ROMA - La conferenza stampa del tecnico della Roma, Luciano Spalletti, a Trigoria. Il tecnico elogia la Reggina, parla del rinnovo del contratto e fa una proposta per una doppia sosta durante l'anno per patire meno i tanti impegni.
Reggio Calabria, poi Atene. Sarà una gara importante, la Reggina ha sempre giocato bene...
«Sono due trasferte che si somigliano. Andiamo ad incontrare squadre che vogliono dar battaglia. Entrambe hanno buone capacità individuali, oltre che ambienti difficili dove è difficile mettere in pratica le nostre qualità. Andare a giocare in questi campi ti toglie sempre qualcosa per il calore dei tifosi avversari».
Lei ha qualcosa da addebitare allo staff medico per tutti questi infortunati?
«Assolutamente no. Se ho da dire qualcosa lo faccio direttamente a loro. Ma il nostro staff si impegna, è presente, cerca di trovare le soluzioni giuste. Mi sono abituato a non andare in profondità a queste situazioni, semplicemente devo impiegare chi è al top e chi si impegna, altrimenti si rischia. Il nostro staff ha fatto cose giuste, tipo il recupero di Totti. Non mi preoccupa».
La Mazzoleni ha detto che la Roma a gennaio potrà comprare. E’ un motivo in più per pianificare il futuro qui?
«E’ un discorso da prendere bene in considerazione per il futuro della Roma. E’ un vantaggio se la Mazzoleni dice queste cose, lei che ha sempre i conti sotto mano. Il fatto di non dover cedere nessuno, significa che ci sono le possibilità. Poi si può anche vendere qualcuno, perché fa parte del calcio».
Ha detto che vuole la residenza a Roma per votare Veltroni...
«Veltroni con me ha sempre avuto parole molte belle. E’ stato un modo di dire per ringraziarlo di tanti complimenti».
Anche Maldini è d’accordo nell’abolire i ritiri...
«Al di là che l’abbia detto Maldini, io ho sempre lo stesso pensiero. Da qui alla sosta natalizia giocheremo 19 partite. Voglio cominciare ad attuare queste regole. I ritiri creano più disturbi che altro in questo momento».
Questa settimana di sosta a cosa è servita?
«Eravamo veramente in pochi. Si doveva andare a perfezionare alcune cose, per portare a pari livello degli altri alcuni giocatori, tipo Francesco che ha lavorato più sotto l’aspetto fisico. Poi era importante andare a ribadire ai ragazzi quei concetti di sempre. Tuttavia quando i calciatori partono, è difficile fare molte prove sul campo».
Mancini e Taddei come stanno?
«Mancini è recuperato, Taddei ha delle fitte quando deve cambiare di direzione in modo brusco durante la corsa però sta recuperando e lo portiamo. E’ con noi, poi valuteremo».
E Aquilani?
«Non è a disposizione perché si è portato dietro un affaticamento muscolare che durante l’allenamento si è acuizzato e per questo non viene».
Mazzarri dice che la Roma bisogna solo attaccarla...
«Vuol dire provare a vincere. Walter lo conosco bene, sa fare bene il suo lavoro, è venuto in questa serie dopo tante difficoltà. Sa farsi rispettare, la sua squadra riconosce quello che deve fare, i ragazzi mettono carattere nel disputare la partita. Se non ci adeguiamo può essere sempre un rischio. A noi fa piacere se loro proveranno a vincere la partita, perché noi dovremmo avere la stessa ricerca».
Non convocati Aquilani, Mexes, Panucci e Vucinic. Chi è può recuperare per Atene?
«Panucci recupera, Aquilani è da vedere, gli altri due sarà da valutare bene, può essere che ci sia qualcun altro dei due».
Vucinic migliora?
«Ha avuto un problema durante la partita di allenamento. Sono dolori di assestamento normale, ieri è tornato col gruppo a fare cose "vere"».
E’ d’accordo a fare l’Olimpico lo stadio della Nazionale?
«Non lo so se sarà corretto in funzione di tutti i club a cui farebbe piacere ospitare la Nazionale. Sicuramente Roma ha delle caratteristiche geografiche, per importanza della cità, che sono giuste per l’Italia».
Totti come si è allenato e Montella come sta?
«Totti si è allenato bene e secondo me si è migliorato. Sono quindici giorni in più che gli permetteranno di ritrovare la forma. Montella non si è allenato negli ultimi due giorni, ma è disponibile a venire».
Voi per diluire gli impegni, non chiedete di cambiare i calendari?
