedo la sproporzione che c'è tra due tipi di ragazze giovani: il tipo che te la lancia dietro, che è sempre e sempre di più una da poco, e quella che non te la fa vedere praticamente prima delle nozze. Insomma, quelle che potevano essere libere negli anni settanta adesso sono sempre più considerate,come prima, "poco di buono" e le altre sempre più sante e desiderabili.

Dai qui secondo me la rincorsa a voler essere "sistemata", a voler occupare in qualche modo un posto nella società. Se sei single sei sempre più emarginata anche dalle amiche più fidate, che sono molto fiere se tu riesci a stare da sola un anno e mezzo, ma che poi per quel che riguarda loro si lanciano subito da una relazione all'altra ( e l'amore, questo sconosciuto)

Per cui, fatte queste considerazioni, il mutandone anni '50 non dovrebbe stupirmi. Anzi. 

Ma come faccio io, che sto bene da sola ma cerco qualcuno che mi ami davvero, e non solo per "sistemarmi" a tornare negli anni '50? Che posto ho nel mondo?

E per la cronaca, la biancheria di mia nonna spero di indossarla solo alla sua veneranda età.

 
 
 

ah beh

Post n°103 pubblicato il 07 Luglio 2011 da janebennet

10 anni di amicizia e non merito neanche una cazzo di telefonata...solo uno stupido sms di conferma che avevo ragione...d'ora in poi sei da solo

 
 
 

e...ricominciamo

Post n°102 pubblicato il 06 Luglio 2011 da janebennet
 

E ci risiamo!

La storia e` sempre la stessa: ti innamori di qualcuno e questa volta pensi che sia tutto abbastanza semplice. Lui e` il tuo migliore amico, lo conosci da sempre e sai che quando lascera` la ragazza con cui e` stato quattro anni, e che non l'ha reso felice lui scegliera` te. Perche`non dovrebbe? Lo sa che siete perfetti assieme, che siete talmente compatibile che a volte anche non parlando ci si capisce lo stesso e che ci si perdona tutto....

Tre mesi passati a scriverci come mai avevamo fatto, sereni e spontanei...capisci che forse anche lui prova interesse...curiosita`.

E invece no cazzo. Dopo una bella chiacchierata in cui tu ti dichiari, perche` sai che lo aiutera` a scegliere la strada piu` ovvia, quella giusta, lui improvvisamente entra in confusione:

" Ci sono delle cose che in quattro anni possono essere salvate, a dispetto di quelle che non andavano...non e` che tu non ci sia ma sono distratto e riesco a pensare a una cosa alla volta in questo periodo. Non ti limito nelle tue liberta`, so che non sarebbe giusto chiedertelo...tu vali la pena ma in questo momento devo concetrarmi su di me..."

Me Me Me.

E a me chi ci pensa? Lo chiamo e gli riverso addosso la mia pazienza scaduta, quel tentativo inutile di essere sempre la principessa coraggiosa che aspetta nella torre con lo sguardo puntato all'orizzonte in attesa di vedere le vele bianche sul mare in tempesta. Il martirio della stupidita` femminile che mentre si consuma in solitudine lascia gli eventi scorrere imprecisi e fuori controllo.

La speranza e` l'ultima a morire, quindi per definizione sara` qualcosa a ucciderti prima.

Ed ecco le vele nere. La risposta di sgravo di responsabilita` assoluto. L'"io non ti ho promesso nulla" che ti fa pensare a un certo punto di esserti immaginata tutto, che in fondo leggere e sperare troppo fa vivere troppe vite e mai la tua, sempre fuori da te stessa e mai protagonista.

Ma io non mi sono immaginata un bel niente. So quello che provo e quello che ho visto.So che si sbaglia.

Glielo dico: "Preferisci salvare o essere salvato dall'infelicita` inevitabile cui vai incontro?Sono la tua migliore amica, ti conosco...preferisci essere infelice con lei anziche` con me?"

Lui tace. So che le mie parole scivolano via dal suo orecchio sinistro perche` le sento rumorosamente lontane dal suo cervello statico.

E ora? Ci tornera` assieme.

Lo so come so che oggi mi sono svegliata pensando a lui. Perche`? Perche` siamo uguali anche in questo...finche` non ci facciamo frantumare tutto quello che puo` essere frantumato non molliamo...siamo destinati a essere felici assieme o infelici altrove....forse....

Nel frattempo un megagalattico vaffanculo non te lo toglie nessuno Harry.

 

 
 
 

Jane a la sindrome di Harry ti presento Sally

Post n°101 pubblicato il 05 Maggio 2011 da janebennet
 

Adoro il film "Hatty ti presento Sally". Lo considero una perla; uno di quegli ultimi baluardi di comicità hollywoodiana che si è persa nel tempo e resiste grazie a pochi registi, del calibro di Woody Allen per dirne uno.

Esempio casuale di due scambi di battute illuminanti:

Jess, migliore amico di Harry: "Un matrimonio non finisce mai solo per un'infedeltà: quello è un sintomo che qualcos'altro non va"

Harry:"Ah sì? Beh, quel sintomo si scopa mia moglie".

