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SEPARAZIONE DELL'ANIMA DAL CORPO

Post n°305 pubblicato il 16 Marzo 2017 da brasilianis
 

SEPARAZIONE DELL’ANIMA DAL CORPO

154 - E’ dolorosa la separazione dell’anima dal corpo?
«No: il corpo soffre spesso assai più durante la vita che nel punto della morte.
L’anima o Spirito poi non partecipa in modo alcuno a quei dolori; anzi, se è
buona, ne gode, perché essi le annunziano il termine del suo esilio».
Nella morte naturale, che avviene per lo sfinimento degli organi
in conseguenza dell’età, l’uomo lascia la vita senza avvedersene: è
una lampada, che si spegne per mancanza di alimento.
155 - Come avviene la separazione dell’anima dal corpo?
«Rotti i legami, che ve la trattenevano, l’anima si scioglie dal corpo».
- La separazione avviene istantaneamente senza preparazione? C’è un limite
nettamente segnato fra la vita e la morte?
«No. l’anima si svincola gradatamente, e non fugge come un uccello
prigioniero restituito inaspettatamente alla libertà. La vita va a confondersi
con la morte, sicché lo Spirito si libera a poco a poco dai lacci, che si
sciolgono, sì, ma non si spezzano».
Mentre dura la vita, lo Spirito è legato al corpo mediante il suo
involucro semimateriale o perispirito; ora la morte è la
distruzione o trasformazione del corpo, e non del perispirito, che
se ne separa, quando in quello cessa la vita organica.
L’osservazione insegna, che nel punto della morte il distacco del
perispirito non si compie tutto d’un tratto, ma gradatamente e
con più o meno lentezza secondo le persone; in alcuni è assai
spedito, e a un di presso l’ora della morte è anche quella della
liberazione; in altri, e specialmente in quelli la cui vita fu tutta
materia e sensi, è di gran lunga più lento, e può durare giorni,
settimane, od anche mesi, la qual cosa. non implica nel corpo la
menoma vitalità, né la possibilità di un ritorno alla vita, ma una
semplice affinità fra esso e lo Spirito, affinità che è sempre in
ragione della preponderanza che, durante la vita, lo Spirito ha
concesso alla materia. Chiaro è infatti, e logico, che quanto più lo
Spirito si è immedesimato con la materia, tanto più stenti a
separarsene; mentre l’attività intellettuale e morale e la
elevatezza dei pensieri fanno si che il distacco si inizi mentre il
corpo è ancora in vita, sicché, avvenuta la morte, esso si compie
quasi istantaneamente.
Questo è il risultato degli studi su gran numero di persone
osservate all’istante del trapasso. Queste osservazioni provano
inoltre che l’affinità persistente in alcuni ancora a lungo fra
l’anima ed il corpo estinto è penosissima, poiché quella può
provare l’orrore della decomposizione di questo. Un tal caso però
forma eccezione, ed è particolare a certi generi di vita e a certi
generi di morte; si avvera, per esempio, in qualche suicida.
156 - La separazione definitiva dell’anima dal corpo può aver luogo prima
che cessi completamente la vita organica?
«Nell’agonia l’anima qualche volta ha già lasciato il corpo, e quindi a questo
non rimane che la vita organica. L’uomo allora non ha più la coscienza di se
stesso, e tuttavia gli resta ancora un soffio di vita. Il corpo è una macchina
messa in moto dal cuore, e perciò esiste sino a che il cuore fa circolare il
sangue nelle vene, per la quale funzione non ha bisogno dell’anima».
157 - In punto di morte l’anima talvolta non ha una aspirazione od estasi,
che le fa intravedere il mondo che l’aspetta?
«Spesso l’anima, al rallentarsi dei legami che l’avvincono al corpo, fa ogni
sforzo per romperli del tutto, e allora, già sciolta in parte dalla materia, vede
svolgersi dinanzi l’avvenire, e gode anticipatamente lo stato di Spirito libero».
158 - L’esempio del bruco, che prima striscia sul suolo, e poi, chiuso nel
bozzolo, diventa crisalide con l’apparenza della morte per poi tornare,
splendida farfalla, all’esistenza, può darci un’idea della vita terrestre, del
sepolcro, e della nostra vita novella?
«In piccolo sì, poiché il paragone non è cattivo; ma badate poi di non
prenderlo alla lettera, come troppo spesso vi accade».
159 - Quale sensazione prova l’anima, quando si riconosce nel mondo degli
Spiriti?
«Secondo i casi: se ha coscienza di aver fatto il male, ne è tutta vergognosa e
dolente; se invece ebbe a scorta del vivere la virtù, è come sollevata da un
gran peso, e gioisce senza tema di alcuno sguardo scrutatore».
160 - Lo Spirito ritrova coloro che ha conosciuto sulla terra, e che sono
morti prima di lui?
«Sì, secondo l’affetto ch’egli aveva per essi, e secondo quello ch’essi avevano
per lui. Spesso gli Spiriti dei suoi cari già defunti vengono a riceverlo al suo
rientrare nella patria comune, e lo aiutano a spogliarsi dell’involucro
materiale. Egli ve ne riconosce inoltre molti dei quali aveva perduto le tracce
durante il suo soggiorno sulla terra: vede quelli che sono erranti, e va a
visitare quelli che sono incarnati».
161 - In caso di morte violenta e accidentale, quando gli organi non sono
ancora indeboliti dall’età o dalle malattie, la separazione dell’anima e la
cessazione della vita accadono nello stesso tempo?
«In generale sì: ma in ogni modo, l’istante che le separa è brevissimo».
162 - Dopo la decapitazione, per esempio, conserva l’uomo anche per poco,
la coscienza di se stesso?
«Fino a che la vita organica sia spenta. Spesso però l’apprensione della morte
gli fa perdere quel sentimento ancora prima del supplizio».
Qui si parla di coscienza che il giustiziato può avere di sé
medesimo come uomo, per via degli organi, e non già come
Spirito. Dunque pare che, se non l’ha perduta prima del supplizio,
può conservarla qualche breve momento dopo, ma cessa
necessariamente con la vita organica del cervello, la qual cosa
tuttavia non implica che il perispirito sia sciolto affatto dal corpo.
Accade anzi il contrario in tutti i casi di morte violenta, cioè non
cagionata dalla progressiva consunzione delle forze vitali, dove i
legami, che uniscono il corpo col perispirito, sono più tenaci e
perciò più lenta è la compiuta separazione.


Estratto di "Il Libro degli Spiriti" di Allan Kardec, pubblicato in italiano da casa del Nazareno Edizioni. www.casadelnazareno.it

 
 
 
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