Creato da soleincielo83 il 12/01/2010

Luce di Dio

NON AVERE PAURA ,LA PAURA E' UN SENTIMENTO CHE NON PORTA ALLA VERITA'

 

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Voi figli non dovete vivere all’oscuro di tutto

Post n°56 pubblicato il 13 Febbraio 2012 da soleincielo83

Mia amata, ecco la parola che discende ancora per portare la verità, parola che vuole incontrare il cuore di tutti per riscaldarli e per guidarli nella verità. La parola è, come un cibo che sostenga il vostro corpo, e Io che sono PADRE vengo per donarvi ciò che a voi necessita, per incontrarmi con voi nel vostro cuore e rimanerci. Miei figli questo tempo presente dona a voi una prospettiva di tutto ciò che da tempo vi ho preannunciato, anche questo tempo implacabile che nel suo freddo sta stringendo nella sua morsa intere popolazioni europee, tra cui anche la vostra Italia, preannuncia tutto quello che è stato profetizzato. I cambiamenti climatici già da tempo hanno modificato le condizioni delle temperature, infatti ora che le calotte polari si stanno sciogliendo, l’acqua dolce si sta riversando nell’oceano, per cui la densità salina diminuisce e questo comporta che le correnti calde che circolano e che favoriscono il non raffreddamento delle acque in molti paesi del mondo, rallentano il loro flusso di correnti calde, per cui questo comporta uno squilibrio e se queste correnti calde si fermano allora i modelli climatici incominceranno a mutare anche nella vostra Europa, poiché la stabilità dipende proprio dalla stabilità di quel calore che da equilibrio al clima di grande parte del mondo. Gli scioglimenti dei ghiacciai riversandosi negli oceani prevede anche l’innalzamento delle acque di tutto il mondo, per questo motivo quasi tutte le città costiere del mondo, isole comprese potrebbero essere sommerse. Queste cose voi le avete sentite molto spesso e anche i giornali parlano di queste cose, anche se nascondono la gravità di quello che è la realtà. Gli scienziati di tutto il mondo sono a conoscenza di questo scenario che è già in atto, ma lo nascondono per non incutere nell’uomo la paura del futuro, e anche i capi di stato non rivelano nulla ma sono allerta perché conoscono bene quello che sta succedendo con il cambiamento climatico. Questo che sta succedendo in questi giorni è un preannuncio di ciò che l’uomo con la sua disattenzione ha provocato alla madre terra, il gelo che state vivendo e che persiste, preannuncia che molte condizioni stanno cambiando, ed è un modo per far capire all’uomo di svegliarsi e di rendersi conto del pericolo che sta correndo se non mette il freno a tutto. Anche la natura avverte l’uomo, ma è l’uomo che si rende sordo e cieco pur di fare quello che crede utile per se stesso. La minaccia più grande per l’uomo non sono gli eventi, ma quello che l’uomo stesso è capace di compiere nel suo disamore. Gli esperimenti sul clima hanno reso instabile ogni previsione, hanno reso instabile lo stesso equilibrio naturale, per cui tutto può succedere, perché è l’uomo che ha innestato questa miccia cosi esplosiva e ora deve aspettarsi di tutto. Ma voi figli non dovete vivere all’oscuro di tutto, voi dovete capire che tutto succede per far capire all’uomo che è vicino ad eventi ancora più grandi di questo,ma voi sapete che sarete guidati dalla mia mano potente per farvi superare tutto quello che il mondo invece vivrà. Figli, voi dovete capire che si può salvare solo chi ha la conoscenza dentro di se, perché nessun posto è sicuro, anche se gli stolti credono di costruirsi posti dove potranno salvarsi solo quelli che i potenti hanno deciso di salvare,perché l’unico posto sicuro è dentro di voi, li vi sarà DIO grandioso e potente che farà da barriera contro ogni cosa terribile attorno a voi. Nella lettera di san Paolo si legge che i vivi saranno rapiti nel cielo per incontrare DIO. Poi continua e dice: ecco vi annunzio un mistero, non tutti, moriremo, ma tutti saremo trasformati in un batter d’occhio al suono dell’ultima tromba…1 cor 15,51-54 Figli da tempo sto parlando di tutto ciò, e vi ho preparato a questo incontro con ME, il rapimento è il ritornare allo stadio di