Oramai sono rinchiusa in questa stanza da 3 giorni, senza nessun contatto con l'esterno.
Continuo a fissare quella fottuta porta, secondo dopo secondo, pregando non so più nemmeno chi che regga o che qualcuno risponda ai miei messaggi.
Ma non risponde nessuno.
Li sento.
Colpiscono la porta, incessantemente. A differenza mia, loro non si rompono le palle, non si stancano, non devono dormire.
Loro vogliono soltanto una cosa. Mangiarmi, divorarmi, consumarmi. E non sto parlando di sesso.
La testa mi pesa come un macigno. Sono stanca, cazzo se sono stanca. Faccio fatica anche a respirare.
Perchè sono qui ?
No, devo smettere di guardare quella strafottuta porta.
Cerco di alzarmi, ma non riesco. Non ho più forza. Inciampo e ricado come fossi una marionetta a cui hanno tagliato di colpo i fili.
Sento una risata, una risata che mi gela il sangue nelle vene. Isterica, carica di paura e di rabbia.
Poi mi accorgo che sono io a ridere. Certo chi altro potrebbe essere visto che sono l'unica persona viva in tutto il palazzo ?
Rido.
Anche se vorrei tanto piangere.
Ma ho finito le lacrime ieri.
Mi guardo intorno. Faccio fatica anche a muovere la testa.
Il monitor del computer sulla scrivania mi dice "Errore di connessione 0x412. Rete non disponibile. Riprovare più tardi. Qualora il problema permanga, contattare l'assistenza. Grazie"
Contattare l'assistenza ? Lo farei volentieri, ma il cellulare mi dice "Errore di rete". Fanculo a tutti.
Sono quasi 40 ore che sono tagliata fuori dal mondo.
Quando mi sono chiusa qui per scappare da loro, il computer funzionava. Ho mandato decine di email, centinaia di messaggi. Aiuto. Ma da quel poco che ho letto da Google, non sono l'unica che ha questo problema.
Lo chiamano contagio. Dicono che si sta espandendo con velocità impressionante in tutto il continente.
Che stronzate.
Loro non sono malati. Ne fisicamente, ne mentalmente. Sono semplicemente strafottutamente morti, anche se per qualche ragione camminano ancora.
E hanno fame.
Come faccio a dirlo ? Ho sparato a uno di loro tre volte in pieno petto. Credete che si sia fermato ? Credete sia uscita una sola goccia di sangue dalle carni spappolate ?
No. E a casa mia, anche i malati e i pazzi sanguinano se li colpisci con un proiettile.
E poi... quel tanfo.
Oramai mi sono abituata a quell'odore dolciastro e nauseante di putrefazione.
Ci si abitua a tutto nella vita.
E la puzza è il problema minore in questo momento.
Torno a guardare la porta. L'armadio che le ho messo davanti è ancora lì, per il momento.
E' solo questione di tempo.
Niente è per sempre.
Figuriamoci una piccola porta di legno sbarrata solo da un armadio. Prima o poi riusciranno ad entrare.
Ma forse sarò fortunata, forse farò in tempo a morire disidratata prima.
La gola mi brucia da morire, lo stomaco si contorce tra fitte lancinanti e le labbra si spaccano ad ogni piccolo movimento.
Dicono che la morte per disidratazione sia una delle peggiori, ma è sempre meglio così che essere sbranati da quei mostri, come quel ragazzino che sedeva di fianco a me sull'autobus.
Le sue urla mi rimbombano ancora nelle orecchie. E quegli occhi... non credo riuscirò mai a scordarli.
Abbasso lo sguardo. La pistola che ho preso "in prestito" al cadavere della guardia giurata al primo piano è ancora lì tra le mie mani.
E pensare che prima di una settimana fa non sapevo nemmeno come si prende in mano un'arma.
Si impara a fare tutto quando la posta in gioco è la tua pelle.
Istinto di sopravvivenza. Puro e semplice.
Apro il tamburo. Conto i proiettili rimasti. Uno.. Due.
Che presa per il culo.
Me ne fossero rimasti di più proverei ad uscire.
Ne avessi solo uno, sarebbe chiaro cosa mi rimarrebbe da fare: infilarmi la pistola in bocca, assaggiare per un istante il freddo metallo sul palato e BOOM... premere il grilletto.
Pochi per combattere. Troppi per gettare la spugna.
Che numero di merda il due.
La mia solita fortuna.
Alzo gli occhi in alto.
Cazzo.
Hanno ragione. Se vuoi nascondere qualcosa, mettila in alto. Tanto nessuno ci guarda mai, in alto.
Mi accorgo solo adesso che il soffitto è un grande specchio.
Che cazzo se ne fanno di uno specchio sul soffitto di un ufficio.
Normalmente rimarrei ore a fantasticare sul perchè, pensando a chissà cosa succede la notte tra queste mura.
Adesso ho altro per la testa.
Il mio fan club è qui fuori. Stanno battendo contro la porta, mugulando. E tutti vogliono me.
Non sono così egocentrica. So che se ci fosse qualcun altro oltre a me probabilmente non avrei tutti questi "ammiratori", ma "fortunatamente" sono l'unico pezzo di carne viva nel raggio di chilometri, probabilmente.
Guardo il mio riflesso per un istante.
Sono orribile.
Non che sia mai stata una modella, ovviamente, ma non ero affatto male.
Adesso assomiglio più ad uno di "loro" che ad una donna.
Quasi istintivamente cerco di mettermi a posto i capelli sporchi e arruffati.
Che diavolo sto facendo ? Rido.
Non mi è mai fregato un cazzo del mio aspetto e adesso, in questo incubo di merda, mi preoccupo del trucco e capelli ?
Perchè deve essere un incubo. Deve.
Poi uno schianto mi riporta alla realtà.
Se di realtà si può parlare.
La serratura è saltata. La porta si apre di qualche centimetro e da dietro spuntano una mezza dozzina di braccia che si contorcono, che mi cercano, che mi vogliono.
Quanti saranno là fuori ? Dieci ? Venti ? Non ha più molta importanza.
I mugulii sono scomparsi. Ora li sento urlare, eccitati come bestie.
E' questione di secondi. Minuti forse. L'armadio non li potrà fermare a lungo.
Presto riusciranno ad entrare.
Potrei alzarmi. Potrei cercare di richiudere quella porta.
Ma sono stanca.
Troppo stanca.
Afferro forte la pistola tra le mani.
Respiro.
E faccio l'unica cosa che è sensato fare in tutta questa follia.
Svegliati Alice, cazzo svegliati.
BANG
-Continua ?-
Inviato da: ba_rm
il 01/11/2007 alle 23:09
Inviato da: janus_reborn
il 19/05/2007 alle 11:06
Inviato da: janus_reborn
il 19/05/2007 alle 10:17
Inviato da: vera.sm
il 18/05/2007 alle 10:43
Inviato da: principessa.yashoda
il 11/05/2007 alle 19:43