Oppure:

Harry: "Nessun uomo può essere amico di una donna che trova attraente. Vuole sempre portarsela a letto".

Sally: "Allora stai dicendo che un uomo riesce ad essere amico solo di una donna che non è attraente?"

Harry: "No, di norma vuole farsi anche quella".

 

Se uno ci pensa sono verità universali dette in modo molto divertente. 

In questi giorni però mi viene insistentemente in mente questo film perché mi trovo in una situazione molto strana. Io ho un amico che considero il mio migliore amico: ci conosciamo da dieci anni e non c'è mai stato del tenero tra di noi. Quando eravamo molto giovani ci siamo piaciuti a periodi alterni, ma poi ognuno di noi ha avuto le proprie storie e pensavo che in qualche modo fosse scemata anche quel minimo di attrazione fisica che c'era in passato; insomma pensavo che almeno con lui fossi sicura di essere proprio proprio solo amica.

Il problema è che è da un paio di settimane, ovvero dall'ultima volta che ci siamo visti, che non faccio che pensare a lui. 

Ho un po' di farfalle nello stomaco e quando ci sentiamo non facciamo che ridere e scherzare: ogni tanto facendo battute sulla sua gelosia nei confronti delle persone che io frequento, e altre volte della mia tendenza a non sopportare la sua fidanzata storica che è peggio di un mastino affamato e gli vieta categoricamente di avere contatti con me (ci vediamo solo quando litigano praticamente).

Quindi cosa fare?? Una mia cara amica mi ha detto: "Se io avessi una persona a cui voglio così tanto bene, che è così tanto compatibile con me, e per cui provo anche attrazione fisica mi butterei. Se no smettila di pensarci e non rovinargli la vita". Giusto.

E se poi fosse solo una sbandata passeggera? Perderei una delle persone più importanti di tutta la mia vita dopo averlo messo nella condizione di scegliere tra me e un'altra.

Certo che se però mi dicesse questo non avrei alcun dubbio:

Harry a Sally: "Ti amo quando hai freddo e fuori ci sono 30 gradi. Ti amo quando ci metti un'ora a ordinare un sandwich. Amo la ruga che ti viene qui quando mi guardi come se fossi pazzo. Mi piace che dopo una giornata passata con te sento ancora il tuo profumo sui miei golf, e sono felice che tu sia l'ultima persona con cui chiacchiero prima di addormentarmi la sera. E non è perché mi sento solo, e non è perché è la notte di capodanno. Sono venuto stasera perché quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile."

...ti muovi???

 


 
 
 

O tempora, o mores!

Post n°100 pubblicato il 19 Aprile 2011 da janebennet
 

O tempora, o mores! 

Ne è passato di tempo da quando Cicerone si lasciò sfuggire tale esclamazione  per indicare la corruzione e il declino morale della sua epoca. Sembra un po' desueta come espressione, ma nella mia testa rimane vivida fin da quando al liceo la mia povera insegnante di letteratura latina si trovava ad affrontare una classe di maleducati che faceva di tutto tranne prestare attenzione alla lezione. 

Da un po' di giorni l'argomento "declino dei costumi" non mi è mai sembrato tanto attuale. Lasciamo perdere quello che sta succedendo alla politica italiana ed estera, che nell'ambito di questa riflessione c'entra molto, ma ci andrebbero settimane intere per commentarla adeguatamente.

Io mi riferisco a tutti quei gesti quotidiani che la gente fa o non fa e che soprattutto se lavori in un negozio come me si notano immediatamente, e che fanno parte di quella sfera chiamata "educazione".

Le persone non salutano più quando entrano in un esercizio, nè quando escono; raramente si sente usare la formula "Per favore, grazie".Quando entra una famiglia i bambini assomigliano più a una mandria di coniglietti iper eccitati e i genitori si guardano bene dal rimproverarli: al massimo si limitano a una minaccia velata che quasi sempre si conclude in un acquisto non meritato per sedare le belve (ah il mio istinto materno!).

Vogliamo poi parlare del comportamento della gente in macchina o sui mezzi pubblici? Non esistono più persone che lasciano il posto agli anziani, ma spesso anche gli anziani stessi usano toni molto lontani dall'essere pacati. Quando sei al volante ti ritrovi in mezzo a selve di madame che mollano la macchina dove vogliono, di solito sull'angolo di una via stretta inversamente proporzionale alle dimensioni del suv che guidano: tanto loro "c'hanno da fare solo una commissione".

Saranno i tempi che corrono e i modelli con cui abbiamo a che fare. 

Volevo solo fare un appello: salutate quando entrate nei negozi, c'è sempre qualcuno che lì si guadagna la pagnotta.

Tenete a bada i vostri bambini prima che si mettano a camminare sulla tappezzeria; intere generazioni ci sono riuscite benissimo prima di voi, sono fiduciosa anche per il vostro caso.

Fate sedere gli anziani sul bus anche se vi minacciano con un bastone: vi sentirete meglio poi.

E per le tizie con il suv: se non sapete parcheggiare prendetevi una bici, che vi costa anche di meno.

 
 
 
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Data di creazione: 23/01/2008
 

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