come eravate prima di scendere nella vostra carne imperfetta, e voi che siete dei predestinati a conoscere queste cose dovete entrare nelle parole di Paolo per capire che quello che state vivendo è proprio una preparazione a tutto ciò, è una preparazione a diventare perfetti per riuscire a varcare la porta dell’infinito spirito, dove esiste la vostra deità. Per arrivare a questa conquista però si deve essere coerenti alle mie parole, viverle dentro il cuore cercando di modificare la parte umana imperfetta, un impegno che costa anche sacrificio e annullamento di se stessi,ma alla fine quello che potrete ricevere è veramente una grandezza inverosimile, che nessun altro uomo vivrà. In questo momento il male è riuscito a minare la fede degli uomini ed è riuscito a demolire le fondamenta della chiesa stessa. A Fatima questo fu il monito di Maria nel suo segreto che la chiesa non ha mai rivelato. Figli che profitto potrà mai avere un uomo nel guadagnare il mondo intero, se perde la sua anima immortale?” Se un uomo perde la propria anima per colpa del nuovo orientamento nella Chiesa, del Nuovo Ordine Mondiale, dell'Unica Religione Mondiale o per la promessa di pace e prosperità nel mondo, non ne trae alcun vantaggio, dato che brucerà all'inferno per tutta l'eternità. San Giovanni vi dice cosa può sconfiggere il mondo: la fede. Pertanto, se il mondo vuole sconfiggere la Chiesa, deve prima sconfiggere la vostra Fede in CRISTO che ha depositato nelle mani dei suoi credenti la verità della vita. La Madonna a Fatima ha parlato del dogma della Fede che verrà conservato per sempre in Portogallo e non semplicemente “la Fede” perché specificare il dogma di fede? Perché questo sarà il bersaglio costante dell’attacco all’interno della chiesa stessa, e questo è stato preannunciato anche nella sacra scrittura dove è scritto: sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e portenti per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti”. Ma che cos'è dogma? Il dogma è ciò che è stato definito infallibilmente dalla Chiesa su ispirazione dello spirito santo. Ma dogma per eccellenza è proprio la rivelazione di Cristo risorto e di Maria madre di Dio, dell’Eucarestia che si trasforma in corpo e sangue di Cristo. La parola infallibile significa un qualcosa che “non può fallire”, una definizione che non può essere sbagliata. Per cui diventa verità che CRISTO è vero uomo e vero Dio, che è risorto e che nel pane e nel vivo egli si trasforma, queste sono le fondamenta che reggono la chiesa stabilite da CRISTO e donata agli apostoli suoi successori per portare al mondo le verità di questa fede. Credere in CRISTO non significa credere in un uomo straordinario, ma significa credere nella perfezione di CRISTO che ha conquistato con la sua resurrezione annunzio di quello che l’uomo può fare in se stesso se fa morire l’uomo vecchio per dare spazio allo spirito di DIO. Ora se vi sono movimenti che portano avanti che nella comunione Cristo è presente momentaneamente, per cui il pane nel momento che si prede è sacro poi è solo pane, tutto ciò tende a modificare tale verità, e a contraddire l’insegnamento di CRISTO che ha istituito nella cena l’Eucarestia per essere sempre presente nella vita dell’uomo fino alla fine di tutto. San Paolo disse: “ se anche noi stessi od un angelo dal Cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anatema!” (Gal. 1:8). Ora riflettete su queste parole se la madre del cielo ha invitato a mantenere saldi i dogmi della fede, tutti siete chiamanti a salvaguardare la fede vera, e potete arrivare a dare anatema ad un vescovo, un cardinale e allo stesso papa se egli contraddice gli infallibili insegnamenti di cristo. La verità è ciò che Dio e il Suo Cristo hanno rivelato nella Sacra Scrittura, per cui siete tutti tenuti a combattere contro le eresie che si diffondono all’interno della chiesa stessa. Il permesso di ricevere la comunione nelle mani è stato concesso sotto la pressione di moltissimi cardinali e vescovi nel mondo, già deviati, con una una clausola molto ben precisa, che tutto ciò non indeboliva la fede nella presenza reale di Cristo, e non permetteva