"Roberta mi ha cambiato la vita"
“Stare di più a casa mi fa piacere, ma questo problema muscolare non ci voleva. Ho voglia di giocare, anche perché la Roma è una squadra forte, piena di qualità, in grado di fare un bel campionato. Per lo scudetto lotteremo con Inter, Milan e Palermo". Parola di Amantino Mancini, uno che non si concede volentieri ai giornalisti, ma che questa settimana parla di tutto, di calcio e della sua vita, a “Sportweek”, il settimanale della “Gazzetta dello Sport”. Un’intervista a due voci, visto che a parlare c’è anche la sua fidanzata, la bellissima Roberta Padrelli, ventiseienne come il suo Ale. Forse, il vero segreto della permanenza a Roma di Amantino.
“Di sicuro – ammette l’ala romanista – da quando lei è entrata nella mia vita le cose mi vanno meglio. Il prossimo 3 aprile festeggeremo due anni. Lei è mia amica, consigliera. Ci siamo conosciuti in un periodo in cui ero molto fragile. Stavo per perdere mio padre. Ancora una volta. Perché io ho perso due padri: quello naturale, Benedito, è morto quando avevo due mesi. Faceva il calciatore anche lui, giocava in attacco. Poi mia madre Ubalda si è legata a Geraldo, che è diventato per me un punto di riferimento fondamentale. Gli ero affezionatissimo. Proprio nel 2005, però, ha scoperto di essere molto malato. L’ho fatto curare in un centro ricerche di Houston, in America, ma non c’è stato niente da fare. E la sua morte mi ha distrutto. In quel periodo ho conosciuto Roberta. Lei ha sperato e pianto con me, è venuta quattro volte in Brasile per starmi vicino e la mia famiglia ha capito che tipo di persona è. Quest’estate mia sorella Josilene m’ha detto: non ti ho mai visto così felice”.
È stato allora che Amantino ha deciso di convivere con Roberta: “Lui è venuto e mi ha detto: ecco, ho comprato lo spazzolino per te, lo metto in bagno e quella è la stanza per il tuo fratellino Michael. Mi ha aperto cuore e casa, sono rimasta di sasso! Chi lo fa di questi tempi?” racconta lei. “Viviamo a Casalpalocco – spiega lui – qui a Roma è così bello essere amati dai tifosi, ma un po’ ho il rimpianto di non poter fare una passeggiata in centro perché verrei sempre fermato per autografi, foto, saluti. Quando avevo 10 anni invidiavo quei calciatori che erano al centro dell’attenzione, ora capisco che qualche volta può pesare. Così mi accontento di passare in auto vicino al Colosseo, ai palazzi del centro. In Vaticano ci sono andato appena arrivato e non mi conosceva nessuno: un’emozione fortissima”. Già perché Amantino è molto religioso: “Sono evangelista, Roberta è cattolica, ma preghiamo insieme mattina e sera, leggiamo la Bibbia. E credo che questo aiuti molto il nostro rapporto”.
Un rapporto solido e ricco di complicità: “Tra noi parliamo italiano, ma quando non ci vogliamo far capire passiamo al portoghese… il padre di Roberta doveva andare in Brasile quando sua madre rimase incinta: lei parla portoghese meglio di quanto io parli italiano. Quando la vidi per la prima volta in un ristorante mi avvicinai chiedendole se fosse brasiliana, perché ne aveva pure l’aspetto” dice lui. “Si presentò e mi disse: sono Alessandro, questo è mio fratello gemello Alexander e mio cugino Alessandro. Gli dissi: ma mi prendi in giro?”.
Un calciatore e una bella. Rapporto a rischio, in un mondo pieno di pettegolezzi e opportunità… “Essere fedele per me – risponde Amantino – in fondo è facile. I genitori di Roberta sono molto romanisti, ma questo non ha aiutato né complicato la questione. Mi hanno solo chiesto di portare rispetto per la figlia e io l’ho fatto. E poi nessuno dei due è particolarmente geloso. Per dire: se a lei arrivasse una buona proposta nel mondo dello spettacolo, perché non accettarla?”. “Mi avevano contattata per L’isola dei famosi – svela Roberta – ma io non sono famosa e ho rifiutato. Insieme a Ale abbiamo deciso che non è una cosa adatta a chi è fidanzato. Può raffreddare il rapporto”.
Poi si passa ad argomenti intimi: la musica, ad esempio. “Lei balla l’hip hop, io la samba e la capoeira – racconta lui – quando ero nel mio Paese suonavo la surda, uno strumento a percussione. La band esiste ancora. La nostra canzone preferita? Te amo di Zeze di Camargo: in Italia non lo conoscete, ma da noi ha venduto 20 milioni dischi”. Gli amici: “Doni e Taddei nella Roma. Ma con tutto il gruppo il rapporto è buono, ci rispettiamo. Gli amici veri li ho fuori dal calcio però: Alessio Ceccarelli e Rodrigo Sama, un calciatore col quale sono cresciuto e che ora gioca nel Godomar, serie B brasiliana”. I figli: “Vorremmo due gemelli, così lei soffre una volta sola. Un maschio e una femmina, Roberto e Alessandra. Ma date ancora non ne abbiamo stabilite”. Il cibo: “Quando sono arrivato in Italia mi veniva da vomitare. Soprattutto a Venezia, dove ho mangiato i frutti di mare crudi. Ora li adoro, specie il risotto agli scampi e la pasta alle zucchine. In cucina faccio schifo, mentre Roberta è bravissima”. “Non è vero – rintuzza lei – lui sa fare benissimo il churrasco sul barbecue sul terrazzo e va matto per la pasta con il pesto”. Lo shopping: “Delego tutto a lei, è la mia stilista. All’inizio mi mettevo le cose che mi capitavano, ora lei mi compra tutto quello di cui ho bisogno e mi fa gli accoppiamenti coi colori”. Il sesso: “Non credo debbano esistere delle regole: anche alla vigilia di una gara non è un problema” (poi dice perché Amantino è soggetto agli infortuni muscolari…)
Insomma, il ritratto di una coppia innamorata. Di un Amantino “coccolone” e amante della vita: “Come si è presentato a casa? – dice Roberta – è venuto al citofono e ha detto: Suocera, quando mi inviti a cena?”. Di un Mancini cotto: “Il pregio di Roberta? È intelligente. Il difetto? Non riesco a trovarlo. Davvero non ci riesco”.
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il 23/10/2006 alle 11:28
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