ETICA e MORALE

LA NUOVA DESTRA DI FINI.


Il Corriere della Sera di oggi si fa eco della triste leggenda della discendenza della "destra nuova" di Fini & Co. dalla Nuova Destra. Chi mi legge sa in che termini ho smentito, documentatamente, già da anni questa interpretazione faziosa e furbesca, ma è un dato di fatto l'ormai stabile silenzio che, in argomento, viene imposto a de Benoist e a me, mentre i Mellone, i Campi, i Croppi, i Granata, i Lanna - e  in questa occasione Giuli - possono dire ovunque la loro. Forse - ... - il Corriere concederà una dozzina di righe (!) a una mia letterina di replica, obbligatoriamente contenuta in mille caratteri, spazi inclusi. Che tristezza... E nel frattempo, persino in blog di ex collaboratori di Diorama e in giornali "nazionalpopolari", pur riconoscendo che fra DN e ND non c'è alcuna filiazione, si fa dell'ironia sul mio "silenzio" o sulla mia passività di fronte a queste interpretazioni malevole... Inutile commentare. O meglio, lo farò su Diorama, ma cosa contano poco più di mille copie di fronte alle tirature dei grandi giornali?Quantomeno, spero che gli amici si impegnino a smontare la leggenda nella cerchia delle loro conoscenze. E ricordo che, per farlo, basta far circolare le riviste - a partire dalla collezione di Diorama - e i libri - a partire da "Al di là della destra e della sinistra", da "Le idee a posto", da "Esuli in patria" - che documentano la realtà dei fatti. Se non è per primo chi dice di riconoscersi nelle idee delle nuove sintesi a darsi da fare in questo senso, come faremo a difenderci dalle mistificazioni?Ovviamente, punto molto su quanto ho ampiamente scritto ne "La rivoluzione impossibile" - che uscirà, mi si dice, in libreria il 24 marzo - per fare qualche passo avanti. Ma non basta. Tocca a tutti noi muoverci...Marco Tarchi