di mancare il rispetto alla divinità che si nascondeva nelle spoglie del pane. Ma purtroppo è proprio questo ciò che accaduto, come potete vedere ogni giorno proprio nelle chiese. Se si perde il rispetto per il Santissimo allora si può anche non genuflettersi davanti alla presenza del santissimo,visto che il Cristo non rimane nell’Ostia. Quando si entra in chiesa bisogna guardare il Santissimo come punto primario di attenzione perché è li che vive Cristo, ma se non vi è perché prestare attenzione al tabernacolo? La verità del dogma di fede donata da Cristo e che nel santissimo sacramento vi è la reale presenza di DIO, Corpo, Sangue, Anima e Divinità Cristo, sotto forma di pane. L'erroneo messaggio al fedele che viene dato è che il Santissimo Sacramento non sia così importante e che sia semplicemente pane, e tutto ciò contribuisce al concetto eretico secondo cui in Esso non vi è la Presenza Reale di Dio. Anche spostare il tabernacolo in un’altra stanza è una condizione eretica, perché il fedele guarda solo il sacerdote e si mette in evidenza solo lui, come se è più importante di CRISTO stesso. Se MARIA ha insistito tanto sui pericoli che minacciano la chiesa significa che vi è un avvertimento divino contro il pericolo di alterare la fede , nella Sua liturgia, la Sua teologia e la Sua anima. Oggi in un mondo civilizzato si rinnega DIO e la chiesa stessa dubita di DIO e è arrivato il tempo in cui l’uomo crede che è diventato DIO, ma non lo perché nella sua superbia egli proclama le non verità. La coda del drago sta spazzando via dal loro stato di anime consacrate un terzo della anime, con le eresie e anche con l’immoralità. La coda del drago ha trascinato tanti elementi del clero nelle profondità della più abbietta immoralità. Per questo motivo sta venendo a mancare la credibilità di tanti preti che onorano i propri voti e mantengono salda la propria e l'altrui fede, e con loro viene a mancare la fiducia nella Chiesa come istituzione. Anche se esiste la buona dottrina e la buona pratica di quei pochi che credono e sono rimasti fedeli alla verità, i benefici che ne risultano vengono azzerati dal momento che la corruzione morale strumentalizzata dai nemici della Chiesa, sottomina la stessa credibilità della Chiesa stessa agli occhi di numerose persone. Figli ricordatevi che se ho mandato MARIA a dare un avvertimento molti anni prima che questa crisi si verificasse, è perché come Padre volevo dare a tutti gli uomini i mezzi per evitarla tramite le Sue richieste a Fatima. L'elemento chiave del crimine commesso contro l'umanità e contro Fatima risiede proprio in questo:nell'aver privato la Chiesa degli avvertimenti contenuti nel Terzo Segreto, nell'aver nascosto la profezia di apostasia, rendendo colpevoli i veri promotori di quel nuovo orientamento della Chiesa permettendole di essere invasa dai suoi nemici, di aver quindi,di fatto,impedito ai fedeli di capire la cause di tutto ciò e di averli privati delle armi necessarie per combattere. Su queste basi dovete meditare come la chiesa stessa sta portando a deragliare la chiesa, perché dall’interno non hanno preso sul serio le parole di MARIA quando tutto presagiva che il male si era infiltrato nelle file della chiesa, e stava cercando di distruggerla dall’interno di essa. In una nave tutti sono chiamati a combattere e a vivere la verità su cui è fondato tutto come un albero maestro su cui sono attaccate le vele per la rotta, se si lascia che si intacchi l’albero maestro allora la nave può anche distruggersi in se stessa. Voi che avete ricevuto le verità sacrali, fondata sul sacramento di Cristo, vero fondamento della fede di colui che vuole resuscitare per ritornare a essere uomo nuovo. Queste sono le verità che voi dovete difendere e il vangelo che le custodisce, perciò vi chiedo di leggere attentamente il vangelo e le fondamentali verità che DIO ha istituito dentro il cuore di chi nello spirito si aprirà alla vita. Con queste parole vi custodisco nella verità infallibile della vostra nuova realtà divina e nelle mie parole vivete fino ad arrivare al compimento di tutto. Cosi sia.. nel Mio Nome Santo…amen..amen..

