ETICA e MORALE

L’imbianchino e killer pluriassassino Spatuzza in mondovisione


Tutto il  mondo ha potuto ammirare “l’Italia migliore”Torino – Milano 1:0Il Tribunale di Torino vince il derby con quello di Milano. Si collega con 250 canali televisivi di tutto il mondo e colpisce la città rivale durante il lungo ponte Immacolata – Sant’Ambrogio, quando i milanesi – giornalisti compresi – sono tutti a sciare. Poi dà una lezione di stile: anziché dare l’annuncio sulle pagine de la Stampa, come fa il tribunale di Milano con il Corriere,  sceglie le Istituzioni, e spiffera la notizia alla Terza carica dello Stato. La Terza carica, non ancora avvezza a tanto onore, sciupa la notizia in un fuori onda, definendo la futura accusa “una bomba” ; intervistata dopo l’esplosione della “bomba”, rettifica, non è bomba, nemmeno un petardo, ma solo “parole”. Beh, ce ne eravamo accorti da soli che erano parole e non ragli d’asino. Parole che i giudici dovranno valutare, ha aggiunto la Terza carica. Ma va!Unica nota stonata che mi ha dato fastidio è stato il paravento dietro il quale ha parlato Spatuzza. Sembrava uno rubato ad una ASL o all’ospedale San Giovanni Battista detto “Molinette”. Non potrebbero andare all’IKEA di Collegno (tangenziale Nord uscita Savonera) e comprarne uno più decente? Andiamo ai commenti diffusi dai TG, esclusi quelli scontati e privi di interesse dei berlusconiani, che sono in palese conflitto d’interesse.Uno del PD ha subito detto che fatti del genere non si devono commentare. Ma allora che ce li fanno vedere a fare? Poi ha subito commentato (lui può): i giudici devono fare chiarezza. Geniale. Un po’ più democratico e meno censorio il Segretario del PD, che si è limitato a dire che i giudici devono stabilire se le accuse siano fondate o meno.Meno banale e molto più interessante il parere del rappresentante del DP (partito Di Pietro), che ha spiegato che nessuno ha il diritto di ritenersi assolto a priori dall’accusa di mafia, ma ci si augurerebbe che i giudici valutino serenamente prima di pronunciarsi. Questa perspicace dichiarazione stabilisce due cose. La prima è certa: tutti sono mafiosi fino a prova contraria. La seconda, un auspicio: i giudici giudichino serenamente le parole di un testimone mafioso. Per rasserenare i suoi ex colleghi, l’ex procuratore Di Pietro, capo del partito a lui medesimo intitolato, aveva già manifestato con la coppola davanti al Quirinale, e il giorno dopo la dichiarazione riportata sopra, è andato a manifestare in altre piazze romane, nelle file dei “rivoluzionari viola”. La promozione del killer Arriviamo ora all’effetto più importante e meno atteso del capolavoro del Tribunale di Torino. Il giorno dopo, cioè il Day after, il titolo cubitale in prima pagina de la Repubblica recita così: “Il boss pentito accusa Berlusconi. Spatuzza in aula: lui e Dell’Utri responsabili delle stragi del ’92 e ‘93” L’imbianchino killer pluriassassino, scioglitore di bambini in acido, peraltro già smentito come testimone, ora è diventato boss? Quando? Chi l’ha promosso? Delle due l’una. O Ezio Mauro ha voluto dare esempio di “giornalismo” deliberatamente, spudoratamente e grossolanamente menzognero, oppure è proprio lui, Ezio Mauro il Boss dei boss della mafia: chi altro avrebbe il potere di promuovere l’imbianchino-killer da bassa manovalanza a boss? Una domanda: qualora la promozione fosse meritata, ci possono spiegare per quali siano “meriti”?   Il Burlone del Salotto del Principe Faina