C’è una “ricerca” che giunge adesso alla sua 5° edizione. E’ svolta in collaborazione tra l’AIPB (associazione italiana private banking) mappa la ricchezza italiana e “Prometeia”. La ricerca si chiama “Studio sul mercato italiano degli High Net Worth Individual” delle famiglie con un patrimonio finanziario (immobili esclusi) superiore ai 500 mila euro. E di queste famiglie – leggiamo sul “Giornale” definisce gli asset finanziari, le tipologie di investimento e la provenienza geografica per regione e provincia. Oggi quelli che possono essere definiti i “Super Ricchi” d’Italia posseggono 836 miliardi di Euro (+4% rispetto ai 804 miliardi di Euro nel 2008) e riguarda 590 mila famiglie (resta costante il numero di famiglie rispetto al 2008); nel Nord Italia è concentrata la maggior parte della ricchezza con il 67,91% (+4,11% rispetto al 2008) del totale, il Centro detiene 18,38% (+3,56%), Sud e Isole 13,70% (+3,68%).Dalla ricerca risulta che la ricchezza private si concentra per oltre il 70% in cinque regioni, prima fra tutte la Lombardia con 248,4 miliardi di Euro, pari al 30% del totale. Seguono Emilia Romagna (93,2 mld), Veneto (86,9 mld), Piemonte (86 mld) e Lazio (74,1 mld).Tra le regioni del sud al primo posto la Campania, al 7° posto nella graduatoria nazionale, con una ricchezza pari a 37,9 miliardi di Euro, seguita dalla Sicilia con 24,9 miliardi di Euro. La ricchezza finanziaria private è distribuita in maniera eterogenea sul territorio nazionale, risultando particolarmente concentrata nelle regioni del Nord dove le famiglie private detengono il 67,91% della ricchezza totale private.“Le regioni del nord sono quelle che hanno saputo maggiormente trarre beneficio dalla ripresa dei mercati azionari evidenziando tassi di crescita del patrimonio oltre il 3,9% medio nazionale”Il profilo professionale della clientela private è così’ composto: lavoratori autonomi 60% (di cui 15% imprenditori, 28% liberi professionisti, 17 commercianti), lavoratori dipendenti 14% (di cui dirigenti 8%, funzionari/quadri 4%, impiegati 2%), posizioni non professionali 26% (di cui 22% pensionati, 4% altre posizioni non professionali).La diversa esposizione al rischio dei portafogli medi delle famiglie private nelle diverse macro aree ha contribuito nel 2008 alla realizzazione di dinamiche differenziate.In particolare la maggiore esposizione ai mercati finanziari degli asset nel Nord Ovest ha contribuito alla diminuzione dei volumi del 11,5% (+2,0% nel 2009); per il Nord Ovest -8,3% (+2,7% nel 2009), per il Centro -8,9% (2,0% nel 2009) mentre per il Sud -7,7% (1,9% nel 2009)…”. Pino Rauti
Come stiamo, con la nostra “ricchezza”
C’è una “ricerca” che giunge adesso alla sua 5° edizione. E’ svolta in collaborazione tra l’AIPB (associazione italiana private banking) mappa la ricchezza italiana e “Prometeia”. La ricerca si chiama “Studio sul mercato italiano degli High Net Worth Individual” delle famiglie con un patrimonio finanziario (immobili esclusi) superiore ai 500 mila euro. E di queste famiglie – leggiamo sul “Giornale” definisce gli asset finanziari, le tipologie di investimento e la provenienza geografica per regione e provincia. Oggi quelli che possono essere definiti i “Super Ricchi” d’Italia posseggono 836 miliardi di Euro (+4% rispetto ai 804 miliardi di Euro nel 2008) e riguarda 590 mila famiglie (resta costante il numero di famiglie rispetto al 2008); nel Nord Italia è concentrata la maggior parte della ricchezza con il 67,91% (+4,11% rispetto al 2008) del totale, il Centro detiene 18,38% (+3,56%), Sud e Isole 13,70% (+3,68%).Dalla ricerca risulta che la ricchezza private si concentra per oltre il 70% in cinque regioni, prima fra tutte la Lombardia con 248,4 miliardi di Euro, pari al 30% del totale. Seguono Emilia Romagna (93,2 mld), Veneto (86,9 mld), Piemonte (86 mld) e Lazio (74,1 mld).Tra le regioni del sud al primo posto la Campania, al 7° posto nella graduatoria nazionale, con una ricchezza pari a 37,9 miliardi di Euro, seguita dalla Sicilia con 24,9 miliardi di Euro. La ricchezza finanziaria private è distribuita in maniera eterogenea sul territorio nazionale, risultando particolarmente concentrata nelle regioni del Nord dove le famiglie private detengono il 67,91% della ricchezza totale private.“Le regioni del nord sono quelle che hanno saputo maggiormente trarre beneficio dalla ripresa dei mercati azionari evidenziando tassi di crescita del patrimonio oltre il 3,9% medio nazionale”Il profilo professionale della clientela private è così’ composto: lavoratori autonomi 60% (di cui 15% imprenditori, 28% liberi professionisti, 17 commercianti), lavoratori dipendenti 14% (di cui dirigenti 8%, funzionari/quadri 4%, impiegati 2%), posizioni non professionali 26% (di cui 22% pensionati, 4% altre posizioni non professionali).La diversa esposizione al rischio dei portafogli medi delle famiglie private nelle diverse macro aree ha contribuito nel 2008 alla realizzazione di dinamiche differenziate.In particolare la maggiore esposizione ai mercati finanziari degli asset nel Nord Ovest ha contribuito alla diminuzione dei volumi del 11,5% (+2,0% nel 2009); per il Nord Ovest -8,3% (+2,7% nel 2009), per il Centro -8,9% (2,0% nel 2009) mentre per il Sud -7,7% (1,9% nel 2009)…”. Pino Rauti