 
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champions_3
champions_3 il 13/02/12 alle 23:21 via WEB
"LA FINE DEI TEMPI" Apocalisse 8. IL SETTIMO SUGGELLO - LE QUATTRO PRIME TROMBE E quando l'Agnello ebbe aperto il settimo suggello, si fece silenzio nel cielo per circa lo spazio di mezz'ora. Colla rottura del settimo suggello il libro dell'avvenire è interamente aperto. Del suo contenuto una parte sola è stata rivelata al veggente; un'altra lo sarà nella nuova serie di visioni che s'inizia coll'apertura dell'ultimo suggello e altre ancora lo saranno quando avrà sonato la settima tromba. A significare l'intensa aspettazione colla quale gli spiriti angelici ed umani seguono lo svolgersi del piano di Dio sulla terra, specialmente nei momenti che paiono decisivi, si fece silenzio nel cielo, quando il Cristo ebbe aperto l'ultimo suggello, e quel silenzio solenne si protrasse per circa mezz'ora. Tace la gran voce di lode dei riscattati, tacciono i cori degli angeli tutto è raccoglimento e adorazione silenziosa. 2 E io vidi i sette angeli che stanno in piè davanti a Dio, e furon date loro sette trombe. Lo stare in piè o il tenersi davanti a Dio è l'atteggiamento di chi è al servizio o agli ordini immediati di Dio. L'angelo che annunzia la nascita del precursore e poi del Cristo dice a Zaccaria: 'Io son Gabriele che sto davanti a Dio e sono stato mandato... ad annunziarti...' Luca 1:19. Il modo in cui si parla qui dei sette angeli a cui son date le trombe che daranno il segnale dei giudici di Dio, mostra che si tratta di arcangeli, o quanto meno di angeli di un ordine molto elevato. Il vederli muniti di trombe e pronti a dare dei segnali accresce in tutti l'aspettazione. I fedeli però devono aver la certezza che Dio, nello svolgere il suo regno, tiene conto delle preghiere ch'essi fanno salire dinanzi a Lui, specialmente nei tempi della lor distretta. E questo fatto è messo in rilievo in Apocalisse 8:3-5. 3 E un altro angelo venne e si fermò presso l'altare, avendo un turribolo d'oro; A motivo delle funzioni sacerdotali compiute da quest'angelo, alcuni interpreti hanno creduto che si trattasse del Signor Gesù, il Mediatore tra Dio e gli uomini, per i meriti e l'intercessione del quale le preghiere dei credenti possono essere esaudite. Ma perchè sarebbe allora designato come un altro angelo, diverso dai sette, ma pur sempre spirito creato e ministratore come loro? D'altronde le preghiere dei fedeli, secondo l'ordine di Gesù, sono state fatte 'nel suo nome'. L'angelo compie un servizio, i profumi che deve far fumare sull'altare gli son dati per ordine di Dio, e l'atto che compie è destinato a mettere in evidenza un fatto: 'che, cioè, nel modo e nel momento opportuni, Dio risponde al grido che sale dalla sua Chiesa tribolata ad implorare la liberazione, la fine del regno del male. L'altare qui mentovato pare essere quello dei profumi, che nel tempio terrestre era posto davanti all'arca. Nel turribolo c'è la brace che l'angelo verserà sull'altare e sulla quale spargerà i profumi che gli son dati. e gli furon dati molti profumi affinchè li unisse alle preghiere di tutti i santi sull'altare d'oro che era davanti al trono. Il greco porta: 'affinché li desse alle preghiere...' a significare ch'è venuto il momento in cui Dio accoglie benignamente le preghiere dei suoi, per esaudirle. All'apertura del quinto suggello s'erano udite le anime dei martiri che chiedevano giustizia e s'era lor detto di pazientare ancora un poco. Qui si parla delle preghiere di tutti i santi, non dei soli martiri. E la chiesa intera che grida a Dio e l'atto dell'angelo può rappresentare il consenso degli spiriti celesti, il loro Amen alle preghiere dei santi. Cfr. il loro 'amen' alle lodi dei riscattati Apocalisse 7:12. Non è questione qui di intercessione degli angeli come ad es. in Zaccaria 1:12; ma l'intercessione di quegli spiriti che seguono con tanta simpatia le sorti del regno di Dio sulla terra e son «mandati a servire a pro di quelli che hanno ad eredar la salvezza» Ebrei 1:14, non giustificherebbe per nulla un qualsiasi atto d'adorazione a loro rivolto. Se c'è un libro che condanni esplicitamente l'adorazione della creatura, questo è l'Apocalisse. Cfr. Apocalisse 19:10; 22:8-9. 4 E il fumo dei profumi, unendosi alle preghiere dei santi, salì dalla mano dell'angelo al cospetto di Dio. Dice lett.: 'il fumo dei profumi salì alle preghiere... davanti a Dio', cioè avvolse le preghiere, unendosi ad esse per mostrar ch'esse erano gradite e che stavano per essere esaudite. 5 Poi l'angelo prese il turribolo rimasto vuoto accanto all'altare e l'empì del fuoco dell'altare, ossia della brace su cui era stato arso l'incenso, e lo gettò sulla terra e ne seguirono tuoni e voci e lampi e un terremoto. Sono questi gli emblemi ed i segni precursori dei giudizi divini che stanno per colpir la terra. Un simbolo analogo serve ad annunziare la ruina di Gerusalemme nella visione d'Ezechiele 10:2. Però i giudizi di cui le trombe daranno il segnale non sono ancora definitivi; essi sono più gravi di quelli rappresentati dai suggelli, ma mirano pur sempre ancora a produrre negli uomini, mediante i dolori che cagionano, il ravvedimento. Purtroppo l'ostinazione dei peccatori frustra l'intenzione divina, come si vede in Apocalisse 9:20-21. 