ROMA - Dopo la partita con l'Inter, Daniele Pradè convocherà Mexes, Chivu e Mancini, coi rispettivi procuratori, per cominciare a discutere a fondo dei rinnovi contrattuali. Si aspetta il grande scontro coi nerazzurri, poi si affronteranno le questioni personalmente. Una ad una. Quella che riguarda Mancini, da ieri, sembra molto semplice da dirimire visto quello che ha dichiarato il brasiliano a Globoesporte.com : «Si parla di Cicinho alla Roma e di me al Real Madrid? Bah, ho letto pure io qualcosa - le parole di Amantino riportate dal giornalista Marcos Felipe - ma non ne so niente. Sicuramente non c'è stato nessun contatto perché io sto molto bene qui: mi sto facendo valere, faccio gol con una certa facilità e spero proprio di non andare». Meno gradito, invece, ma del tutto comprensibile il passaggio su Fabio Capello («E' sempre bene lavorare con chi ti apprezza e nel calcio non si sa mai») che rimane un passaggio e basta. Bello l'augurio che si fa Amantino: «Nel 2001 c'erano Aldair, Emerson e Cafu, tre brasiliani e la Roma vinse lo scudetto (in verità c'erano anche Assuncao e Zago, ndr) Adesso, ora oltre a me, dall'anno scorso ci sono Rodrigo Taddei e Alexander Doni, spero proprio sia un buon auspicio perché lo scudetto qui è veramente un sogno». Non così lontano: «Quest'anno abbiamo iniziato bene, stiamo lavorando bene, ma bisogna restare con i piedi per terra e continuare così». Delucidazioni anche in merito al suo ruolo: «Ormai non sono più un "lateral", un terzino, perché qui a Roma gioco esterno d'attacco: mi piacerebbe tornare nella Selecao, ma in questo ruolo, come sostituto di Ronaldinho».
Inviato da: pigilli
il 23/10/2006 alle 11:28
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