Creato da riva77 il 14/12/2006

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S. SATIRO

Post n°3 pubblicato il 20 Dicembre 2006 da riva77
Foto di riva77

Qualche tempo fa passeggiavo a Milano con la mia ragazza. Milano è una città che col tempo impari ad odiare. All'inizio la amavo, a milano mi sono laureato ed ho conosciuto la mia compagna, non posso non amarla....il problema è che alla lunga gli occhi di un uomo a milano diventano tristi; i colori di milano, infatti, sono spenti, grigi e le forme di milano sono brutte. Ma non è sempre stato così, la milano dell'800 e parte del 900 era una città ricca di fiumi tanto da potersi confrontare addirittura con Venezia. Col tempo la nostra società si è venduta, si è venduta ai soldi, al lavoro e in generale a valori esteriori che tutto distruggono. Oggi Milano è distrutta, devastata da una indifferenza totale per le proprie radici. Quando sono triste e passeggio per milano divento ancora più triste sommerso in una nuvola di smog, i miei occhi cercano il verde, l'azzurro, il rosa, il giallo, ma purtroppo sono solo i colori dei semafori e non dei fiori o dei ruscelli.  Eh sì, Milano ha perso le proprie radici e questo l'ho capito proprio passeggiando con la mia ragazza: ero in via Torino, il mio corpo e quello della mia ragazza cercavano di farsi largo tra i corpi delle persone che affollavano il marciapiede. Manager vestiti di tutto punto, adolescenti privi di personalità con la cintura di D&G, tutti uguali, mi sembra divedere tanti replicanti, motorini che ti allietano con il loro alito, il pianto del tram che passa sui binari ferrosi, clacson di macchine nervose, insomma, sentivo il bisogno di abbracciare il silenzio, la solitudine, di percepire il mio corpo, non avevo molta speranza, ma, svoltando a destra, in un angolino nascosto e dimenticato da Dio e dai milanesi scopro la chiesa di S. Satiro. E' pazzesco il contrasto con l'esterno, mi sembrava di essere uscito improvvisamente da Milano, mi sembrava di essere dall'altra parte del mondo, eppure ero lì, in quella Milano che non riesco più ad amare. Ero io, la mia ragazza e due turisti con la cartina. Da quel giorno quando giro per Milano mi accorgo di come a Milano vi sia una grande quantità di chiese, queste chiese in parte mi fanno comprendere come prima, quando le nostre radici e i nostri valori non erano ancora stati venduti in nome della multiculturalità, del lavoro, del businnes, del corpo, della bella macchina, Milano avesse una dimensione che permetteva al corpo, ma soprattutto allo spirito, di RESPIRARE.

 
 
 
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