Nel salotto del Principe abbiamo applaudito in tempo reale l’editoriale di Giovanni Sartori sul Corriere di sabato 21 novembre, che condividiamo in pieno. Le sue poche righe ci hanno fatto riflettere molto. Il boccone è stato dolce, ma ha lasciato un retrogusto amaro, perché viene servito solo ora, quando oltre il 50% degli italiani, che non hanno la vasta cultura e conoscenza di Sartori, c’erano già arrivati. Possibile che è così difficile per noi italiani uscire allo scoperto e prendere posizione? Possibile che ogni cosa da noi diventa farsa? Siamo il paese “più europeista”, abbiamo fondato l’Unione europea e diciamo sempre sì a Bruxelles. Gli inglesi sarebbero invece i “meno europeisti”, hanno spernacchiato L’Unione europea per decenni, hanno aderito solo quando erano costretti, non hanno aderito però all’euro, anzi, cercarono un asse Gran Bretagna – Italia – Spagna per affossare il progetto euro. Però noi siamo gli ultimi ad applicare le norme europee, mentre loro le applicano il giorno dopo il varo a Bruxelles. Ma torniamo ai fatti di casa nostra.L’editoriale di Sartori è la risposta di quello di Eugenio Scalfari di tre settimane prima. Da pesi massimi quali sono, lo scontro è avvenuto sul ring dei primi due quotidiani nazionali: il Corriere e la Repubblica. Scalfari riconosce il “degrado della politica”, ma fa capire che è dovuto soprattutto al fatto che lo schieramento guidato da Silvio Berlusconi è ripugnante “per ragioni estetiche […] morali e politiche “. Mentre il suo di schieramento sarebbe, a questo punto, quello in cui “l'amore prevale sul potere”, esattamente come quello della parte buona (solo quella) della Chiesa.Indignato, Sartori risponde che entrambi gli schieramenti sono privi di ideali, “cinici e bari”, mossi da “spietato cinismo di potere nei vertici”. Che duello!Ora noi da Scalfari – il cui livore e faziosità sono superiori solo al suo genio imprenditoriale – non pretendiamo niente. Non abbiamo né da chiedergli né da dirgli niente. Lui è il Profeta, noi ascoltiamo, poi data la nostra indole eretica, diciamo cosa ne pensiamo. Ma da Sartori pretendiamo di più e qualcosa vogliamo chiedere. Ora che con il suo editoriale il problema “morale” della politica è chiuso – perché davvero non c’è altro da dire – non deve fermarsi qui, ma affrontare i cosiddetti “problemi reali” del Paese. Ci dica come orientarci. La vita è una continua scelta. Sottolineare le somiglianze non serve a scegliere. Per scegliere vogliamo sapere da lui le differenze, piccole o grandi non importa.Ci dica quale dei due schieramenti, secondo lui, con i suoi programmi, le realizzazioni già fatte, l’opera attuale ed i programmi per il futuro, abbia servito e serve meglio l’interesse generale e quelli nazionali del Paese. Ci dica per chi voterebbe oggi, magari turandoci il naso.Altrimenti la sua dotta disquisizione non è altro che una sistematica della vetrina di Scalfari, nella quale alle foto, fatte con il cellulare, del cesso di Palazzo Grazioli, non ha fatto altro che aggiungere quelle, sempre fatte con il cellulare, di Giuseppe Marrazzo in via Gradoli.Dal salotto del Principe FainaIl link per l’editoriale di Scalfari: http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/scalfari-editoriali/scalfari-1-novembre/scalfari-1-novembre.html.Il link per l’editoriale di Sartori:http://www.corriere.it/editoriali/09_novembre_21/sartori-senza-ideali-molta-ruberia_2e7084c8-d667-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml
IL COMMENTO: Aspettiamo la seconda puntata dell’editoriale di Sartori sul degrado della politica
Nel salotto del Principe abbiamo applaudito in tempo reale l’editoriale di Giovanni Sartori sul Corriere di sabato 21 novembre, che condividiamo in pieno. Le sue poche righe ci hanno fatto riflettere molto. Il boccone è stato dolce, ma ha lasciato un retrogusto amaro, perché viene servito solo ora, quando oltre il 50% degli italiani, che non hanno la vasta cultura e conoscenza di Sartori, c’erano già arrivati. Possibile che è così difficile per noi italiani uscire allo scoperto e prendere posizione? Possibile che ogni cosa da noi diventa farsa? Siamo il paese “più europeista”, abbiamo fondato l’Unione europea e diciamo sempre sì a Bruxelles. Gli inglesi sarebbero invece i “meno europeisti”, hanno spernacchiato L’Unione europea per decenni, hanno aderito solo quando erano costretti, non hanno aderito però all’euro, anzi, cercarono un asse Gran Bretagna – Italia – Spagna per affossare il progetto euro. Però noi siamo gli ultimi ad applicare le norme europee, mentre loro le applicano il giorno dopo il varo a Bruxelles. Ma torniamo ai fatti di casa nostra.L’editoriale di Sartori è la risposta di quello di Eugenio Scalfari di tre settimane prima. Da pesi massimi quali sono, lo scontro è avvenuto sul ring dei primi due quotidiani nazionali: il Corriere e la Repubblica. Scalfari riconosce il “degrado della politica”, ma fa capire che è dovuto soprattutto al fatto che lo schieramento guidato da Silvio Berlusconi è ripugnante “per ragioni estetiche […] morali e politiche “. Mentre il suo di schieramento sarebbe, a questo punto, quello in cui “l'amore prevale sul potere”, esattamente come quello della parte buona (solo quella) della Chiesa.Indignato, Sartori risponde che entrambi gli schieramenti sono privi di ideali, “cinici e bari”, mossi da “spietato cinismo di potere nei vertici”. Che duello!Ora noi da Scalfari – il cui livore e faziosità sono superiori solo al suo genio imprenditoriale – non pretendiamo niente. Non abbiamo né da chiedergli né da dirgli niente. Lui è il Profeta, noi ascoltiamo, poi data la nostra indole eretica, diciamo cosa ne pensiamo. Ma da Sartori pretendiamo di più e qualcosa vogliamo chiedere. Ora che con il suo editoriale il problema “morale” della politica è chiuso – perché davvero non c’è altro da dire – non deve fermarsi qui, ma affrontare i cosiddetti “problemi reali” del Paese. Ci dica come orientarci. La vita è una continua scelta. Sottolineare le somiglianze non serve a scegliere. Per scegliere vogliamo sapere da lui le differenze, piccole o grandi non importa.Ci dica quale dei due schieramenti, secondo lui, con i suoi programmi, le realizzazioni già fatte, l’opera attuale ed i programmi per il futuro, abbia servito e serve meglio l’interesse generale e quelli nazionali del Paese. Ci dica per chi voterebbe oggi, magari turandoci il naso.Altrimenti la sua dotta disquisizione non è altro che una sistematica della vetrina di Scalfari, nella quale alle foto, fatte con il cellulare, del cesso di Palazzo Grazioli, non ha fatto altro che aggiungere quelle, sempre fatte con il cellulare, di Giuseppe Marrazzo in via Gradoli.Dal salotto del Principe FainaIl link per l’editoriale di Scalfari: http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/scalfari-editoriali/scalfari-1-novembre/scalfari-1-novembre.html.Il link per l’editoriale di Sartori:http://www.corriere.it/editoriali/09_novembre_21/sartori-senza-ideali-molta-ruberia_2e7084c8-d667-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml