Ieri, sabato 10 dicembre 2011, si è svolto, nella bella Sala Consiliare del Comune di Domusnovas, il 9° raduno di cori polifonici, al quale era presente anche il Coro Polifonico LUTEC. L'invito è stato accolto da tutta l'Associazione con grande compiacimento per questa partecipazione che rappresenta la prima esibizione al di fuori dei confini cittadini. Il coro, diretto brillantemente dalla maestra Angelina Figus, ha cantato cinque brani:Popolare-A. Figus/Kao MarijaDe Liguori-Donella/Tu scendi dalle stellePopolare A. Figus/Deus ti salvet MariaT. Puddu/Dammi su solePopolare A. Figus/Marieta monta in gondolaL'esecuzione è stata accolta da lunghi applausi di apprezzamento da parte del pubblico.Il successo della manifestazione è stato arricchito anche dalla presenza di altre tre formazioni: il coro polifonico "Città di Guspini", diretto dal maestro Massimo Atzori, il coro polifonico"Sid Addir Babay" di Fluminimaggiore, diretto anch'esso dal maestro Massimo Atzori, e il coro polifonico organizzatore "San Giovanni Battista" di Domusnovas, diretto dal maestro Sergio Talana.Al termine delle varie esibizioni hanno fatto seguito i saluti da parte del sindaco signor Angelo Deidda, la consegna di diplomi a partecipanti e autorità e un simpatico, graditissimo buffet conclusivo. ***** A proposito del Coro Polifonico di Fluminimaggiore Circa 500 anni prima di Cristo, nella località di Antas , tra le montagne dell’Inglesiente, presso Fluminimaggiore, esisteva un tempio punico dedicato alla divinità “Sid Addir Babay“. In seguito i Romani lo smantellarono completamente, riutilizzando i materiali per la costruzione di un nuovo tempio dedicato a “Sardus Pater Babai". Nel 1966, nel corso dei lavori preliminari di sistemazione dell’area di Antas, nel coacervo di materiali accumulati sul tempio si recuperò una tabella in bronzo, recante una dedica a Sardus Pater, presentata tempestivamente da Piero Meloni nel V Congresso Internazionle di Epigrafia Greca e Latina di Oxford. L’importantissimo reperto costituiva la prima spia del culto di Sardus praticato nel santuario di Antas. Nell’anno successivo gli scavi archeologici restituirono in luce un nuovo frammento della iscrizione dell’epistilio, che si ricomponeva con il blocco inscritto scoperto nel 1954 dando l’integrale titolatura del tempio: Temp[l(um) D]ei fSa]rdi Patris Babfi] (Tempio del Dio Sardus Pater Babi). “Sardus Pater” era una divinità di origine locale, lo dimostra infatti l’appellativo “babai”, che appartiene all’ antica lingua sarda col significato di “padre”.*