Martedí 25.05.2010 13:49
Manca soltanto l'ufficialità, ma ormai Pierferdinando Casini ha abbandonato definitivamente l'idea, tanto cara a Enrico Letta, di un'alleanza programmatica con il Partito Democratico. Decisivi sono stati i risultati deludenti delle elezioni regionali e la decisione di Pierluigi Bersani di riconfermare l'intesa con l'Italia dei Valori. Per il leader dell'Udc, infatti, è totalmente incompatibile un accordo con Antonio Di Pietro e anche gli stessi elettori centristi, come confermano sondaggi segreti che circolano in via Due Macelli, vedono come il fumo negli occhi l'ex pm di Mani Pulite. E quindi? Che cosa farà il nuovo Partito della Nazione? Per il momento il riavvicinamento al Centrodestra ci sarà solo sui singoli provvedimenti in Parlamento. Nessun patto organico, dunque, fin quando a Palazzo Chigi ci sarà il Cavaliere e fino a quando la Lega Nord avrà un peso determinante nella maggioranza. Casini non può fare mea culpa e tornare con Silvio Berlusconi come se niente fosse. Ma dietro le quinte si lavora alacremente per riportare lo scudo crociato insieme al Popolo della Libertà. Il modello è quello del Lazio e della vittoria di Renata Polverini. In questa fase Gianfranco Fini ha seppellito l'ascia di guerra, soprattutto a causa della crisi economica e della manovra lacrime e sangue del governo. L'intenzione dell'ex leader di Alleanza Nazionale è quella di lasciar passare un po' di acqua sotto i ponti e far dimenticare lo scontro con il premier durante la direziona del Pdl. Ma l'obiettivo segreto è quello di stringere un'alleanza con Casini in vista del 2013. Rientrare nei ranghi, fare la pace con il Cavaliere in modo tattico. Per poi candidarsi alla presidenza della Repubblica una volta riformata la Costituzione. E il leader centrista? Per lui sarebbe pronto il ruolo di premier, quindi Palazzo Chigi. Appoggiato anche da un'ampia fetta di ex An ed ex Forza Italia. Oltre che da Francesco Rutelli dell'Api. Un progetto certamente ambizioso, anche perché deve fare i conti con il Carroccio e con Giulio Tremonti, oltre che ovviamente con Berlusconi. Ma Fini punta proprio a ricucire con il premier per poi scendere in campo prima delle prossime elezioni politiche alleato con Casini, isolando la Lega e puntando al Quirinale. Un'operazione benedetta anche dai cosiddetti poteri forti, da Luca Cordero di Montezemolo e da una fetta ampia del mondo finanziario. Oltre che da quello ecclesiastico, almeno dalle alte gerarchie della Chiesa.