«Sarebbe bene diluirli i calendari, ma non ci sarebbe la possibilità perché gli impegni sono tanti. Io farei due soste: una a luglio, l’altra a dicembre quando il clima si fa più rigido e si è a più rischio infortuni. Avere la possibilità di avere uno stop più lungo darebbe la possibilità alle squadre di recuperare giocatori e alle società di non fare rose numerosissime».
Il fenomeno Ferguson o Wenger, cioè stare dieci o più anni su una panchina, solo in Inghilterra si può verificare?
«Dare forza all’allenatore diventa un atteggiamento giusto da parte della società. Bisogna avere rapporti buoni con i dirigenti, trasparenti con i tifosi. Io quando farò il direttore di una società, tenterò di dare forza al tecnico. I calciatori lo devono riconoscere come un punto fermo del club. Naturalmente c’è bisogno anche di un rappresentante della società nello spogliatoio perché sono tante le questioni da affrontare in una squadra».
Lei sarebbe pronto a rimanere dieci anni in una società?
«Io lo ritengo un modo di gestire gusto. Se lo ritengo tale, sono d’accordo».
Aquilani si è fatto male in under 21. Ci vorrebbe più responsabilità da parte delle nazionali?
«Aquilani mi ha detto che nella seconda partita aveva dolore alla caviglia. Ha rischiato qualcosa entrando in campo. Ci vorrebbe responsabilità da parte loro perché i giocatori fanno parte di una società e deve andare a giocare altre partite con quella società. Sta di fatto che continuo ad essere molto disponibile con la Nazionale per mandare giocatori e non solo».
Il fatto che i giocatori della Roma facciano bene nelle nazionali, significa che la Roma sta facendo bene?
«Assolutamente. Per evidenziare le buone qualità singole, significa che noi stiamo facendo la nostra corsa al meglio».
Teme più la Reggina o il fatto che i suoi penseranno più alla Champions?
«Temo più la Reggina. Scoprirete qualche giocatore forte come Bianchi».
Qualche squadra europea che l’ha impressionata?
«Barcellona e Lione mi piacciono più di tutte».
Lei si sente già "padrone" della Roma?
«Io tento di dare meno fastidio possibile ai miei dirigenti. Di non riportare tutte le bischerate che accadono in settimana. La società serve sempre al nostro fianco quando serve. E quando serve faccio anche da solo».
Perché un progetto funzioni, serve che l’allenatore abbia in mano il potere?
«Nel calcio i ruoli fondamentali ci sono e in quei ruoli lì bisogna evidenziare personalità. Quello che è importante, tuttavia, è avere buoni giocatori in rosa».
Cosa serve alla Roma del futuro oltre un Totti al 100%?
«Abbiamo cambiato tante situazioni in questi mesi: abbassato gli stipendi, sono arrivati ragazzi interessanti come Tonetto che non ha fatto rimpiangere Cufrè».
Il famoso autografo sul contratto sarà a Natale?
«Non gliene frega a nessuno, noi pensiamo alla partita di domani».
Lei non sapeva che la società potesse agire sul mercato anche a gennaio?
«Sapevo che potevamo muoverci sul mercato straniero, però a livello di conti dobbiamo informarci sempre. E’ bene, ci dà forza».
Per il contratto penserà più ai soldi o alla questione tecnica?
«Non lo so, vedremo quando si affrontano certi discorsi. Bisogna fare punti, vincere le partite, giocatori con determinate caratteristiche. Bisogna andare a prendere giocatori che hanno forza, qualità, corsa. Giocatori importanti, insomma. Stiamo già lavorando per questo».
La Roma sta imponendo un nuovo modello?
«E’ un’analisi giusta. Bisogna continuare su questa strada».
Ha cambiato molti moduli nelle ultime partite. Pare che la squadra lei dia molte certezze...
«Le certezze me le danno i ragazzi. Sono riconosciuti i concetti. C’è da fare corsa, avere equilibri, non lasciarsi trascinare dal bello, essere pratici».
Hanno imparato a raspare...
«Raspare è un bel termine. La palla bisogna andare a portarla via dagli avversari, bisogna raspare, non dare agli altri la possibilità di tenere palla perché si fa più fatica a rincorrere».
Mancini può giocare dall’inizio?
«Sì, può giocare dall’inizio».
Dove Montella avverte un fastidio?
«All’adduttore».
La Roma è più simpatica perché si diverte e non cerca ossessivamente la vittoria?
«Noi vorremmo anche vincere. Forse siamo simpatici perché non abbiamo più certi comportamenti durante la partita. La ricerca deve essere quella della vittoria, non quella di accontentarsi».
Inviato da: pigilli
il 23/10/2006 alle 11:28
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