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CONFERENZA DEL PROFESSOR NINO DEJOSSO


I TACCHI DELL'OGLIASTRA E LA STAZIONE DELL'ARTE DI ULASSAI - PARTE PRIMA - 
 L'Ogliastra, una delle nuove Province sarde istituite nel 2005, è situata nella zona centro orientale della Sardegna. Si affaccia a sud e ad est sul Mar Tirreno, confina a nord-ovest con la Provincia di Nuoro e a sud-ovest con la Provincia di Cagliari. L’Ogliastra si trova nel versante centro-orientale della Sardegna, incastonata tra la costa orientale e le pendici dei complessi montuosi del Supramonte, del Gennargentu e dei Tacchi d’Ogliastra. La conformazione geografica, che ha fatto meritare a questo territorio l’appellativo di “Isola nell’Isola”, ha storicamente determinato l’isolamento delle sue popolazioni ed è alla base dell’integrità che ancora oggi contraddistingue i territori e gli abitanti dell’Ogliastra.  Ciò che in passato è stato spesso considerato un punto di debolezza del territorio, viene oggi apprezzato e ricercato dagli estimatori di un ambiente e di un paesaggio incontaminato, sano e pulito. L’isolamento del passato ha infatti preservato le peculiarità naturalistiche, ambientali e culturali che costituiscono oggi un patrimonio inestimabile di questa terra suggestiva. Il nome sembrerebbe derivare dalla particolarità della zona, ricca di olivastri millenari. Il suo territorio comprende una piccola parte pianeggiante e una collinosa e montagnosa, che culmina col monte Gennargentu, alto 1834 metri. La provincia, che è la meno popolata d’Italia, comprende 23 comuni, 58.389 abitanti, e si estende per 1.854 chilometri quadrati. Il clima è generalmente mite, i venti costanti e talvolta impetuosi. I comuni più meridionali sono Perdasdefogu e Tertenia nell’interno, e Cardedu lungo la costa. I comuni più occidentali sono Seui, Villanova Strisaili e Talana. Seui è il più interno e Urzulei è il più settentrionale. Lungo la fascia costiera il comune più settentrionale è Baunei. L’Ogliastra è un’area nota in tutto il mondo per le sue ricchezze paesaggistiche, archeologiche, storico-culturali nonché eno-gastronomiche, che non possono non affascinare coloro che la visitano. L’interno è caratterizzato dalla notevole estensione dei singoli territori comunali, dove si alternano i paesaggi più variegati, dalle cime più alte dell’Isola fino alle falesie costiere, interrotte da lunghe estensioni di sabbia bianchissima. La struttura insediativa è organizzata in un sistema di centri che si distribuiscono prevalentemente su due aree: quella interna, con un’altitudine media elevata, dedita principalmente alle attività silvo-pastorali, e quella costiera, maggiormente dedita all’agricoltura irrigua e al turismo. L’insieme insediativo della “Valle del Rio Pardu”, composto dai comuni di Gairo, Osìni, Ulàssai, Jerzu, è una vallata particolarmente incassata, profonda 800 metri, protetta a monte dalle falesie calcaree dei Tacchi, conformazioni montuose calcareo-dolomitiche originatesi nell’era mesozoica, che contribuiscono a rendere ancora più suggestivo questo territorio. A sud della valle si estende l’altopiano di Perdasdefogu. L’insieme insediativo montano, comprendente i comuni di Arzana, Elìni, Ilbono, Lanusei, Locèri, Urzulei, Talana, Villagrande Strisaili, Triei, Baunei, Ussassai e Seui, disposti lungo le pendici del Gennargentu, si trova a presidio di immensi territori nei quali prevale l’allevamento estensivo di ovini e bovini, oggi associato all’attività dei cantieri di forestazione e al dinamismo microimprenditoriale nella filiera agroalimentare. Nell’insieme insediativo costiero sono ubicati i comuni di Tertenia, Cardedu, Barisardo, Tortolì, Girasole e Lotzorai. L’Ogliastra, per la peculiarità delle sue bellezze naturalistiche può essere considerata un vero e proprio parco naturale. Nel suo territorio si estende tutto il versante sudorientale del Parco del Gennargentu. Sono presenti