6 E i sette angeli che avean le sette trombe si prepararono a sonare. I tuoni e i lampi li avvertono ch'è giunto il momento in cui dovranno dare i loro segnali. 7 I giudizi che tengon dietro al suono delle trombe formano due gruppi come quelli connessi coi suggelli Apocalisse 6. Nelle due serie, i primi quattro presentano analogie speciali fra loro e così pure i tre ultimi. All'apertura dei primi suggelli si vedono apparire i quattro cavalieri; al suono delle prime quattro trombe, dei flagelli colpiscono la terra, il mare, le acque dolci e i luminari celesti. «I varii mezzi accessori naturali dell'esistenza umana sono devastati o convertiti in veleno: la terra e i suoi prodotti son devastati dal fuoco; il mare è mescolato a sangue e le navi, così utili all'uomo, son distrutte; le fonti e le correnti d'acqua, refrigerio importante della vita, sono avvelenate e cagionano la morte di chi ne beve; le naturali lampade celesti si oscurano» (Alford). I flagelli che tengon dietro alle tre ultime trombe non colpiscono più soltanto i mezzi dell'esistenza; ma colpiscono direttamente la vita degli uomini e sono distinti dai quattro primi dall'aquila volante che li chiama dei guai Apocalisse 8:13. Questi flagelli offrono parecchie rassomiglianze colle piaghe mandate sull'Egitto e destinate ad ottener, per amore o per forza, la liberazione d'Israele. V'è anche qui un crescendo nella gravità dei giudizi divini di fronte alla crescente ostinata empietà che resiste agli appelli di Dio. Nell'Apocalisse questa crescente gravità dei flagelli non si osserva soltanto nella serie annunziata dalle trombe; ma se si paragonano fra loro le tre serie di giudizi connesse coi sette suggelli, colle sette trombe e colle sette coppe, si vedrà che mentre i cavalieri hanno podestà sopra la quarta parte della terra Apocalisse 6:8, i flagelli delle trombe colpiscono la terza parte della terra, del mare ecc., e quelli che seguono le coppe versate sulla terra Apocalisse 16 sono assai più radicali: ogni essere vivente nel mare perisce, le acque dolci diventano sangue, il sole brucia gli uomini, il regno della bestia diventa tenebroso... A misura che aumenta l'empietà umana, i giudizi di Dio diventan più severi. Da quanto siamo venuti dicendo si vedrà che non possiamo accettar l'opinione di chi interpreta i flagelli delle quattro prime trombe come dei simboli delle invasioni dei Barbari che rovesciarono l'impero romano d'occidente nel quinto secolo: di Alarico coi Goti, di Radagasio coi Vandali (1a tromba), di Genserico conquistatore dell'Africa romana e delle isole mediterranee (2a tromba), di Attila cogli Unni che passa il Danubio, il Reno, e devasta la pianura del Po (3a tromba), di Odoacre cogli Eruli che dichiara abolito il titolo d'imperatore d'occidente (4a tromba). Interpretazioni di questo genere sono costrette o a far violenza al testo per piegarlo agli eventi storici, o a far violenza alla storia per piegarla al senso del testo. Quanto alle interpretazioni allegoriche, crediamo che il gran numero e la varietà di esse, uniti al fatto che l'immaginazione vi ha di solito larghissima parte, consiglino la massima prudenza nell'accoglierle. Siccome la prima serie di giudizi ci ha condotti, col sesto suggello, in vista del 'gran giorno dell'ira' e la seconda serie, colla settima tromba Apocalisse 11:15-19 ci conduce parimenti fino alla soglia del giudizio Apocalisse 11:18, ne segue che i flagelli della seconda serie cadono sopra una parte almeno del campo coperto dalla prima; ma il fatto ch'essi sono più gravi dei primi e appariscono nella visione come una serie posteriore, induce a credere ch'essi si riferiscano ad un'epoca più avanzata dello svolgimento del piano divino, epoca in cui anche il male è cresciuto in seno alla parte ribelle dell'umanità. E il primo suonò, e vi fu grandine e fuoco, come nella settima piaga d'Egitto Esodo 9:24, mescolati con sangue forse a significare che il flagello cagionerebbe distruzion di vite com'era avvenuto in Egitto, che furon gettati sulla terra Nulla nel testo lascia supporre che si debba restringere il senso della parola 'terra' ad una parte minima della superficie terrestre, come sarebbe ad es. la Palestina od anche il territorio dell'impero romano d'occidente. L'angelo getta del fuoco dell'altare dal cielo 'sulla terra' Apocalisse 8:5; l'aquila annunzia dei guai 'a quelli che abitano sulla terra' Apocalisse 8:13; le locuste hanno il potere di danneggiar, sulla terra, 'gli uomini che non hanno il suggello di Dio' Apocalisse 9:4; la cavalleria che passa l'Eufrate è mandata ad «uccidere la terza parte degli uomini» e «il resto degli uomini» non si ravvede dalla sua idolatria nè dai suoi misfatti Apocalisse 9:15,20-21. Tutte queste espressioni portano ad intendere in senso molto largo la 'terra' di cui si parla. e la terza parte della terra fu arsa, s'intende la terza parte della superficie, e la terza parte degli alberi fu arsa, ed ogni erba verde fu arsa. Mentre nella settima piaga d'Egitto la grandine era quella che danneggiava persone e cose, qui è il fuoco che dissecca e consuma tutta la vegetazione erbacea necessaria all'alimentazione del bestiame nonchè dell'uomo, e consuma una proporzione considerevole anche degli alberi che sono più resistenti alle fiamme. La distruzione è parziale, non totale, perchè 'nella sua ira, Dio si ricorda ancora di aver pietà' Habacuc 3:2 e vuol dar luogo al ravvedimento. 