Sono innamorata di un chitarrista satanista e sconosciuto.
Non so chi sia, né da dove venga.
Gli ho solo sottratto gli occhi mentre mi guardava, catturato dalla luce rossa che involontariamente sembravo emanare.
Allora ero collegata a spessi tubi per la respirazione e tutto quello che mi teneva in vita era una sostanza bianco latte dalle portentose proprietà.
Mi ha richiamata dall’interno, corrompendomi nel derma, fin dentro i tessuti, attraverso il sangue.
Proprio mentre mi accingevo a varcare la soglia sospesa, salutata dai miei defunti.
Aveva il viso d’angelo e brandiva una croce capovolta.
Sorridergli è stata la prima cosa che ho fatto dopo mesi di incoscienza.
Perderlo, l’ultima della mia vita fin'ora.
Inviato da: sig.Rail
il 04/04/2013 alle 03:06
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