ben sei Siti di Interesse Comunitario, istituiti dall’Unione Europea e sottoposti a tutela: il SIC Monti del Gennargentu, Il SIC Supramonte di Oliena, Orgosolo e Urzulei – Su Sercone, il SIC Golfo di Orosei (che include parte del territorio di Baunei e Urzulei), Il SIC Riu Siccaderba (Arzana), il SIC Lido di Orrì e il SIC Area del Monte Ferru di Tertenia. Molte delle sue bellezze naturalistiche e ambientali sono state, inoltre, riconosciute Monumento Naturale: la voragine “Su Sterru”, Punta Caroddi, meglio nota come la Guglia di Goloritzè, Punta Pedralonga e gli Olivastri millenari di Santa Maria Navarrese nel territorio di Baunei, la Gola di Gorroppu e il Tasso millenario di Sedda ar Baccas nel Comune di Urzulei, il torrione di Perdaliana nel comune di Gairo; la Scala San Giorgio nel Comune di Osìni e la Vallata del Rio Pardu. Il termine “monumento”, riferito ad emergenze naturali imponenti e in più modi simili ai monumenti storico-artistici, si è diffuso con l’immagine della Monument Valley dell’Arizona. Esso venne poi esteso ai grandi alberi, prima negli Stati Uniti e quindi in altri Paesi. Il carattere monumentale si applicava da un lato a forme di superficie, isolate e verticalizzate, dall’altro a forme di ambito biòtico e abiòtico, prive dei connotati formali anzidetti, ma alle quali si riconosceva tuttavia il carattere sostanziale del monumento, che è simbolico, pedagogico e rappresentativo dei connotati naturalistici di aree vaste. Secondo la Convenzione dell’Unesco il monumento naturale veniva qualificato dalla condizione di ‘singolarità’o individualità. Si sono peraltro individuati monumenti plurimi, in serie o in gruppi: conetti vulcanici, piramidi di terra, pilastri rocciosi, testimoni d’erosione e pure gruppi di grandi alberi. Nel monumento naturale, il maggior pregio da difendere è, appunto, la naturalità. È opportuno che l’ambiente circostante, oltre che l’oggetto in sé, venga preservato da accostamenti con elementi antropici ad esso estranei: apertura di strade specie se a fondo artificiale, impianto di pali per il sostegno di cavi, impianto di essenze esotiche e forme di ingiardinamento, apertura di cave e rimozioni di elementi litici, deviazione di acque, sono tutte operazioni sconsigliabili. Le costruzioni (abitazioni, locali rustici agricoli, attrezzature ricettive) dovrebbero perlomeno sorgere fuori della visuale dalla quale il monumento viene più frequentemente osservato. La conservazione dell’immagine complessiva del sito monumentale è quasi altrettanto importante di quella dell’oggetto in sé. Il sito del monumento può essere tuttavia già molto antropizzato da tempo. Non pochi alberi monumentali sorgono in ambienti semi-artificiali, come giardini e parchi o in spazi urbani. Nei loro pressi sono sorti cappelle, romitaggi. Raggiunti da strade, sono vicini a manufatti e ad aree molto trasformate e antropizzate. Alcuni grandi massi sono stati addirittura trasformati in ripari per il bestiame se non in abitazioni. In epoche lontane vi sono state aperte celle funerarie e nicchie per operazioni rituali. Le tracce di usi antichi, per quanto riducano la naturalità dell’oggetto, non raramente aggiungono altri motivi di interesse, da quello connesso al culto, alle leggende o ai nomi attribuiti al luogo o allo stesso oggetto. I segni delle opere umane del passato aumentano l’aspetto documentale del sito e ne accrescono l’interesse. Ciò non toglie che interventi recenti o antichi possono arrivare a cancellare l’emergenza naturale, o a mascherarla, rendendola banale e inservibile allo scopo pedagogico e scientifico che essa avrebbe potuto avere. Anche per il monumento naturale si pone il problema di valutare in quale misura esso possa sostenere l’impatto dell’uso turistico. Una volta noto ed accessibile, il monumento naturale può venire visitato da un’alta proporzione dei turisti che si muovono nel territorio. Per le sue piccole