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MOGGI : "GLI SCUDETTI SONO DELLA JUVE"

Post n°107 pubblicato il 15 Gennaio 2009 da antonio.salentino

- Tuttosport -

«Sì, quei due scudetti dovrebbero essere restituiti alla Juventus». L'ha detto Luciano Moggi a "Porta a porta" su Raiuno. L'ex dg della Juventus ha spiegato così la nascita della vicenda Calciopoli: «Ha cominiciato il capitano dei Carabinieri Auricchio, sì, non è più capitano ma è maggiore, questi vengono sempre..., che si incontrava con Franco Baldini. Sono stati loro che hanno fatto nascere tutto. Come ha detto l'avvocato Prioreschi nell'arringa al processo Gea, quando un ufficiale dei Carabinieri mente sapendo di mentire...».
«NON MI RIDIMETTEREI» - Se potesse far tornare indietro il tempo, spiega Moggi non ridarebbe le dimissioni da dg Juve allo scoppiare dello scandalo Calciopoli: «Di solito la proprietà ti difende, e invece la Juve non ha difeso nè me nè la Juve stessa - ha detto l'ex dirigente bianconero -. Per questo, se tornassi indietro non mi dimetterei». Luciano Moggi annunciò le sue dimissioni da dg bianconero e la restituzione della tessera Figc il 14 maggio 2006 a Bari, nel giorno della conquista da parte della Juve dello scudetto n. 29, poi revocato.
«INTER, VITTORIA IN FUORIGIOCO» - «Se c'era il complotto prima, c'è anche adesso. Ma io non credo ci sia stato nè allora nè oggi. Quanto agli aiuti alla Juventus sono arrivati, ma non erano così evidenti come è accaduto all'Inter che ha segnato a Siena con cinque giocatori in fuorigioco», ha detto ancora Moggi. «La Roma non ha vinto il campionato perchè l'Inter è stata portata a vincere l'ultima partita con il Parma, anche se era in svantaggio fino alla fine - ha aggiunto Moggi - la Roma ha combattuto contro queste cose e lo ha fatto fino all'ultima partita. Non sono solo io a dirlo, lo ha detto alcuni giorni fa anche la vedova Sensi». L'ex dirigente bianconero ha aggiunto che gli arbitri non sono in malafede: «Non ci sono arbitri comprati, ma sentono il fascino delle squadre più importanti. È sufficiente che ci sia un consigliere federale all'interno delle squadre e loro hanno un occhio di riguardo».
GIRAUDO - «Non è assolutamente vero che Giraudo abbia preso le distanze da me. È stata solo una cosa per motivi di lavoro». Luciano Moggi a "Porta a porta" su Raiuno ha spiegato così il motivo per il quale l'ex amministratore delegato della Juventus, Antonio Giraudo, ha chiesto il rito abbreviato al processo al tribunale di Napoli per Calciopoli. «È una questione di lavoro- ha detto l'ex dg della Juve- Giraudo lavora in Inghilterra e ha bisogno di una sentenza rapida. Hanno scritto che avrebbe preso le distanze da me perchè ha preso una strada diversa da me. Non è vero. Del resto come sarebbe stato possibile, lui era il capo mio».
SCONTRO CON GAZZONI - In studio l'ex azionista di maggioranza del Bologna, Giuseppe Gazzoni Frascara, ha detto di avere visto cose incredibili nel calcio: «Ho visto pressioni su giocatori che dovevano cambiare procuratore. Ho visto un allenatore che era della Gea, era Guidolin, che se ne è andato dopo pochi giorni e si è fatto pagare per tutta la stagione. Ricordo una partita tra il Bologna e la Juve: la Juventus vinse per un fallo che non c'era, quando invece c'era fallo di Ibrahimovic su Capuano. L'arbitro era Pieri, che non c'è più, mi pare l'abbiano radiato...». «Ricordo che il figlio di Moggi, Alessandro, esercitava pressioni su un calciatore bravissimo, del quale si diceva che era uno Zidane, e che ora è alla Lazio, Meghni, affinchè desse la sua procura alla Gea». Gazzoni Frascara ha avuto un clamoroso disaccordo con Moggi quando quest'ultimo ha detto che il figlio dell'ex dirigente del Bologna aveva fatto uno stage presso la Juve: «Quale figlio? Non è vero». Poi però Gazzoni ha dato l'impressione di aver cambiato idea: «Mio figlio ha fatto quattro Dakar, forse c'è stato un piccolo errore...».
SISTEMA MOGGI INESISTENTE - L'ex dg della Juve, a proposito del cosiddetto 'sistema Moggi', ha dichiarato: «Non esisteva. È come quando si parla, come si chiama, dello stile Juventus...». L'ex dirigente è poi tornato sul tema del potere di Inter e Milan: «Ho visto in serie A professionisti e dilettanti. Nel calcio comandano quelli che sono più importanti: lo vediamo adesso con Inter e Milan. Queste cose che succedono fra Inter e Milan oggi prima non succedevano. Questo è il potere si cercava di bloccare e di fare in modo che le cose fossero eque».
VICENDA PASSAPORTI - «Onesti è una parola complicata», ha poi detto Moggi a proposito dell'Inter. L'ex direttore generale della Juventus ha tirato fuori la vicenda dei falsi passaporti: «Recoba non avrebbe dovuto giocare. Visto che sono la banda degli onesti, ricordo che hanno patteggiato una condanna nel maggio del 2007 (maggio 2006, tribunale di Udine, condannati a sei mesi, sostituiti con un'ammenda, Oriali e Recoba per il passaporto del calciatore, ndr)». A proposito degli arbitri e dell'Inter, Moggi ha detto anche: «Avevano un arbitro, Nucini, che era in attività e andava in società». «Penso di non avere fatto niente di male- ha concluso Moggi- sono stato schiacciato da questa vicenda solo nel primo mese, quando non sapevo bene di cosa si trattasse. Poi, quando ho capito anche cosa era successo a mio figlio, questo mi ha dato la forza di difendermi».

 
 
 
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