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Informazione Distorta

Post n°124 pubblicato il 09 Novembre 2009 da antonio.salentino

Come prevedibile, la stampa sportiva italiana, nella quasi totalità, ha pensato bene di dare il giusto risalto alle esternazioni di tale Manfredi Martino, dal 1999 al 2006 nella segreteria della Can, protagonista nell’ambito del processo Farsopoli Calciopoli di Napoli. L’aggettivo più usato per le “nuove” rivelazioni sul meccanismo dei sorteggi arbitrali è stato senza dubbio “interessante“, seguito da “sconcertante“. Tralasciando la stupidaggine delle palline letta e commentata ieri, passiamo oltre, dato che la stragrande maggioranza delle testate italiane ha omesso (volentieri) che non si è parlato solo di Moggi e Juventus, a Napoli. Sono state infatti tirate in ballo altre società, quali Lazio, Fiorentina e – soprattutto – Milan. Ma torniamo al nostro Martino, il quale nello specifico si occupava di inserire nelle palline colorate i foglietti contenenti i nomi degli arbitri e le partite in programma. “In occasione della prima partita di campionato della stagione 2004-2005 mi venne chiesto da Pairetto e Bergamo di inserire un biglietto X all’interno di una determinata pallina particolarmente ammaccata”. Si, avete letto bene: la Cupola – ops, quella no, dato che Sandulli ammise che non esisteva: diciamo I Poteri Forti - volevano pilotare una gara di campionato per aiutare una determinata squadra. Ma non lo scontro decisivo per lo scudetto o in occasione di un match-salvezza particolarmente importante: per la prima partita di campionato… Meglio ben cominciare una stagione, direte voi, e posso anche concedervelo; peccato che in quell’occasione non ci furono episodi sospetti di alcun tipo, tali da poterli ricondurre ad un pilotaggio da parte dell’arbitro. Nello specifico: la Juve schiantò il Brescia 3 a 0, chiudendo di fatto il match con Trezeguet ed Ibrahimovic nel primo tempo: l’ Inter pareggia con il Chievo a Verona (queste le parole dell’allenatore Mancini a fine gara: “”È chiaro che avrei preferito una vittoria, ma non dite che non sono soddisfatto. Sapevamo che la gara non era facile perché affrontare il Chievo nelle prime giornate di campionato è sempre difficile. Noi, per altro, abbiamo avuto molti gocatori impegnati con le loro nazionali, quindi un po’ di stanchezza era da mettere in conto. Tuttavia la partita, come sempre accade, è stata decisa a episodi, potevamo andare sul 2-0, invece nel capovolgimento di fronte abbiamo subito il pareggio“); il Milan pareggia 2-2 con il Livorno, tra l’altro giocando praticamente tutta la gara in dieci per l’espulsione di Dida ed il rigore conseguente per atterramento di Vigiani in area (qui il commento sul sito ufficiale: “Il Milan inizia il campionato 2004-2005 con un pareggio in casa contro il Livorno. La gara per i rossoneri era cominciata bene, con il gran gol di Clarence Seedorf dopo due minuti dal fischio d’inizio della gara. Poi al 7’ l’episodio che ha cambiato la partita: Dida atterra Vigiani, per Pieri è calcio di rigore ed espulsione diretta. Se il penalty ci sta, è tutto da dimostrare che Dida fosse ultimo uomo e che Stam non potesse recuperare su Vigiani che si era allungato il pallone. Giocare in dieci uomini per quasi l’intera durata del match non ha certo facilitato le cose per i rossoneri che, subito il pareggio di Lucarelli appunto su rigore, hanno trovato la forza di reagire. Nuovo vantaggio firmato Seedorf, nuova pareggio da parte di Lucarelli. Una gara che la squadra ha giocato bene, ma che purtroppo non ha portato i tanti sperati tre punti“) e la Roma vince in casa contro la Fiorentina con una rete di Montella. Due espulsioni in questa gara da parte di Dondarini, ma sacrosante: Viali che perde palla e trattiene Totti (ultimo uomo) trascinandolo a terra dopo 13 minuti (nessuna protesta) e Cassano che da uno schiaffo a Chiellini nel recupero del primo tempo; L’unica partita che potrebbe essere un po’ “strana” è Sampdoria – Lazio, vinta dai biancocelesti con un rigore di Di Canio ed espulsione del portiere sampdoriano. Ma a rivedere l’episodio, Antonioli travolge effettivamente Inzaghi lanciato a rete: rigore sacrosanto fischiato da Rosetti e nessuna protesta da parte dei giocatori doriani (l’episodio, infatti, in molti se lo ricordano non per la dinamica che ha portato al penalty, ma per la conseguente litigata in campo tra Inzaghi e Di Canio per chi dei due doveva tirarlo…). In definitiva, non riusciamo a capire quale di queste partite (e come, più che altro) sia stata “taroccata”, come non riusciamo a capire quale delle Big sia stata eventualmente aiutata: misteri della Fede, si diceva una volta. Ma torniamo alla ricostruzione di Martino, il quale prosegue: “I designatori mi dissero che Carraro aveva chiesto di aiutare Fiorentina e Lazio a non andare in serie B”. Ma non sa nulla sul “come” e sul “chi” sarebbero i protagonisti di questi “aiuti”. Quindi trattasi di aria, o poco più. In aula sono stati lette infine alcune intercettazioni di sms tra Martino e l’addetto agli arbitri del Milan Meani. “Sapevo che non era regolare ma lo facevo per mantenere buoni rapporti con le società soprattutto quelle più importanti e per sondare i loro umori”. Sulla questione arbitri e sorteggi si è scritto veramente tanto; ricordo la ricostruzione relativa alle presunte irregolarità affibbiate a Moggi, il quale nel corso di un intercettazione telefonica indovinò in anticipo l’arbitro di una gara importante; episodio che, per l’accusa, era chiaramente un fatto grave, ovvero una prova inequivocabile che Moggi sapeva in anticipo chi avrebbe arbitrato una determinata gara e che magari l’aveva pure scelto lui. Peccato che i solerti giudici non conoscessero affatto, all’epoca del processo e del dibattimento-lampo, il meccanismo di assegnazione degli arbitri per le gare di cartello, le fasce meritocratiche e tutto il resto (in pratica: se c’è una gara importante e ci sono tre arbitri Top designabili, di cui uno già assegnato ed uno non assegnabile per aver arbitrato una delle due squadre la domenica prima, è PALESE che sarà designato il terzo). Concetti semplici, che la maggior parte delle persone non conoscono e chi li conosce fa finta di essersene dimenticato. Ma chiudiamo, venendo al fatto unanimamente definito dalla stampa come “grave“: gli sms con i nomi degli arbitri designati partivano dal cellulare di Martino verso quello di Meani appena dieci minuti dopo il sorteggio. Avete capito bene? Il fattaccio grave è che questo Martino faceva da Televideo vivente a Meani come ad altri, comunicando con un messaggino l’arbitro già designato qualche minuto prima (o magari in contemporanea) rispetto al tempo necessario per leggerlo/sentirlo in TV. C’è bisogno di commentare ulteriormente?

http://www.radioradicale.it/scheda/290561/processo-a-luciano-moggi

 
 
 
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