8 Poi suonò il secondo angelo e una massa simile ad una gran montagna ardente (lett.: e come una gran montagna ardente di fuoco) fu gettata nel mare; Si tratta non di una vera montagna nè di un vulcano, ma di una massa infuocata avente le dimensioni d'una montagna. L'espressione 'fu gettata nel mare' pare accennare ad un corpo celeste che piomba dall'alto. e la terza parte del mare divenne sangue La prima piaga che colpì l'Egitto consistè nel mutamento in sangue delle acque del Nilo e dei suoi canali, talchè il pesce morì Esodo 7. Della seconda coppa si dice in Apocalisse 16 che «l'angelo la versò nel mare ed esso divenne sangue come di morto, ed ogni essere vivente che si trovava nel mare morì». Qui il giudizio è meno grave e colpisce solo una terza parte della superficie liquida - giacchè tale dev'essere il senso della «terza parte del mare». 9 e la terza parte delle creature viventi che erano nel mare morì, cioè, quelle che erano nei mari colpiti. e la terza parte delle navi perì. Non si dice per quale ragione, ma si può supporre che siano state colpite dalla massa infocata o colate a fondo o fatte naufragare dallo sconvolgimento prodotto da quella massa. «Questo giudizio colpisce il mare, le creature viventi in esso, le navi che lo solcano, ch'è quanto dire un'altra fonte dell'alimentazione, il mezzo col quale i popoli giungono alla ricchezza, alla prosperità. Tutto questo si perde o si muta in cosa nauseabonda colla trasformazione in sangue delle acque marine» (Bonnet). Non mancano anche qui le interpretazioni allegoriche. Secondo gli uni la montagna ardente sarebbe Satana infuriato, il mare le nazioni, i pesci periti i cristiani perseguitati e uccisi, le navi le congregazioni sparite. Secondo altri la montagna è una grande eresia, come sarebbe l'arianismo o il pelagianismo, che piomba nel mar della Chiesa, ne corrompe la vita, cagionando perdizione alle anime e rovina alle singole comunità. Secondo altri ancora la montagna ardente è la Chiesa invasa dal fanatismo che accende le guerre di religione e avvelena la vita cristiana del popolo, tutto il benessere sociale. Come saggio d'interpretazione storica si può citare ancora questa: Il mare è quello di Galilea che rappresenta la Palestina, la montagna è Vespasiano, i pesci sono i Giudei, le navi son le città distrutte della Palestina; o quest'altra: la montagna rappresenta la migrazione dei popoli di cui le invasioni barbariche sono l'esempio tipico, e che sconvolgono la vita delle nazioni, devastando e distruggendo beni e vite. Si potrebbe continuare, ma bastano questi esempi a mostrare quanto vi sia di arbitrario in questi sistemi d'interpretazione. 10 Poi sonò il terzo angelo, e cadde dal cielo una grande stella ardente come una torcia; e cadde sulla terza parte dei fiumi e sulle fonti delle acque. La descrizione della grande stella fa pensare a una cometa o ad una meteora che frazionandosi lascia cadere i suoi frammenti qua e là su di una parte dei fiumi e delle fonti la cui acqua è indispensabile alla vita. I fiumi e i rivi che bagnano la terra e sono mezzi importanti di comunicazione tra gli uomini, non sono meno utili del mare. 11 Il nome della stella è Assenzio; e la terza parte delle acque divenne assenzio, divenne amara come l'assenzio; e molti uomini morirono a cagione di quelle acque, perchè eran divenute amare. Nell'Antico Testamento l'amaro e il velenoso sono spesso accoppiati per non dire identificati. In Geremia 23:15 l'Eterno minaccia i falsi profeti di abbeverarli di assenzio e di dare loro da bere delle acque attossicate e in Deuteronomio 29:18 si legge: 'non siavi tra voi radice alcuna che produca veleno e assenzio'. In se stesso l'assenzio non è un veleno, ma non è men vero che delle acque amare per l'uso ordinario non possono a meno di produrre malattie e morte. L'interpretazione cosidetta storica ha veduto nella stella un condottiero giudeo, ovvero Attila re degli Unni; l'interpretazione allegorica vi scorge gli eretici in genere o qualche lor capo. «La stella Assenzio, dice De Perrot, rappresenta un dottor cristiano che abbandona il cielo limpido della rivelazione cristiana e colla sua deplorevole caduta, coll'insegnar la menzogna e l'errore, avvelena l'acqua viva della Parola di Dio. I falsi dottori rendono amara come l'assenzio quell'acqua ch'è più dolce del miele. L'eresia cagiona la morte delle anime e, nel senso letterale, le eresie hanno fatto scorrere rivi di sangue...E la terza tromba seguita a sonare ai giorni nostri, poichè ogni spirito che non confessa Gesù Cristo venuto in carne non viene da Dio, ma è spirito anticristiano». 