(Parte Quarta)
Dopo la prima colazione del sesto giorno abbiamo lasciato il nostro hotel diretti a Cracovia, ma con una sosta intermedia a Oswiecim, per la visita dei campi di sterminio di Auschwitz e di Birkenau. Oswiecim è un nome quasi impronunciabile. Il suo suono ricorda quello di una saracinesca che si chiude, inesorabile, stridendo nei binari d’acciaio. Un fischio stridulo che provoca un brivido gelato nelle ossa e produce un sibilo acido, insopportabile alle orecchie. Oswiecim atterrisce già quando leggi le lettere sgraziate stampate sul cartello stradale. Tutto rimanda all’orrore che fu. Oswiecim pensava di seppellire i fantasmi sotto un nome impronunciabile ma quel nome è la memoria che si concretizza, che si fa filo spinato, mura, binari ferroviari, forni, stanzoni, docce, camini, baracche, torrette, vagoni piombati, lampioni, valige, capelli, occhiali. E voci. Voci che sussurrano in ogni cortile, in ogni stanza, in ogni angolo, assieme al vento che s’è portato via la cenere, alla cenere che s’è portata via i corpi, ai corpi che si son portati via le anime.
Negli ultimi mesi d'operatività, il campo di concentramento e sterminio del Terzo Reich comunemente noto come
Auschwitz (Oswiecim) era costituito da tre grandi centri (Stammlager, Birkenau e Monowitz: Auschwitz I, II, e III)e da oltre trenta campi satellite di lavoro.I tre lager principali svolgevano funzioni in parte distinguibili: Auschwitz I era il centro amministrativo, Auschwitz II (Birkenau) il campo di sterminio del complesso, ed Auschwitz III il più grande campo di lavoro. Ancorché non finalizzati allo sterminio degli internati, Stammlager e Monowitz furono campi di morte al pari di Birkenau: migliaia di deportati vi persero la vita per stenti, epidemie e liquidazioni sommarie. Inoltre, già prima che il campo di sterminio di Birkenau fosse operativo, ad Auschwitz I era attiva una camera a gas per l'eliminazione fisica di quanti fossero risultati «non utili allo sforzo bellico», e quindi non impiegabili nei campi di lavoro. Il complesso, ancora in stato embrionale, fu reso ufficialmente operativo il 20 maggio del 1940; Rudolf Höß ne
guadagnò la nomina di comandante, fino al 10 novembre 1943.Ad Auschwitz I (ancora "Auschwitz") furono deportati prigionieri politici, ebrei, criminali comuni, "asociali", Testimoni di Geova, omosessuali, "zingari" ed altri detenuti considerati in qualche modo pericolosi alla comunità.La prima camera a gas entrò in funzione il 15 agosto del 1940. Coloro cui era risparmiata la gassazione, invece, erano stipati in Block (baracche) dagli spazi angusti e culla d'epidemie; gli internati non avevano nome diverso da Häftling (prigioniero) seguito dal numero di matricola; ad alcuni detenuti veniva poi assegnata la carica di Kapò (prigionieri dediti al mantenimento della "sicurezza" nel campo);
ancora, altri internati facevano parte del Sonderkommando, impiegato nelle operazioni di smaltimento dei cadaveri nei Block, nelle camere a gas e infine nei forni crematori. Circa un anno dopo l'apertura di Auschwitz, venne ultimato il campo di sterminio del complesso: Auschwitz II, o Birkenau. A 3 km da Auschwitz I, il campo di sterminio era una perfetta macchina da morte del Terzo Reich, destinato dapprima al concentramento dei prigionieri sovietici e, dalla primavera del 1942,
convertito a fulcro mortale della "Soluzione Finale": nelle 4 camere a gas di Birkenau persero la vita gran parte dei deportati del complesso. Il campo era inoltre circondato da filo spinato elettrificato, utilizzato da prigionieri stremati come arma di suicidio. Monowitz, Auschwitz III, fu l'ultimo grande lager del sistema concentrazionario e di sterminio: operativo dall'ottobre del 1942, fu un campo di lavoro per la fabbrica Buna-Werke. Le disumane condizioni causarono la morte di 25.000 dei 35.000 lavoratori, ben oltre la metà.La separazione dal campo principale di Auschwitz avvenne ufficialmente nel novembre del 1943, allorquando furono nominati tre diversi comandanti: Arthur Liebehenschel per Stammlager (Auschwitz I), Friedrich Hartjenstein per Birkenau (Auschwitz II) ed Heinrich Schwarz per Monowitz. Lo sterminio sistematico nel complesso di Auschwitz terminò solo nel novembre del 1944, per volontà strategica da parte dei vertic
i del Terzo Reich di cancellare ogni prova del genocidio. Alla fine, dell'oltre un milione di deportati, pochi furono coloro i quali sopravvissero ad Auschwitz: le controversie circa il numero esatto delle vittime sono ancora in corso, ma gli storici fanno oscillare i loro dati tra 1.100.000 e 1.500.000 vittime. Il campo fu liberato il 27 gennaio 1945, oggi Giorno della Memoria della Shoah, da parte delle truppe sovietiche.