ETICA e MORALE

Caso Verdini; 3 inchieste...


 Verdini a Fini: non mi dimettoInterrogatorio di nove ore per il coordinatore del Pdl Denis Verdini, ascoltato dai pm della Procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per gli impianti dell'eolico in Sardegna e sulla cosiddetta P3, una societa' segreta che, secondo le motivazioni del Riesame che ha negato la scarcerazione a Flavio Carboni e Pasquale Lombardi, 'e' in grado di interferire con le scelte delle istituzioni'Martedí 27.07.2010 08:46
Denis VerdiniInterrogatorio di nove ore per il coordinatore del Pdl Denis Verdini, ascoltato dai pm della Procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per gli impianti dell'eolico in Sardegna e sulla cosiddetta P3, una societa' segreta che, secondo le motivazioni del Riesame che ha negato la scarcerazione a Flavio Carboni e Pasquale Lombardi, 'e' in grado di interferire con le scelte delle istituzioni'.Verdini entrato nella stanza del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo alle 15 di lunedì, con i suoi avvocati Marco Rocchi e Franco Coppi, ne e' uscito a mezzanotte. Il coordinatore del Pdl è indagato assieme a Marcello dell'Utri, Flavio Carboni e Massimo Lombardi per violazione della legge sulla costituzione di società segrete nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P3 ed e' iscritto nel registro degli indagati nell'indagine sugli appalti per l'eolico. Verdini e' indagato anche a Firenze nell'inchiesta sui rapporti economico finanziari tra il Credito cooperativo fiorentino (Ccf), la banca di cui non è piú presidente da venerdí scorso, e la Baldassini Tognozzi Pontello (Btp) dell'amico Riccardo Fusi, dimessosi mesi fa dalla presidenza del suo gruppo. Al termine dell'atto istruttorio l'avvocato Coppi ha spiegato che nel corso dell'interrogatorio 'non si è parlato dell'associazione segreta perché‚ neghiamo in radice qualsiasi partecipazione a società segreta o pubblica'. E il coordinatore del Pdl ha replicato a chi, come Fini, ha chiesto le sue dimissioni ribadendo che non si dimettera'. 'La richiesta di Fini e' impropria -ha detto- non ho nessun motivo per dimettermi, al momento sono solo indagato'. Poi ha puntato il dito contro i giornalisti 'che hanno esercitato una pressione mediatica senza eguali'. 'Voi giornalisti violate le regole del segreto istruttorio -ha concluso Verdini- i cittadini vengono sbatacchiati: meno male che c'e' Berlusconi' Quanto all'interrogatorio Coppi ha precisato che 'a posizione di Verdini è assolutamente chiara, è stato minuziosissimo nelle risposte a tutti gli argomenti che costituiscono oggetto di accusa".Coppi ha aggiunto che Verdini non ha esercitato "nessuna pressione per la nomina di Ignazio Farris all'Arpas della Regione Sardegna" e, rispondendo a domande sulla movimentazione di denaro attribuita a Verdini ha aggiunto che "non ci sono stati grandi movimenti se non un'operazione del 2004 che abbiamo spiegato". Circa i rapporti con Flavio Carboni, Coppi ha sottolineato che il suo assistito ha fornito elementi "che possono essere riscontrati con documentazione bancaria e testimonianze".E i giudici del Riesame motivano il rigetto delle istanze di scarcerazione per Carboni e Lombardi 'in quanto appare necessario impedire la prosecuzione dell'attivita' delittuosa della 'societas sceleris'' e per "per garantire l'affidabilità di istituzioni pubbliche tra cui gli uffici giudiziari".Domani prosegue l'attivita' istruttoria. Previsto l'interrogatorio del senatore del Pdl Marcello dell'Utri.P3/ VERDINI: CITTADINI SBATACCHIATI, MENO MALE CHE C'E' BERLUSCONI - Denis Verdini attacca i giornalisti per spiegare i motivi delle dimissioni dalla presidenza del Credito