12 Poi sonò il quarto angelo, e la terza parte del sole fu colpita e la terza parte della luna e la terza parte delle stelle, affinchè la loro terza parte si oscurasse e il giorno non risplendesse per la sua terza parte e lo stesso avvenisse della notte. Le tenebre complete durate tre giorni costituirono la nona piaga sull'Egitto Esodo 10:21-23, e nei profeti si parla spesso di oscuramento della luce del giorno. Cfr. Amos 8:9; 5:20; Gioele 2:30-31. Non è facile dire se l'oscuramento dei luminari si riferisca a una diminuzione costante di un terzo della loro luce ovvero si riferisca all'oscuramento durante una terza parte del giorno e della notte. E vano poi il cercar la ragione fisica di un tale fenomeno. L'interpretazione storica scorge qui la fine dell'impero romano d'occidente coll'abdicazione di Romolo Augustolo. L'interpretazione allegorica vi vede una ecclissi straordinaria che oscura il sole della rivelazione divina, la luna della sapienza umana e le stelle (i conduttori) della Chiesa cristiana. 'Dopo l'eresia, osserva De Perrot, è l'ignoranza che viene ad assalir la Chiesa del Salvatore, un oscuramento spirituale che caratterizzò per lungo tempo la Chiesa del medioevo. Al tempo di Carlomagno molti preti non sapevano più leggere nè scrivere. Prima della Riforma le masse non conoscevano più che i primi elementi del cristianesimo, mentre le grandi verità cristiane eran cadute nell'oblio'. Stimiamo più sicuro il considerar i quattro flagelli annunziati dalle quattro prime trombe come dei castighi che colpiscono la dimora, i mezzi di sussistenza, le cose che allietano la vita degli uomini, e ciò col fine di trarli a, pentimento, secondo Apocalisse 9:20; ad un tal fine non ci pare che siano adatti il fanatismo, l'eresia e l'ignoranza del Vangelo. Coi critici che trovano prive di risalto e superflue le quattro prime trombe, e le considerano come un'aggiunta posteriore al testo originale, crediamo inutile discutere. 13 E guardai e udii un'aquila che volava in mezzo al cielo, in alto così da esser veduta e udita da tutti, e diceva con gran voce: Guai, guai, guai a quelli che abitano sulla terra, a cagione degli altri suoni di tromba dei tre angeli che debbono ancora suonare! C'è chi vede nell'aquila l'emblema del Veggente di Patmo il cui sguardo profetico scruta l'avvenire; ma di solito l'aquila è piuttosto l'emblema del giudizio di Dio che piomba sugli uomini come l'aquila sulla sua preda. Cfr. Deuteronomio 28:49; Habacuc 1:8. «C'è turbamento nella natura; ma finora gli uomini non sono stati colpiti che indirettamente; ora tre Guai speciali annunziati a parte, stanno per piombar su di loro. Un'aquila li proclama» (Allo). AMMAESTRAMENTI 1. 'Quel silenzio di mezz'ora nel cielo mi è sempre parso una delle cose più sublimi della Scrittura'. Così scriveva un pio teologo del secolo scorso. Quel raccogliersi degli spiriti celesti nell'adorazione e nell'attesa, in uno dei momenti più decisivi della storia del regno di Dio, deve insegnare a noi, creature così agitate, così facilmente distratte, il raccoglimento in presenza delle rivelazioni di Dio per meditarle, il raccoglimento in presenza delle opere di Dio nella natura e nella storia per adorare il loro Autore, il raccoglimento in presenza delle vie di Dio riguardo a noi stessi. Non per nulla Dio ci dà la calma della sera e il silenzio delle notti, il riposo santo della Domenica e i tempi della prova in cui ci chiama a rientrare in noi medesimi e ci parla, nel raccoglimento dell'anima, a tu per tu. 2. Le preghiere dei santi non sono sempre esaudite subito nè nel modo ch'essi desiderano; ma non sono mai perdute se sono conformi ai santi disegni di Dio. Perciò il Signor Gesù ha insegnato che i suoi devono 'del continuo pregare e non stancarsi'. Viene il momento in cui le lor preghiere sono gradite a Dio come un profumo soave ed Egli le esaudisce. La scena dell'angelo che avvolge nella nube dell'incenso datogli le preghiere dei santi, lungi dall'inculcare il culto degli angeli, c'insegna ch'essi, quali conservi dei cristiani, sono di cuore con loro nel chiedere a Dio di stabilire il suo regno e ci fanno vedere «che le fervide preghiere degli angeli e dei santi hanno per effetto di affrettar l'esecuzione dei giudizi di Dio e il compimento dei suoi disegni misericordiosi» (De Perrot). 3. Quando le leggi che Dio ha date alla natura operano in modo regolare, che la luce del sole è degli astri piove gradita sulla terra, che i commerci attivati mediante le comunicazioni per mare e per fiumi prosperano recando all'uomo ogni sorta di beni, che Dio manda dal cielo le pioggie e le stagioni fruttifere dando ai mortali abbondanza di cibo e di letizia Atti 14:17, l'uomo dimentica facilmente il Datore supremo e si fa di quei beni e dei godimenti che procurano altrettanti idoli. A scuoterlo dal suo torpore spirituale, Dio lo priva per un tempo di quei beni e gli fa sentire che, ad un suo cenno, quella regolarità che gli sembra immutabile della natura può essere d'un tratto sconvolta, affinchè gli uomini imparino ad adorare il loro Creatore ed a cercare in Lui solo la loro pace e la loro felicità. Cordialmente,Antonio.
 
