Silvio: "se vuoi fare politica lascia la presidenza della Camera"; Gianfranco risponde in piedi sotto al palco: "Vuoi cacciarmi? Io resto."Poi la conta dei numeri, si va al voto del documento. Il Direttivo nazionale del PdL approva la mozione Berlusconi con il 93 per cento dei consensi. Per Gianfranco Fini è una sconfitta sonora: solo 11 voti, i suoi fedeli di due giorni prima, quei quasi 60 parlamentari hanno dato forza a Silvio... la paura di perdere il posto di lavoro, c'è crisi. Si conclude così l'assemblea di ieri a Roma, momento di discussione e di probabile rottura.Ma perché Fini ha deciso proprio ora di alzare la voce? Come ha già avuto modo di spiegare Vincenzo Sofo in un articolo specifico sulla situazione di scontro nel Pdl, è evidente che nessuno dei due può prospettare nuove elezioni in questo frangente. Fini non ha una struttura con cui candidarsi e prendere voti mentre Silvio ha il problema delle scadenze giudiziarie... che non sono certo poca roba. Inoltre mica è certa la vittoria, probabile si, ma certa no.A conti fatti si sarà separati in casa con qualche mediatore familiare che tenterà di cucire le varie strabordature che ne deriveranno. Ma ha dei seri motivi Fini per schiamazzare così tanto?Pensiamo che le sue motivazioni ci siano e siano sinceramente valide. Oltre alle normali considerazioni che si leggono sui giornali, proviamo a pensare quanto pesi a Fini l’alleanza con la Destra di Storace durante le regionali. Pensiamo a quanto sia incazzato (ci passerete il termine, il più adatto a dipingere lo stato d’animo del “delfino”) per la nomina a sottosegretario di Daniela Santanché. Insomma, oltre a scelte politiche non condivise, ci sono anche un bel po’ di rospi ingoiati di malavoglia.A questo punto, Fini che cosa può fare? Non ha molte armi nel medio termine e al contrario se sbaglia tattica rischia di finire macinato dalla potenza mediatica e populista di Berlusconi.Alcuni parlano di un Fini che vuole lanciare una nuova Destra di tipo europeo, nuova nei contenuti e culturalmente molto forte. Mah… Fini e la cultura storicamente non sono mai andati molto d’accordo, chiedere a Veneziani e Tarchi per eventuali conferme.Proprio il nostro amico Tarchi, in questi giorni è tornato alla ribalta con il suo libro dal titolo “La rivoluzione Impossibile” in cui racconta la storia del superamento del concetto di Destra e Sinistra ricercata dai giovani dei campi Hobbit più di 30 anni fa… Fini era dall’altra parte di quella barricata. Era il reazionario che difendeva i valori borghesi della destra. Difendeva la destra dell’intransigenza e della non cultura. Che oggi abbia scelto la strada presa da Cabona, Solinas, Tarchi, Campi (giovane), etc. ci fa un po’ paura. Prima era per il Fascismo del 2000, poi il fascismo è divenuto male assoluto, poi è passato a posizioni contro il concetto di vita da sempre difeso dalla Destra… e oggi tornerebbe ad una Destra fuori dagli schemi e culturalmente all’avanguardia.Speriamo di no, tutto quello che tocca lo fa morire: MSI prima, AN dopo, PdL (in convalescenza) ora.
PDL NELLA TEMPESTA: SIAMO SOLO ALL’INIZIO
Silvio: "se vuoi fare politica lascia la presidenza della Camera"; Gianfranco risponde in piedi sotto al palco: "Vuoi cacciarmi? Io resto."Poi la conta dei numeri, si va al voto del documento. Il Direttivo nazionale del PdL approva la mozione Berlusconi con il 93 per cento dei consensi. Per Gianfranco Fini è una sconfitta sonora: solo 11 voti, i suoi fedeli di due giorni prima, quei quasi 60 parlamentari hanno dato forza a Silvio... la paura di perdere il posto di lavoro, c'è crisi. Si conclude così l'assemblea di ieri a Roma, momento di discussione e di probabile rottura.Ma perché Fini ha deciso proprio ora di alzare la voce? Come ha già avuto modo di spiegare Vincenzo Sofo in un articolo specifico sulla situazione di scontro nel Pdl, è evidente che nessuno dei due può prospettare nuove elezioni in questo frangente. Fini non ha una struttura con cui candidarsi e prendere voti mentre Silvio ha il problema delle scadenze giudiziarie... che non sono certo poca roba. Inoltre mica è certa la vittoria, probabile si, ma certa no.A conti fatti si sarà separati in casa con qualche mediatore familiare che tenterà di cucire le varie strabordature che ne deriveranno. Ma ha dei seri motivi Fini per schiamazzare così tanto?Pensiamo che le sue motivazioni ci siano e siano sinceramente valide. Oltre alle normali considerazioni che si leggono sui giornali, proviamo a pensare quanto pesi a Fini l’alleanza con la Destra di Storace durante le regionali. Pensiamo a quanto sia incazzato (ci passerete il termine, il più adatto a dipingere lo stato d’animo del “delfino”) per la nomina a sottosegretario di Daniela Santanché. Insomma, oltre a scelte politiche non condivise, ci sono anche un bel po’ di rospi ingoiati di malavoglia.A questo punto, Fini che cosa può fare? Non ha molte armi nel medio termine e al contrario se sbaglia tattica rischia di finire macinato dalla potenza mediatica e populista di Berlusconi.Alcuni parlano di un Fini che vuole lanciare una nuova Destra di tipo europeo, nuova nei contenuti e culturalmente molto forte. Mah… Fini e la cultura storicamente non sono mai andati molto d’accordo, chiedere a Veneziani e Tarchi per eventuali conferme.Proprio il nostro amico Tarchi, in questi giorni è tornato alla ribalta con il suo libro dal titolo “La rivoluzione Impossibile” in cui racconta la storia del superamento del concetto di Destra e Sinistra ricercata dai giovani dei campi Hobbit più di 30 anni fa… Fini era dall’altra parte di quella barricata. Era il reazionario che difendeva i valori borghesi della destra. Difendeva la destra dell’intransigenza e della non cultura. Che oggi abbia scelto la strada presa da Cabona, Solinas, Tarchi, Campi (giovane), etc. ci fa un po’ paura. Prima era per il Fascismo del 2000, poi il fascismo è divenuto male assoluto, poi è passato a posizioni contro il concetto di vita da sempre difeso dalla Destra… e oggi tornerebbe ad una Destra fuori dagli schemi e culturalmente all’avanguardia.Speriamo di no, tutto quello che tocca lo fa morire: MSI prima, AN dopo, PdL (in convalescenza) ora.