Creato da FrancescoBarbati il 22/01/2011

L' IGNORANTE

Sono un semplice essere umano ma posso leggere anche Eraclito - Non mi aspetto risposte da Socrate ma pongo delle domande all' uomo e a me medesimo

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il carro davanti ai buoi

                Il carro davanti ai buoi

 

La nostra costituzione inizia con un articolo fondamentale” L'ITALIA SI FONDA SUL LAVORO”è questo il principio fondamentale,che la politica doveva e deve perseguire per dare all'uomo dignità e libertà.

Negli anni le varie forze politiche e sindacali si sono create e fondate grazie anche a quel principio, e per il suo perseguimento hanno chiesto è ottenuto il consenso, a distanza di anni ci rendiamo conto che se quel principio è stato perseguito,lo si è perseguito a malo modo.

Togliendo il lavoro pubblico siamo divenuti un paese dove trovare lavoro diventa cosa impossibile,perché?

Si dice che la colpa sia della crisi ma siamo sicuri che sia cosi,cosa ha a che fare realmente la crisi pubblica con la crisi privata che sta attraversando il pianeta.

Certo la crisi pubblica si ripercuote con aumenti di tasse per il privato,ma questo di certo non è l'unico motivo che ha fatto e che fa sparire il lavoro,cosi come se niente fosse dalla sera al mattino come sta accadendo in diverse realtà del nostro paese , a mio avviso sono anche altre le motivazioni, di tutt'altra natura a prescindere dal fenomeno crisi,che per certi versi noi percepiamo e che nessuno ci vuole dire.

Detto questo,se continuiamo a perseguire il politichese, il problema si raggira e cosi facendo sparisce anche quel poco di lavoro che c'è,e con esso anche il principio su cui si fonda la nostra Repubblica.

Dico questo perché credo che si stia usando art.18 per altri fini non certo per rilanciare il lavoro: penso ai tanti lavoratori che oggi sono in esubero nelle varie strutture che un tempo sono state usate per fare clientela politica,come le banche ,la sanità,e tanti altri enti.
Credo che se non incominciamo a capire che una cosa è il mercato del lavoro, un'altra cosa è << il contesto mi richiama il termine>> la tratta del lavoratore, questo mio dire sembra essere un contraddittorio, ma personalmente credo che un lavoratore esiste se prima esiste un lavoro da fare, e un lavoro si crea con le idee,o con la domanda di mercato,è in conseguenza a quell'idea è a quel mercato si fonda il lavoro che a sua volta fa aggregare l'uomo come lavoratore.

Basta pensare un po alle varie campagne politiche per capire il concetto e l'idea che si e sempre avuto del lavoro quante promesse di posti di lavoro senza dire il come, quanti posti dati nelle strutture pubbliche e nelle corporazioni a discapito del merito per uno scambio di voti,quante infrastrutture inutili fatte sotto la scusante lavoro,quante cricche anno goduto sfruttando il principio del lavoro, mentre milioni di giovani sono stati parcheggiati nelle università pur sapendo di non essere in grado di dargli un futuro.

Quei tempi, quel modo di agire penso che non sia più sopportabile,come non è più sopportabile ne tantomeno utile continuare ad avere un diverso concetto di garanzia tra pubblico e privato,perché non si capisce il motivo per cui si deve sacrificare solo il lavoratore privato che sia esso un operaio ,o libero professionista,imprenditore,o commerciate,pagando di persona l'effetto di questo debito pubblico,mentre nello steso tempo il pubblico deve continuare a indebitarsi per garantire ancora stipendi faraonici,ai tanti burocrati del settore pubblico,dove sta l'equità,dove sta l'a,b,c, della politica?

Non pensate voi che forse sia arrivato il momento di recuperare a.b.c. Della politica per ridare di nuovo il ruolo nobile all'esercizio politico,non posso pensare al fatto che sia cosi difficile vivere in democrazia,non posso pensare alle tante imprese che dopo aver mantenuto e garantito uno stato sociale a tanti cittadini, e oggi che si trovano in difficoltà vengono messi al bando come se niente fosse,e non si tiene conto del fatto che sono proprio loro che possono farci uscire dalla crisi, mi rendo anche conto del fatto che se le banche non si riprendono difficilmente potranno dare un supporto finanziario alle imprese e ai tanti precari,ed è proprio qui che urge e chiedo l'intervento del a.b.c. Politico:se tutte le aziende che non riescono a tirare avanti e che nello stesso tempo non riescono a trovare sostegno finanziario dalle banche cosa devono fare? Chiudere!

Pensate voi che sia più giusto e più conveniente farli chiudere aggravando ancora di più lo stato con altri cassintegrati! O pensate che forse sia il caso che l'a.b.c.della politica faccia intervenire lo Stato come soggetto di garanzia affinché il privato possa avere accesso al credito,per poter cosi superare la crisi? E nel frattempo pensare veramente ad individuare come riappropriarci del lavoro che ci è stato tolto per colpa delle tante politiche scellerate.

Francesco Barbati






 

 

 

 
 
 
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