Lutec

Conferenza del prof. Renato Monticolo


150° ANNIVERSARIO DELL'UNITÀ D'ITALIA - Il Risorgimento: luci ed ombre (prima parte)"Quando, nell’ottobre del 2010, il vostro presidente Luciano Bianciardi mi ha proposto una conversazione sul 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ho avuto un attimo di esitazione ed ho premesso che non sarei stato propenso a riletture agiografiche dei personaggi del nostro Risorgimento. Avevo appena deciso di reimparare la storia  da cui traeva origine il moderno Stato Italiano sulla spinta di due avvenimenti, le dimissioni di Carlo Azeglio  Ciampi dall’incarico di Presidente del Comitato per le celebrazioni del  150° e le polemiche esplose a livello parlamentare sul significato degli eventi  programmati per il 2011. Reimparare, dicevo, perché la mia generazione, quella nata nel secondo dopoguerra ,è cresciuta attraverso sussidiari e libri di storia zeppi di invenzioni, abbellimenti e superficiali spiegazioni su ciò che accadde tra il 1848 ed 1870. Rileggere i passaggi negativi di quel periodo, accettandone le diversità storiche e culturali, oggi non può che cementare il sentimento nazionale. Negli Stati Uniti esistono musei sugli Stati confederati del Sud (come a New Orleans), si riconoscono le ragioni di chi fu vinto nella guerra civile americana. In Italia si perpetuano ancora atteggiamenti snobistici e censure etiche sui Borbone, o su ciò che era prima dell'unità. Non ci può essere futuro per un Paese che non sa conoscere, o riconoscere, anche i suoi comportamenti negativi, che non sa fare autocritica anche su entusiasmanti pagine della sua storia come quelle risorgimentali. Non sempre i mezzi impiegati non sono stati sempre quelli idonei. In qualche periodo questi mezzi sono stati addirittura nocivi, capaci di produrre, anziché cittadini virtuosi e soldati disciplinati, terrificanti strumenti di morte. È proprio di «quei mezzi», del come l'Italia venne unita, che vorrei parlare. Non per sterili nostalgie di un Paese diviso, o per metterne in discussione l'assetto unitario nell'anno del 150° anniversario. Ma solo per amore di verità, ancora più necessaria nei mesi celebrativi della memoria di quel periodo storico. Senza pregiudizi, o paraocchi etici." Queste le parole del professor Monticolo nell'introduzione alla sua interessantissima relazione, seguita con interesse da un numeroso uditorio, che alla fine ha rivolto parecchie domande, relative ai diversi punti della relazione. Particolarmente stimolanti i riferimenti all'ultimo romanzo di Umberto Eco "Il cimitero di Praga".
Ambientato nella seconda metà dell’Ottocento, il nuovo romanzo di Umberto Eco narra le gesta del falsario Simone Simonini: svezzato da un nonno antisemita, il giovane impara l’arte del mestiere (ovvero la produzione di documenti falsi) presso lo studio di un notaio torinese. È l’inizio di una carriera folgorante, che nel giro di pochi anni lo proietta – in qualità di falsario, spia e assassino – sulle scene della Storia: dalla spedizione dei Mille alla Comune di Parigi, non c’è evento, complotto o sotterfugio dietro cui non si celi lo zampino del protagonista. L'incontro si è concluso con un lungo applauso e con le foto di rito. Il prossimo appuntamento è per il 24 marzo, alle 16.30, con la relazione del dottor H. Cabiddu. L'argomento in programma è "La chiesa, la lingua e l'arte nella Sardegna Giudicale."