dimensioni, esso esercita un’attrazione puntiforme e quindi provoca una presenza di massima densità. Diventato oggetto privilegiato della ‘naturofagia’ dei turisti, è destinato a subire un impatto non trascurabile, i cui effetti si manifestano in vari modi. In Ogliastra sono presenti tre Unioni di Comuni. L’unione di Comuni del nord Ogliastra, con sede a Girasole, di cui fanno parte, oltre a Girasole, i Comuni di Tortolì-Arbatax, Villagrande, Lotzorai, Triei, Baunei, Talana e Urzulei; l’Unione dei Comuni della Media Ogliastra, con sede ad Elini, di cui fanno parte anche i Comuni di Lanusei, Arzana, Ilbono, Loceri e Barisardo, e L’Unione dei Comuni della Valle del Pardu, composta da Osìni sede dell’Unione, Ulàssai, Jerzu, Gairo, Perdasdefogu, Tertenia e Cardedu. Circondato da caratteristici massicci rocciosi denominati tacchi, altipiani di origine calcarea-dolomitica che si ergono a picco, il paese di Ulassai domina dalla sua posizione gran parte della costa centro orientale della Sardegna dalla quale dista circa 20 Km. La sua altitudine è molto variabile: dai quasi mille metri dei tacchi che si collocano intorno all’abitato, arriva agli appena 77 presso il rio San Giorgio; questa sua caratteristica ha fatto sì che in passato i pastori ulassesi, durante la transumanza, non avessero la necessità di sconfinare dal territorio del Comune. Ulàssai, paese di circa 1.600 abitanti, dista circa 85 km da Nuoro e 120 da Cagliari. Al settimo posto fra i paesi ogliastrini per i suoi 13.000 ettari di territorio, che si estendono in lunghezza fra gli adiacenti territori di Osini, Gairo, Jerzu, Tertenia, Villaputzu, Perdasdefogu, Esterzili, Seui e Ussassai e che richiama grosso modo quello di una grossa falce, comprende località e ambienti interessanti e incontaminati. Diverse ipotesi sono state avanzate sull’origine del nome che comparve per la prima volta, denominato Ulaççai, in un documento risalente all’8 marzo 1217; deriverebbe, secondo alcuni studiosi, dalla parola latina Gula, gola, e dal termine sardo Assa, rupe, da cui Gula-Assa, divenuto poi Ulassa nel lingaggio comune e che significherebbe villaggio posto nella gola sotto la rupe. L’abitato, caratterizzato da strade strette e tortuose, offre al visitatore scorci di centro storico sopravvissuti al tempo. Tra gli edifici di maggior pregio si colloca certamente il palazzo comunale, che si trova sopra la via principale, i cui lavori cominciarono nel 1907. Si tratta di un palazzo di due piani costruito in pietra calcarea locale. In stile liberty, l’edificio presenta al suo interno degli affreschi conservatisi in alcune volte, che ripropongono il tipico decoro floreale, gli stemmi della regione, della provincia, del comune e la croce sabauda. Nella parte alta dell’abitato è possibile ammirare Sa porta ’e Arigàu (Il nome secondo alcuni deriverebbe dalla radice mesopotamica bar che significa terreno paludoso e esterno al paese). Si tratta dei resti di un’antica cinta muraria di cui rimane l’arco di accesso e alcuni metri di mura che sono inglobate nelle abitazioni limitrofe. Data la sua estensione e conformazione, il territorio di Ulassai offre una notevole varietà di paesaggi piuttosto suggestivi. Ciò che immediatamente colpisce i numerosi visitatori sono i tacchi, altipiani calcarei che terminano con strapiombi spesso superiori ai cento metri, tra i quali spicca Tisiddu, una struttura quasi dolomitica che si erge a sovrastare l’abitato. I “tacchi” (o tonneri, in dialetto sardo) sono tipiche formazioni che interessano un vasto territorio compreso tra il Flumendosa ed il confine meridionale dell'Ogliastra, interessando i comuni di Gairo, Seui, Ussàssai, Osìni, Ulàssai, Jerzu e Tertenia. Un ulteriore arricchimento del paesaggio è rappresentato dalla vegetazione, a tratti rigogliosa e pregiata. Le rupi ospitano spesso rarità ed endemismi di notevole interesse, nei luoghi più freschi e semiombrosi è possibile riscontrare