Cooperativo Fiorentino: "Grazie a voi - ha esordito con ironia il coordinatore del Pdl - che avete esercitato in queste settimane una pressione mediatica senza eguali, io e gli altri del cda abbiamo deciso di liberarci di un peso, stanchi delle inesattezze e delle conclusioni affrettate che hanno rappresentato un imbroglio per chi legge i giornali. Non che voi siate degli imbroglioni, sia chiaro. Ma io mi sono tolto un problema - ha ribadito Verdini - e ora intendo dedicarmi alla politica a tempo pieno. Voi violate il segreto istruttorio con grande serieta' e fate bene. Io, invece, seguo le regole imposte dalla magistratura. I giornalisti hanno il diritto alla liberta' di stampa e all'autonomia, ma i cittadini, poveracci, finiscono sbatacchiati sui giornali come succede sempre. E allora meno male che c'e' Berlusconi".  P3/ VERDINI: RICHIESTA DIMISSIONI DI FINI E' IMPROPRIA - "Fini ha chiesto le mie dimissioni? Beh, bisogna vedere per quali motivi le ha chieste. Forse lui conosce questo procedimento? Mi risponda... Direi che e' largamente impropria questa sua richiesta". Dopo nove ore di interrogatorio, Denis Verdini affronta i giornalisti e lancia messaggi chiari a tutti: "Non avevo alcun peso da togliermi, ho dato ai magistrati risposte alle loro domande. E sono tranquillo. Con le risposte che ho dato questa sera, penso di non aver alcun motivo per dare le dimissioni". Il coordinatore del Pdl, poi, precisa meglio il suo concetto: "Replico ora che ho finito l'interrogatorio. In politica bisogna dare delle risposte ed essere coerenti con se stessi e con quello che abbiamo intorno. La richiesta di Fini e' impropria perche' io sono un semplice indagato e perche' in Italia esistono tre gradi di giudizio. Forse e' doveroso ascoltare la voce della difesa e questo vale per Fini e per tutti quelli come lui".   P3/ Verdini: mai partecipato ad associazione delinquere. Il difensore: negato qualsiasi coinvolgimento illecito"Il presidente ha negato di aver preso parte all'associazione segreta denominata P3, così come ha negato di aver esercitato pressioni perché sulla vicenda dell'eolico venisse nominato Ignazio Farris alla presidenza dell'Arpas Sardegna". Così ha detto l'avvocato Franco Coppi, difensore di Denis Verdini, al termine dell'interrogatorio del suo assistito, durato oltre nove ore. Verdini è accusato di concorso in corruzione (sul fronte eolico) e di violazione della legge Anselmi (sulla P3). "Con i magistrati abbiamo affrontato diversi argomenti che credo siano stati tutti esauriti questa sera - ha continuato ieri il penalista - Verdini ha risposto in modo assai minuzioso e puntiglioso alle domande degli inquirenti. Si è perso tempo perché si è preferito rinunciare alla registrazione dell'interrogatorio per privilegiare la verbalizzazione cartacea, come si faceva una volta". Rispetto alla P3, il penalista ha sottolineato che "Verdini ha negato in radice la partecipazione a qualsiasi associazione, pubblica o segreta che sia. La sua posizione, sul punto, è chiara. Se dobbiamo parlare di incontri avvenuti nella sua residenza presso il palazzo Pecci Blunt, allora parliamo di almeno 3 incontri oggetto di indagine sui 500 avvenuti con moltissime persone. Quanto alle operazioni finanziarie, va precisato che grandi movimentazioni finanziarie non ci sono state a parte una (per un ammontare di 2,6 milioni di euro, ndr) che risale al 2004 e che è stata ampiamente chiarita con documenti ed estratti". In riferimento alla vicenda sull'eolico, Coppi ha detto che per la nomina di Farris Verdini ha escluso di aver esercitato qualunque pressione: "La questione - ha chiarito il professor Coppi - va vista sotto un'altra prospettiva".