Ti trovi su un camion, con tanti altri come te: hai a malapena spazio per muoverti. Non sai dove vada, non hai scelto tu di salire: sai solo che viaggi da ore, forse da giorni, ti chiedi quando toccherai di nuovo il suolo. Hai fame.
Qualcuno dei tuoi compagni si è già ammalato: con fatica riesci a prendere sonno tra i lamenti, ma dura poco: il rumore brusco del freno ti sveglia di soprassalto. Scorgi un capannone in vicinanza: sarà forse la tua nuova casa?
Ti fanno scendere, finalmente puoi muoverti, ma nell'aria c'è qualcosa di strano.
E' un odore. E' sangue. Viene dal capannone.
Ti afferrano, ti spingono, istintivamente fai resistenza:lo senti, lì dentro c'è qualcosa di brutto. Hai paura, terrore.
I tuoi occhi si abituano in fretta all'oscurità, alle luci artificiali: adesso vedi. Vedi altri come te andare verso la fine. Ma consolati: se sarai fortunato, sarà questione di un attimo: una scossa e via, non ci sarai più. Non ti toccherà morire a poco a poco, la gola sgozzata, le tue viscere che colano sangue.
E poi, hai un altro motivo per gioire: quando non sarai più un coniglio, un agnellino, un maialino, ma semplicemente un piatto di carne, sarai trattato con tutti gli onori, i cuochi si daranno un gran daffare per darti un adeguato contorno.