Creato da lapietraia_07 il 05/01/2011

La Pietraia Alghero

Storia del quartiere La Pietraia di Alghero

 

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La Pietraia fino agli anni cinquanta

Post n°34 pubblicato il 14 Gennaio 2011 da lapietraia_07
Foto di lapietraia_07

Nella foto si nota chiaramente come il territorio del Lido e della Pietraia fosse il gran parte occupato da campi. Si vedono poche case e la scuola elementare del Lido.  La strada appare deserta. Altri tempi!

 

 

Per maggior chiarezza farò adesso una sintesi del materiale da me raccolto.

IL QUARTIERE FINO AGLI ANNI CINQUANTA

Fino agli anni cinquanta l'abitato di Alghero terminava con la via La Marmora. Al di là, di fronte al mare ed alla ferrovia, c'erano il capannone della Saica, divenuto poi lo stabilimento di produzione del furfurolo, uno stabilimento del crine, la cantina di Sella & Mosca, la chiesa di San Giovanni, altri piccoli fabbricati, ed una serie ininterrotta di orti.
Nella seconda metà degli anni cinquanta anche queste zone, considerate di estrema periferia, cominciarono a popolarsi. Iniziò a sorgere qualche casa monofamiliare nella zona del Lido e anche nei terreni più interni, soprattutto lungo la ferrovia, ed ai lati della Via Porto Conte, nel tratto che precedeva il passaggio a livello di S. Agostino vecchio.
In realtà questi erano soltanto episodi isolati che portarono lenti e minimi cambiamenti al territorio.

Ma ben presto per la zona de La Pietraia si iniziò a studiare un vero e proprio progetto di urbanizzazione. Infatti i terreni di Cuguttu, già ceduti dal Municipio al Governo molto tempo prima, ritornarono al Comune che li acquistò dall'ETFAS che nel 1951-52 ne era diventato il proprietario. L'amministrazione comunale vi individuò l'area dove far nascere un nuovo nucleo abitativo dato che la città era interessata da un forte movimento immigratorio. Inoltre il centro storico era in gran parte inidoneo ad ospitarvi le famiglie residenti in quanto presentava gravi ed onerosi problemi di ristrutturazione.
Alghero stava crescendo, e gli abitanti, vecchi e nuovi, richiedevano degli standard che il centro storico non poteva offrire in quel momento.
Nel luglio 1956 iniziarono i lavori di costruzione delle case popolari per dipendenti comunali progettate dall'ing. Fausto Cella.
Nel dicembre 1957 si lavorò alla costruzione di "case minime" su progetto dei geometri Feniello e Piccinini.

Intanto si provvide all'acquedotto, alla rete idrica e a quella fognaria; in seguito si edificò la scuola elementare che in realtà venne data all'IPSIA, si istituì la Scuola Materna Comunale, e si eresse la parrocchia di San Giuseppe.
Nel gennaio 1963 si lavorò per aprire la strada "La Pietraia-Lido".
Il 24 ottobre 1963 la Giunta Municipale deliberò sulla sistemazione delle aree adiacenti alle nuove palazzine INA-Casa; nel dicembre si occupò degli allacci idrici al fabbricato I.S.E.S. (Istituto per lo Sviluppo dell'Edilizia Sociale), mentre nell'agosto 1964 provvide agli allacci idrici delle nuove case per i dipendenti agricoli.
Occorre aggiungere che non tutti coloro che ebbero l'assegnazione di un appartamento accettarono di trasferirsi.
Il nuovo quartiere era lontano dal centro, non era collegato, era carente in tutti i servizi, e forse era considerato anche troppo "popolare".

 
 
 
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