Come avete capito nel salotto del principe il sesso ora è più parlato che praticato. Ora vi raccontiamo una storia che appartiene alla “storia del sesso”, quella prima della Rivoluzione Farmacologica, cioè prima dell’avvento del Viagra. Speriamo che non sia solo storia, dato che sempre più gente si allontana dai farmaci, e le farmacie ormai guadagnano più con altri intrugli e robe naturali, per non parlare degli stregoni e imbroglioni che Antonio Ricci ci fa vedere una sera sì e l’altra pure.In quel tempo il salotto c’era g’à, ma eravamo sessualmente più attivi, perciò le riunioni erano sporadiche. Un giorno un ospite, noto personaggio proveniente da un paese europeo che ha la nomea del mandrillismo come il nostro, ci raccontò una divertente storia, da lui raccontata e pubblicata su un quotidiano del suo paese come intervista dal titolo “Il buon amante sa come distrarsi”. In quell’intervista il grande amante raccontava il suo trucco, grazie al quale faceva il superman e se la godeva lui più a lungo: era di distrarsi in quei momenti. Le aveva provate tutte, infine ha trovato la cosa migliore: la musica. Il vantaggio, a suo dire, è che gli consentiva belle figure con moltissime donne (di quel sesso parliamo, ma se siamo utili ai sessi trans va bene lo stesso). Questo perché nessuna se ne accorgeva della cosa, oppure fingeva di non accorgersene. Lui infatti aveva una ricca collezione di dischi di ogni genere. Così, oltre con i classici dell’erotismo, aveva imparato a distrarsi bene, con la musica più varia, ad esempio con Mozart, e allora anche le anime angeliche e appassionate di sola musica classica o di Mozart in particolare andavano in estasi, amavano il suo letto. Il tutto soft, con discrezione, giusto per apparire più romantici, sofisticati, delicati, condivisione di gusti, roba fine, cose che sappiamo. E invece no, lo faceva per distrarsi, e durare di più, ma la partner non lo sapeva. Il tutto è finito quando ha deciso di diventare monogamo. A questo punto, ma solo dopo un bel po’ di tempo, e dopo che per depistare aveva cambiava spesso il genere musicale, o qualche volta furbescamente neanche metteva la musica, la fidanzata in un certo momento si è accorta del trucco ed è successo la fine del mondo. Non ricordo se avesse raccontato altro, ma penso che l’intervista finiva così. Non pochi di noi misero subito in pratica il consiglio, con ottimi risultati (che ora sono bei ricordi). Ora tocca a voi.Dal salotto del Principe Faina
Il sesso prima del Viagra
Come avete capito nel salotto del principe il sesso ora è più parlato che praticato. Ora vi raccontiamo una storia che appartiene alla “storia del sesso”, quella prima della Rivoluzione Farmacologica, cioè prima dell’avvento del Viagra. Speriamo che non sia solo storia, dato che sempre più gente si allontana dai farmaci, e le farmacie ormai guadagnano più con altri intrugli e robe naturali, per non parlare degli stregoni e imbroglioni che Antonio Ricci ci fa vedere una sera sì e l’altra pure.In quel tempo il salotto c’era g’à, ma eravamo sessualmente più attivi, perciò le riunioni erano sporadiche. Un giorno un ospite, noto personaggio proveniente da un paese europeo che ha la nomea del mandrillismo come il nostro, ci raccontò una divertente storia, da lui raccontata e pubblicata su un quotidiano del suo paese come intervista dal titolo “Il buon amante sa come distrarsi”. In quell’intervista il grande amante raccontava il suo trucco, grazie al quale faceva il superman e se la godeva lui più a lungo: era di distrarsi in quei momenti. Le aveva provate tutte, infine ha trovato la cosa migliore: la musica. Il vantaggio, a suo dire, è che gli consentiva belle figure con moltissime donne (di quel sesso parliamo, ma se siamo utili ai sessi trans va bene lo stesso). Questo perché nessuna se ne accorgeva della cosa, oppure fingeva di non accorgersene. Lui infatti aveva una ricca collezione di dischi di ogni genere. Così, oltre con i classici dell’erotismo, aveva imparato a distrarsi bene, con la musica più varia, ad esempio con Mozart, e allora anche le anime angeliche e appassionate di sola musica classica o di Mozart in particolare andavano in estasi, amavano il suo letto. Il tutto soft, con discrezione, giusto per apparire più romantici, sofisticati, delicati, condivisione di gusti, roba fine, cose che sappiamo. E invece no, lo faceva per distrarsi, e durare di più, ma la partner non lo sapeva. Il tutto è finito quando ha deciso di diventare monogamo. A questo punto, ma solo dopo un bel po’ di tempo, e dopo che per depistare aveva cambiava spesso il genere musicale, o qualche volta furbescamente neanche metteva la musica, la fidanzata in un certo momento si è accorta del trucco ed è successo la fine del mondo. Non ricordo se avesse raccontato altro, ma penso che l’intervista finiva così. Non pochi di noi misero subito in pratica il consiglio, con ottimi risultati (che ora sono bei ricordi). Ora tocca a voi.Dal salotto del Principe Faina