importanti presenze quali il tasso, l'agrifoglio, il carpino nero e l'orniello. Ricoperta prevalentemente da foreste di lecci e macchia mediterranea, l’area dei tacchi è ricca di sorgenti, punti di ristoro e diversi pinnetti (Coilis), gli antichi ovili a pianta circolare con muri a secco e copertura fatta in rami di corbezzolo, con al centro il focolare, utilizzati dai pastori. Quello dei “tacchi” è un territorio riccamente dotato di beni naturali e culturali. L’insieme di questi beni costituisce non solo uno straordinario e particolare patrimonio d’identità dei luoghi, ma rappresenta anche una grande opportunità per le popolazioni locali in termini di potenzialità per uno sviluppo armonioso e sostenibile incentrato sulla qualità ambientale e paesaggistica. L’impronta umana, in questi paesaggi nei quali prevale ancora un grado di naturalità prorompente, è anche evidente nella copertura vegetale che nonostante le offese riconducibili a disboscamenti e incendi del passato si presenta ricca e varia con numerosi elementi d’interesse fitogeografico o endemico. In questo senso il paesaggio diviene archivio e testimonianza della memoria della Terra, della geodiversità e della biodiversità, e nello stesso tempo dei segni che conservano la memoria dell’uomo. Dunque un insieme di contenuti con un’estrema molteplicità di valenze e significati, che richiede di essere meglio conosciuto, salvaguardato e gestito a vantaggio della nostra generazione e di quelle che verranno. Lungo la strada si trovano le imponenti grotte Su Marmuri (marmo). Tra le più grandi in Europa (lunghe circa 1 chilometro interamente percorribile, alte mediamente 35 metri, con punte di 70), famose per la grandiosità e suggestività degli ambienti, le grotte Su Marmuri prendono questo nome per via della particolare colorazione e aspetto delle sue conformazioni. La temperatura all'interno della grotta è costante a circa 10° C. Nella foresta demaniale adiacente alle grotte è tracciato un percorso sentieristico che attraversa uno dei più estesi altopiani carsici della zona. Le caratteristiche del territorio fanno di Ulàssai una meta privilegiata per gli amanti del turismo naturalistico, siano essi appassionati di tranquille passeggiate sui tacchi, in mezzo ai boschi, o di free climbing. Gli amanti degli sport più estremi potranno cimentarsi nelle circa 90 vie di arrampicata tracciate nelle falesie, con difficoltà che vanno dal 5° (principiante) all’8c (élite), praticamente quasi al limite massimo, rappresentato dal grado 9° (Super élite). Domus de janas, dolmen e tombe dei giganti presenti nel territorio testimoniano la presenza di piccoli stanziamenti umani fin dal terzo millennio a.C.. Al secondo e al primo millennio a.C. ci riportano i nuraghi. Ulassai, dal crollo dell’impero romano, condivise con tutto il mondo occidentale il sistema latifondistico delle grandi proprietà feudali cui si è affiancato, nei secoli, l’uso particolarmente sentito ed apprezzato nel piccolo paese di Pardu, dello sfruttamento comune delle terre comunali. Paese della roccia, Ulàssai vanta ambienti naturali caratterizzati da imponenti massici calcarei, boschi secolari, grotte, corsi d’acqua e stupende cascate. Degne di nota, fra le bellezze naturalistiche, lungo la strada che conduce alle grotte di Su Marmuri, quella che viene denominata cascata di Lecorci. Le sue acque che si raccolgono, in occasione di abbondanti piogge, nelle viscere di un massiccio calcareo, sgorgano dalla base di questo offrendo una spettacolo unico e indimenticabile. Più imponente di questa è la cascata di Lequarci che si forma in prossimità della chiesetta campestre di Santa Barbara di Glassai e riversa nel territorio sottostante le acque del Tacco di Ulàssai: con un salto di circa 80 metri e un’ampiezza che può raggiungere 70, si getta poi lungo il pendio della montagna ricongiungendo, a valle, le proprie acque a quelle della cascata di Lecorci.