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Se ti fermi a guardare IL FINITO, L’IMPERFETTO, SE TI FERMI A RACCOGLIERE IL DOLORE, SE TI FERMI A PARLARE CON IL DOLORE, ESSO APRIRA’ DAVANTI A TE SOLO UNO SPAZIO DOVE LE OMBRE SI MUOVONO e l’ombra rappresenta l’incognita;  ma se ti fermi a raccogliere il Mio pensiero, se ti fermi a parlare con l’amore che esso possiede, queste ombre si dileguano e sentirai il mio calore avvolgerti, accarezzare la tua anima.

 

Ecco, questo è l’uomo perfetto che IO desidero, l’uomo che innanzi tutto si è saputo vedere e riconoscere lontano da ME, ma che ha fatto di tutto, per accorciare le distanze, fino a sentire il calore del mio amore, invaderlo e accoglierlo. La vostra paura nasce dall’incertezza e l’incertezza porta l’uomo a condurre sentieri sbagliati: la paura si combatte con la fiducia e l’incertezza con la convinzione che IO posso essere quella mano che vi può condurre oltre il vostro buio, oltre ogni vostra fragilità.

 

“Nella preghiera del Padre Nostro si recita: non ci indurre in tentazione. Questa frase che Io ho inserito significa una cosa sola: non che DIO ci induca alla tentazione, ma ho voluto insegnare che vi deve essere un rapporto tra Padre e Figlio molto stretto, dove il figlio chiede al Padre di non lasciarlo solo nella prova, di non lasciarlo solo quando il male viene a tentarlo e vuole separare il suo cuore dal suo”

 

L’uomo cammina su sentieri tortuosi, ma non si accorge che il mio sguardo è sempre poggiato sul suo capo e che quando IO sembro lontano, in realtà, sono più vicino che mai.

 

Non dimenticare che il grano e gramigna crescono insieme, sotto lo stesso sole, sulla stessa terra, ma poi viene il tempo della separazione, affinché l’erba cattiva non soffochi l’erba buona, perché ricorda, che mai il tuo Dio abbandona l’uomo giusto, mai il tuo Dio può lasciare il suo uomo nella tempesta, ma la mia mano, per amore del giusto si alza e ordina ai venti di placarsi e al sole di tornare a risplendere.

 

 

“Guarire i cuori affrantisignifica: portare consolazione a tutti gli uomini, aiuto e lo spirito di verità affinché la loro fede e la loro fiducia in Dio cresca ed  si possa  istaurare il regno promesso da Dio per l’uomo.

 

 

Il giusto non è solo colui che compie la volontà del Padre,

 il giusto non è solo colui che opera per mezzo della fede,

 il giusto è colui che cammina ancora, dopo tanto tempo e tanta fatica,

 per amore, con coraggio e forza, perché questa forza non appartiene alle vostre membra,

ma mi viene data in conformità alla vostra volontà.

 

 

 

 

 

Vedete sulla terra possono nascere  bambini che hanno degli handicap,  e tutto ciò è fonte di dolore sia per chi è genitore e per lo stesso  bambino che vive quella vita molto diversa dagli altri,  ma pensate che  l’amore di DIO abbia voluto  che  la sua creatura  possa essere cosi diversa da tanti? Eppure esiste la diversità, esiste la sofferenza e  solo elevandovi dalla terra capirete che quelle creature  sono un dono di DIO, perché portano a chi le accoglie una grazia particolare e la vita su questa terra è solo un piccolo percorso, poi quando essi rientrano  nella dimensione  del cielo, essi   si ritrovano a  vivere ugualmente ad altri,  in una perfezione indicibile, e qui si capiscono le parole del CRISTO: BEATI I POVERI DI SPIRITO, perché sono proprio queste persone  che hanno sofferto che possono dare  una conoscenza in più alle tante anime che  sono qui e hanno avuto una vita  molto diversa.

 

 
 

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