Lutec

GRUPPO DI LETTURA


   
i Protagonista di quest’opera, “immensa”in tutti i sensi, è la vita nella totalità delle sue manifestazioni, nella complessità dei suoi aspetti: l'amore,l'amicizia, la nevrosi, la medicina, il bon ton, la gelosia, il dolore, l'indifferenza, la memoria, la mondanità, la letteratura, l'arte, la psicologia. Con le sue introspezioni Proust ci trasporta in mondi diversi dal nostro, nell'aristocrazia della Francia della Belle Epoque, pur senza smettere di parlare a noi, di noi, della nostra vita, di chi siamo, di cosa vogliamo.Da quest’opera che, per le novità formali introdotte, ha contrassegnato e improntato di sé tutto il Novecento, sono tanti i passi che potrebbero essere citati, ma certo questo è tra quelli che più mi hanno emozionato e fatto riflettere.  [...]quando erano lungamente contemplati da quell'umile passante, da quel fanciullo sognante - come un re da un memorialista confuso tra la folla -, mai quell'angolo di natura, quel lembo di giardino avrebbero pensato che proprio grazie a lui sarebbero stati chiamati a sopravvivere nelle loro particolarità più effimere; eppure, quel profumo di biancospino che imperversa lungo la siepe dove presto lo sostituiranno le rose di macchia, un rumore di passi senza eco sulla ghiaia d'un viale, la bolla che l'acqua del fiume ha formato contro una pianta acquatica e che subito scoppia, la mia esaltazione li ha presi su di sé ed è riuscita a trasportarli attraverso il succedersi di tanti anni, mentre tutt'intorno le strade sono state cancellate e sono morti quelli che le percorsero e anche il loro ricordo è morto.