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QUELLO CHE IO SONO
Post n°19 pubblicato il 12 Dicembre 2009 da golia.76
Chiuso nel mio mondo, alzai la testa e nella nera notte vidi una luce lontana. Intorno a me fuoco e fiamme, dentro me l'eterno calore che brucia per passione. Chiuso nel mio angolo, silente e perso nei miei pensieri dannati, alzavo sempre il capo. Fissavo quella luce, sembrava mi chiamasse. Solo, soffrivo. Per rabbia del mio vivere, stringevo inconsciamente i pugni tanto da lacerarmi la pelle, sanguinavo senza sentir il dolore. Le mie scelte opprimevano le mie sensazioni. Le mie emozioni erano offuscate da quel nero manto che copriva il mio mondo. Quella luce mi chiamava, ero troppo preso dalla mia colpa di innocenza, per rispondere. Quando in un impeto di follia mi alzai da quel terreno arido, urlai il mio amore con il silenzio del mio dolore. Rabbia, rancore, odio, amore, passione, perdizione.... Le fiamme che mi circondavano, vennero spazzate via dall'Inferno che avevo dentro. Risposi a quella luce, mi attirò e io finalmente ritrovai le mie nere ali. Compresi. Sono il Diavolo del mio Inferno. Volai verso la luce, che come una carezza mi sfiorava il viso. Sentivo il vento accompagnare il mio viaggio, come un amico che ti sostiene nel momento del bisogno. Pensavo alla pace di un bambino che non conosce la vita. Giunsi dinnanzi a cancelli d'oro e figure splendenti. Varcai la soglia di quel regno..... Ho ascoltato violini senza corde suonar note intrise d'amore. Ho visto angeli senza ali volare sulla mia testa. Ho visto il cielo azzurro mutare in rosso sangue nel tramontar del sole. Ho visto profeti devoti alla loro fede proferir parole d'amore e libertà.... Loro che mai hanno saggiato il piacere dei sensi, loro che isolati per fede, non hanno mai assaporato l'inebriante profumo di donna. Ho guardato meglio gli angeli cercando la purezza dello loro essenza, ho solo visto le loro vesti sporche dell'ipocrisia di chi li ha creati per suo divertimento. Ho visto bianche nuvole divenir nere e lacrimare gocce amare..... Ho visto la falsità regnar sovrana in quella paradisiaca visione di sacrale aspetto. Ho compreso. Sono l'Angelo custode del mio Rancore Eterno. Beata visione di una vita migliore. Pura illusione. Non sopportai quella vista, quella luce intensa mi coprì la ragione. Confondeva la mia mente per meglio apprezzar il regno del nulla.... Rancore,questo provai. In un susseguirsi di rabbia,rancore e odio il mio sguardo calò sul mondo e vide vita vissuta. Con le mie mani strappai le nere ali che mi portarono così in alto. Mi lancia nel mondo senza paura, ero libero da quelle piume che appesantivano il mio essere. Il mio essere Diverso. Giunsi nella vita di tanti, vidi il loro piacere, il loro dolore. Trovai conforto nel sorriso di un bambino che giocava con il suo sonaglio. Provai dolore nel veder il padre picchiare la madre per il suono invadente dei sorrisi che quel sonaglio provocava. Guardai oltre, vidi una donna amare intensamente il suo uomo. Apprezzai in lei la tenacia, la voglia di vivere e di lottare per lui e con lui. La vidi poi in lacrime, sola e logora di una passione viva e di un amore morto. Di lei ricordo i segni sui polsi, indelebili e intrisi di ricordi che mai moriranno. Vidi l'arroganza di chi imponeva il proprio pensiero, motivando l'ipocrisia del non commettere errori vissuti in un passato ormai lontano, su chi poi? Su inermi creature pure d'animo e troppo deboli per reagire. Ho visto queste creature donare affetto e dolcezza, in cambio hanno ricevuto solo la violazione della loro innocenza. Ho visto i giudizi dei tanti piegare il buono che c'è nel mondo, ho sentito le loro sentenze condannare la felicità di chi era colpevole di esser solo. Tutti eran pronti a scrollarsi dalle spalle il peso dei loro atti, sia in bene che in male tutti si muovevano in nome del loro Dio. Che sia la guerra o la pace, era il loro Dio a guidar le loro "gesta".... Compresi, avevo sprecato tempo guardando il lato sbagliato della vita. E quindi.... Sono il Dio del mio dolore. Ormai sfinito, avvilito e tediato da tutto questo viaggiare, mi incamminai verso il mio mondo. Preferivo le mie fiamme e il mio dolore a tutto quel che avevo visto.... Sul cammino incontrai un triste personaggio, un particolar individuo che mi raccontò dei se e dei suoi deliri. Parlammo d'amore, parlammo di passione e di emozione. Parlava rimando, mi attirava a se con i suoi gesti, con il suo triste modo di raccontare. In quel che raccontava metteva il cuore, in quel che viveva l'anima. Era triste per amore perso, per affetto mai avuto. Mi diceva di epiche imprese fallite in miseri tentativi. Mi raccontava delle sue amate, mi intrigava con le sue doti d'ammaliatore. Ogni discorso era ragionato, ogni ragionamento creava domande a cui dava risposte e da queste replicava ancora cercando di capirsi e migliorarsi. Ho imparato molto da lui. L'amore era la sua vita. Gli chiesi di raccontar il suo amore, mi rispose rimando pochi versi. "Racconterò dell'amore,intriso di passione... Giunse poi l'ardore,dolci brividi di intenso calore. Infine nacque il tremore,inodore e insapore per chi nell'amore non trovò le sue dimore." Compresi. Dunque quel che cercavo era l'amore. Mi chiese chi ero, gli risposi: "Sono il Diavolo del mio Inferno, sono l'Angelo custode del mio Rancore Eterno. Sono il Dio del mio Dolore, ho in me il Demone dell'Amore." |

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