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Un blog creato da tomthumb il 20/08/2007

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Romanticismo e cornacchie

Post n°134 pubblicato il 10 Novembre 2008 da tomthumb

Non ho mai mandato mazzi di fiori né veramente trepidato per cene a lume di candela e forse adesso mi pento di non aver ceduto a tutto quel romanticismo che mi sembrava di  maniera, l’armamentario di gesti teneri e di consuetudini  della Coppia, oddio, ho scritto questa parola.
Così deve essere, mi sembra di capire ora, uomini e donne devono lasciarsi abbacinare da quei miraggi del sentimento, arriverà pure  la delusione inevitabile ma nel frattempo la vita forse sembra meno intollerabile.
Ieri pomeriggio in un cielo azzurro un volo instancabile di cornacchie: gracchiavano e volteggiavano senza posarsi mai, grigie e nere nella luce crudele del sole ed io mi son fermato a guardarle per un po’.

Ho sempre sognato da solo, ho pensato con quel rumore incessante di uccelli volteggianti sopra la mia testa, ho sempre sognato da solo e la cosa buffa è che l’ho sempre saputo, senza tante illusioni, forse solo con un po’ di disperazione; guardavo intanto quegli uccelli che volavano irrequieti vicino a me, i loro becchi e le loro ali, sentivo il loro cupo gracchiare.

Loro ci sono sempre , mi sono detto, posso chiudere gli occhi e poi riaprirli ma non andranno mai via, voleranno sopra di me anche quando crederò di guardare un cielo sgombro, loro ci saranno sempre e faranno cra- cra, stupidi uccelli e stupido io.

Così mentre stavo fermo a pensare senza costrutto, ho ricordato improvvisamente quella vecchia dimenticata fotografia: io e i miei amici in montagna ed ognuno di noi congelato nella sua posa scherzosa, con una luce abbagliante che si riverberava sull’erba e sulle pietre, un istante di felicità consegnato al Tempo e quella cornacchia in volo sopra di noi inaspettatamente catturata dall’obiettivo, una macchia grigio-nera che disturbava appena, ma già qualcosa di simile ad un avvertimento, ad un inevitabile Et in Arcadia Ego.

Per quella strada deserta del pomeriggio invece non c’era nessuno e tutt’intorno erba ingiallita e quasi mi sarei aspettato allora che Lei arrivasse, comparendo dal piatto orizzonte con mantello nero, falce e tutto quanto (forse come Brancaleone  ci avrei pure dialogato) e quindi son rimasto ad aspettarla come in tanti miei sogni, sono rimasto ad aspettarla ma Lei non è venuta, ero pronto per un incontro veramente romantico, ma Lei si è sottratta e l’orizzonte è rimasto vuoto mentre nel cielo continuavano a volteggiare quegli stupidi uccelli.

http://it.youtube.com/watch?v=rAMdOlOWdqI

 
 
 
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