Lo spazio inglobato levita dentro di me; un travaglio subdolo che scombina in un disordine pericoloso: la quiete spogliata dal silenzio.
Non è l'assenza dei rumori che m'inquieta, che sfugge al mio controllo, è Lei.
Pupille chiare, fori galleggianti; una sensibile creatura dagli occhi subacquei, sommersi e infelici.Le mani bianche terminano con dita lunghe e affusolate, reggenti delle corde flebili, indistinte.
Dal suo sguardo il segreto non può essere svelato, ne descritto.L'intimo rimane nascosto sottopelle,chiuso, straordinariamente poco appariscente come la sua persona, come il volto. Tiene tutto dentro, in questa camera vuota di confidenze e desideri schiacciati, ma non ammansiti.
Bevendo, rubando, elemosinando attenzioni sempre troppo fugaci.
Fu così che iniziò il massacro e per sostegno, Lei si aggrappò a me.
Eravamo due creature dall’amore innato.
L'angelo si avventurò, allora, nei meandri di sterminati e tetri campi di battaglia perché solo per questa via sarebbe giunto a Lei. Sapeva di trovar la morte dell'anima dopo quelle trincee, ma le oltrepassò e con le sue vesti coprì il viso per proteggersi dal disgustoso tanfo di morte.
Si nascose dietro un ammasso di corpi senza vita e, per la prima volta, la più grande e spaventosa paura s’impossessò del suo corpo. Coi suoi innocenti occhi la cercava, la voleva, la odiava e Lei era lì. La riconobbe e fu pronto ad assalirla, ma quando ella voltò le spalle trafisse lo sguardo del giovane e sottomise il suo impavido cuore. Egli fu percosso da un gelido brivido di impura passione che lo paralizzò. Meravigliosa, splendida, bellissima. Pareva una visione angelica sullo sfondo della più tetra sofferenza -Come può esser una creatura così bella?- incredulo si chiedeva. Quei suoi occhi malvagi e così mirabilmente incantevoli. Quelle labbra spietate e così dannatamente seducenti. Ma il tempo per pensare era finito: due demoni lo afferrarono per i capelli ed iniziarono ad oltraggiare il suo nome e picchiarlo violentemente, ma egli era ancora succube dei suoi occhi. Accarezzando le sue gote, rapita dal suo prode e docile ardore, Lei chiese -Quale ingenua speranza ti ha guidato fino qui giovane e misera creatura?- AMORE, ancora deliziato da quella perfida e seducente visione, prontamente rispose -La speranza di guarir il tuo povero cuore e di alleviare il dolore del tuo amore represso- Senza alcun pudore o ritegno ella lo afferrò per la veste e con un semplice gesto della mano lo privò di essa. Poi, dopo averlo a lungo osservato, si avvicinò e gli sussurrò all’orecchio -Peccato che tu non sia un demone- e con un sorriso di maligna soddisfazione aggiunse -Col tuo bel corpicino avresti certamente potuto soddisfare la mia sete di passione-.
-Credi che io ti tema? Credi che io non sia pronto a subire le tue condanne?- E accecando i due demoni per mezzo di un intenso bagliore l'angelo aggiunse gridando -Credi che io non sia in grado di sfidarti?- Lei deviò il suo sguardo da quello del giovane e si allontanò bruciando i corpi distesi sul terreno per aprirsi una via.
-Io non ho paura di te, non ne avrò mai-.
Innervosita da quelle parole la spietata creatura non attese ancora e scatenando un violento vortice cacciò l’ostinato angelo via dal suo territorio. Sporco, umiliato e privato anche delle sue vesti egli fece ritorno al suo mondo ancora indignato, spaventato e ancora naufrago nella tempesta scatenata dagli occhi di quella diabolica, ma bellissima creatura.
Premeditava la vendetta, ma quanti altri pensieri impuri dopo quel giorno violarono la sua mente. Intanto, Lei cercava anime da perseguitare ed un piacere che potesse soddisfarla. La visione di quel giovane, però, la portava alla lunga meditazione sulla fine che a questi avrebbe riservato e si sorprese di non esser colta da una consueta sete di vendetta.
-La tua sconsideratezza mi fa sorridere quasi più di una selvaggia tortura, ma ucciderti significherebbe metter a rischio la guerra che il mio mondo attende di vincere sul tuo- -Guerra? Perché ti ostini ancora a farla? O stupido angelo va via prima che cambi il mio volere-Non è il rischio della guerra che ti ostacola- ed avvicinandosi a Lei, pulendole dal viso una macchia di fresco sangue umano, continuò dicendo – La mia ostinazione ed il mio coraggio ti impauriscono. La purezza dei miei occhi turba il tuo animo, che sai esser profondamente desideroso d’amore. Le mie semplici parole feriscono la tua coscienza o indifesa creatura-
Ancora quelle trincee gli sbarravano il cammino ed ancora una volta egli riusciva a superarle. Ancora quei corpi gli trafiggevano la vista ed ancora una volta egli riusciva delicatamente ad accarezzarli. Alcuni demoni si accorsero immediatamente della sua presenza e l’ingenuo angelo, sotto una penosa paura e col terrore di un’imminente morte, si batteva contro di essi. Il loro numero aumentava e cresceva ancora ed insieme ad essi le pene da patire. Bruciarono le sue vesti e spezzarono le sue ali, ma non poteva morire senza aver prima salvato la sua amata.
-Non continuar ad uccidere, te ne prego placa la tua funesta ira sotto il caldo manto del mio amore- Ella accarezzò il suo volto e dolcemente baciò le sue ali spezzate. Egli, allora, sollevò le labbra in una tenera espressione di gioia e Lei, ancora posseduta da una volgare indignazione, morse quella sua già morta ala strappandole le piangenti piume rimaste.Lo guardava sofferente e pene ancor più atroci subiva alla vista di quell’agonizzante corpo.
Ma ella avrebbe preferito ogni singolo attimo della sua esistenza tormentato da simili condanne, piuttosto che un animo sottomesso da un travolgente, insaziabile e già morto amore. Quella maledetta e straordinariamente bella creatura alata l’aveva lanciata contro un muro di ignoto pentimento; l’aveva imprigionata sotto un’ombra di intesa e passionale luce; l’aveva dolcemente incatenata al suo cuore. Ed ogni singolo battito di esso le risuonava nelle vene e le annodava, le spezzava e ancora le curava.
La morte, adesso, non era la più eroica tra le fini ma la più dolorosa tra le umiliazioni.
-Tu mi appartieni. Potrai uccidermi per ogni giorno fino alla fine dei tempi, ma tu mi apparterrai sempre. Il tuo cuore è prigioniero del mio e non potremo mai liberarli, neanche la morte ci recherà pace...-
Resterò seduto in questa notte senza stelle fino all'ultimo istante, qualunque cosa accada.