LE "DOMUS DE JANAS" DELLA SARDEGNA ______________ITINERARI ATTRAVERSO LE NECROPOLI DELL'ISOLAPARTE PRIMA
Oggi, 24 novembre 2011, si è svolta la conferenza dell’archeologo professor Mario Frau, che ha
intrattenuto brillantemente un numeroso uditorio sull’argomento "Le domus de janas della Sardegna - Itinerari attraverso le necropoli dell'isola". Della applaudita relazione non è facile fare una rapida sintesi. Ci proverò, comunque, cercando di fare particolare riferimento ai passaggi principali. In ogni caso, come mia abitudine, frazionerò l'argomento in diversi post. Intanto desidero ricordare a tutti gli amici e a tutte le amiche che chi lo volesse potrà rileggere
QUI tutti i post dell'anno accademico 2010-2011, con tutte le conferenze del professor Frau. Vi ricordo che ogni pagina web contiene solo dieci post e che per poter leggere gli altri dovrete cliccare sulla scritta "precedente", visibile a sinistra, alla fine della pagina. Fatte queste ritengo utili precisazioni, passiamo a parlare della relazione di oggi, che, inizialmente, si è trattenuta a lungo sulla zona nord-occidentale dell'isola, e, in particolare, sulla necropoli di Anghelu Ruju, ad Alghero. Si tratta dell'argomento al quale è stata dedicata la maggiore attenzione e che potrebbe venire sintetizzata solo col rischio di maltrattarne i contenuti. E dunque? La soluzione è a portata di mano. Io vi collegherò a un link, sul quale potrete trovare tutto ciò che è stato detto dal professor Frau...e tanto di più. Si tratta della bellissima guida "La necropoli di Anghelu Ruju", di Giovanni Maria Demartis, Pubblicata da Delfino Editore e consultabile per intero
QUI.E dunque? Vi siete ccollegati al sito che vi ho indicato? Avrete certo capito che si tratta di un file pdf, che potrete salvare in una cartella del vostro computer, per poter leggere con calma, quando meglio crederete, il contenuto della guida. Bene. L'argomento trattato
successivamente è stato quello relativo alla necropoli di Sant'Andrea Priu, in comune di Bonorva. Anche questo argomento è stato trattato in manierea ampia e dettagliata, e, sinceramente, non me la sento di farne una sintesi approssimativa e raffazzonata. Che volete che vi dica. Stasera sono stato colto da un improvviso, irrefrenabiole attacco di pigrizia, ma, in compenso, anche da un grande impeto di magnanimità che mi induce a darvi un ulteriore, disinteressato suggerimento. Anche per il sito in questione esiste una bellissima guida, e anche in questa guida troverete modo di soddisfare tutte le vostre curiosità e tutto il vostro desiderio di avvicinarvi all'archeologia in modo chiaro, semplice ed esauriente. Il titolo della guida è "La necropoli di S. Andrea Priu", scritta da Roberto Caprara e pubblicata, anche questa, da Delfino Editore. La troverete
QUI.Mi auguro che i collegamenti suggeriti possano esservi stati utili, o, almeno, esserlo per il futuro, dato che per leggere una guida occorre un po' di tempo, anche e soprattutto perchè di guide ce n'è in arrivo un'altra, quella che tratta approfonditamente il successivo argomento sviluppato dal professor Frau e relativo al comune di Villanova Monteleone. Ecco il titolo della guida:"La necropoli di Puttu Codinu", di
Giovanni Maria Demartis, pubblicata dal solito Delfino Editore, consultabile e scaricabile
QUI.Nel territorio di Béssude, area geografica del Meilogu, è di notevole interesse la necropoli ipogeica preistorica di Enas de Cannuja, che consta di sei domus de janas, grotticelle artificiali funerarie scavate lungo un ripido costone di tufo trachitico. L’erosione della roccia rende particolarmente suggestiva la visita. Tra le domus spicca la Tomba dei pilastri scolpiti, così detta dalla coppia dei pilastri che sorreggono il tetto della cella principale, bicellulare, estremamente interessante per la sua riproduzione fedele, in ambito funerario, dell’architettura domestica prenuragica: un’anticella, decorata con motivo a doppie corna colorate con ocra rossa – colore del sangue e simbolo di rigenerazione – immette nella cella principale, a pianta rettangolare, che è una chiara riproduzione di una capanna preistorica. Mostra infatti, al suo interno, due pilastri risparmiati nella viva roccia, decorati con motivi a spina di pesce, che idealmente sorreggono la travatura del soffitto. Questo è del tipo a doppio spiovente, con trave di colmo e travetti laterali. Alla simbologia magico-religiosa si richiama invece il motivo delle doppie corna, scolpite a bassorilievo piatto al di sopra della falsa porta posta sulla parete antistante l’ingresso: la ripetizione del simbolo, che allude alla forza ed al vigore della Divinità Maschile Dio Toro, tende verosimilmente a rafforzarne il valore. La presenza della falsa porta, in asse con l’ingresso, si collega direttamente alle credenze dell’ideologia funeraria, come richiamo esplicito al momento del trapasso dal mondo dei vivi a quello dei morti, sotto la
protezione del Dio Toro. L’orizzonte cronologico si situa nell'età del Rame, cultura di Filigosa (fase II b). La domus, che fa parte della necropoli di cat. 2 (è la quarta da sinistra), rientra nella planimetria a «T». Venne esplorata dal Contu nel 1962 e da lui pubblicata nel 1964. Comprende due ambienti, l'anticella a, in parte distrutta (m. 1,60 x 0,92 x 1,05), e la cella b, di forma rettangolare (m. 3,80 x 2,25 x 1,15). Sulla parete sinistra dell'anticella si osservano le tracce di due motivi corniformi dipinti di rosso, definiti da una sottile linea incisa.Attraverso un portello di forma semicircolare (m. 0,50 x 0,62) si entra nella cella principale b, caratterizzata da interessanti elementi architettonici e decorativo-cultuali. Sul tetto, infatti, è rappresentato il soffitto a doppia falda della capanna rettangolare, con la trave centrale, espressa a rilievo positivo (largh. m. 0,30), sulla quale si appoggiano i travetti laterali, sette per parte, a rilievo negativo (largh. m. 0,09, prof. m. 0,02-0,03).La parete d'ingresso è interessata da una composizione costituita da due paia di corna di stile curvilineo e di tipo complesso che sormontano il portello, fondendosi con esso nella parte superiore (tipo C, I, 1). Sono realizzate a bassorilievo, appaiono lievemente ondulate e con le punte appena volte verso l'alto, ampie m. 2,75.Sulla parete di fondo si osserva una decorazione quasi del medesimo tipo (tipo C, I, 2). Duplici corna, infatti, sono scolpite al di sopra d'una falsa porta delimitata da due lesene. Ai lati di essa si notano tracce di un terzo paio di corna, suddiviso in due parti sporgenti ciascuna dagli stipiti della falsa porta. Le dimensioni della composizione sono anch'esse analoghe: ampiezza massima m. 2,50, larghezza fascia m. 0,19, rilievo m. 0,015. Sulle facce interne dei pilastri sono incisi fasci di zig-zag, interpretabili anch'essi come rappresentazioni corniformi. Nessun materiale proviene da questa tomba. Prima di andare avanti vorrei suggerirvi la consultazione i download sul vostro computer di un interessante e istruttivo volumetto, scritto da Giovanni Lilliu e pubblicato da Delfino editore:"Arte e religione della Sardegna prenuragica". Lo troverete
QUI.