PIANGO IL TEMPO
Si sta consumando il tempo
bruciato da un fiume di luce
alla frequenza d'un lampo
magnetismo che seduce.
Muore racchiuso in gocce d'ambra
passa corre e non s'arresta
lo colgo nel progredir dell'ombra
che si allunga e sposta lesta.
Nell'aumento di calore
nel regredire lui stesso
col sol in poche ore
nel fuoco spento d'un astro basso.
Piango quel tempo perso
sfuggito da mani che mai l'han preso
lacrime che scorrono di traverso
a rigare il cuore dal nulla emerso.
Tempo sfuggito dalla vita
diretto verso il nulla eterno
ma non si contano sulle dita
i giorni che conducono all'inverno.
Quell'inverno d'anima
che ad espiar le colpe
pregherà con l'occhi la cima
cercando pretesti e discolpe.
Ci sarà tempo per un paradiso
di angeli celesti e piume
dove regna solo il sorriso
di riso ne scorrerà un fiume.
LDC@2012