Per contrastare l’avanzata cattolica finalmente abbiamo l’antidoto giusto: un papa laico. È Gianfranco Fini. Spero sia soddisfatto. Tutti dicevano che mira in alto, nessuno immaginava quanto in alto. È letteralmente levitato, si è alzato sopra il teatrino della politica ed i commedianti, sopra la Carta Costituzionale anche. Quest’ultima non era messa male: aveva due garanti, il Presidente della Repubblica e la Corte, appunto, Costituzionale, più tanti disinteressati difensori che gridano al golpe ad ogni tentativo di discuterla, ma Fini vola più in alto: lui pontifica, lui la Carta la scavalca.Se la Carta stessa dice che è legittimo fare una legge che adegua l’anomalia italiana alla situazione costituzionale e giuridica di tutte le altre democrazie – in termini di tutela dei rappresentanti del popolo da procedimenti che interferiscono con l’espletamento del mandato elettorale – lui dice no, lasciate la Carta, vi dico io come si deve fare.Che poi sarebbe roba di un vero pastore, e lui lo è. Ma non abbiamo capito quale modello segue. Quello più famoso che conosciamo riconduceva la pecora smarrita al gregge, lui – sicuramente sa meglio – frena tutto il gregge, lo imbavaglia e lega, poi lo trasporta nel luogo dove si è smarrita la pecora, così sono tutti insieme di nuovo, democraticamente. Allegria. Dal salotto del Principe Faina
IL FATTO: Abbiamo un papa laico!
Per contrastare l’avanzata cattolica finalmente abbiamo l’antidoto giusto: un papa laico. È Gianfranco Fini. Spero sia soddisfatto. Tutti dicevano che mira in alto, nessuno immaginava quanto in alto. È letteralmente levitato, si è alzato sopra il teatrino della politica ed i commedianti, sopra la Carta Costituzionale anche. Quest’ultima non era messa male: aveva due garanti, il Presidente della Repubblica e la Corte, appunto, Costituzionale, più tanti disinteressati difensori che gridano al golpe ad ogni tentativo di discuterla, ma Fini vola più in alto: lui pontifica, lui la Carta la scavalca.Se la Carta stessa dice che è legittimo fare una legge che adegua l’anomalia italiana alla situazione costituzionale e giuridica di tutte le altre democrazie – in termini di tutela dei rappresentanti del popolo da procedimenti che interferiscono con l’espletamento del mandato elettorale – lui dice no, lasciate la Carta, vi dico io come si deve fare.Che poi sarebbe roba di un vero pastore, e lui lo è. Ma non abbiamo capito quale modello segue. Quello più famoso che conosciamo riconduceva la pecora smarrita al gregge, lui – sicuramente sa meglio – frena tutto il gregge, lo imbavaglia e lega, poi lo trasporta nel luogo dove si è smarrita la pecora, così sono tutti insieme di nuovo, democraticamente. Allegria. Dal salotto del Principe Faina