MONDO SICILIA
Storie, curiosità e particolarità dalla Sicilia...un mondo sommerso...l'isola felice, i suoi contrasti...tra sole, mare. Storie di siciliani, valigie di cartone...amara terra mia| « ORSETTA GREGORETTI AL T... | E ADESSO? CONTINUEREMO A... » |
ROMILDA, MARIO E UN CUMULO DI SPAZZATURA
Una casa decente, come tutti gli altri, un tetto con l’intonaco che non cada a pezzi. Una vita normale, non essere guardati dalla gente dall’alto in basso, come gli appestati, e limitarsi a spiare il mondo da quella finestra del bagno che da sul cortile. Niente di tutto questo. La casa sta crollando a pezzi. Ci sono infiltrazioni da tutte le parti, in tutte le stanze.
Quando entriamo dalla porta un odore nauseante toglie quasi il respiro. Ci copriamo il naso con un fazzoletto. In cucina gli armadi sono vecchi; un colore che doveva essere marrone, ormai sbiadito dal tempo e dalla polvere. I muri senza piastrelle. La muffa da tutte le parti disegna paesaggi che richiamano alla mente immagini strane, di fantasmi, nascoste nell’inconscio di ognuno di noi. Sembrerebbe una casa disabitata, se non fosse per i sacchi della spazzatura, ammassati uno accanto all’altro, il segno che qualcuno in quella casa ci vive. Sacchi di plastica, sacchi di carta, ce n’è di tutti i colori e di tutte le misure. Ci sono i grandi sacchi neri con la chiusura gialla e i sacchi della spesa, più piccoli. Da tutti, un odore di cose andate a male. I pavimenti della cucina erano chiari. Lo erano. Ormai sono grigi per la polvere. Il rubinetto gocciola. Le serrande sono un po’ abbassate. L’unica finestra aperta in bagno. Una casa al secondo piano. Potrebbe sembrare una casa del Bronx, invece proprio in Sicilia, proprio a Messina, dove la gente vive ancora nella totale indifferenza. Quella casa, anzi, meglio una bettola, cosi malconcia, potrebbe sembrare un vecchio relitto di guerra. Ci abitano una madre e un figlio, Romilda e Mario. Romilda si accorge della nostra presenza. Fa finta di nulla. Se ne rimane seduta sul divano di pelle marrone, con i cuscini forati. E’ pensionata. Ha quasi settant’anni. Mario di anni ne ha quaranta ed è affetto da un leggero handicap psichico. Storie di periferia, storie dimenticate, ma storie di casa nostra. Romilda esce di casa solo per la spesa. Anni fa la storia con un uomo. Romilda rimane incinta. Nasce Mario. Il padre non lo riconosce. Lei lo tira su con difficoltà. E intanto si chiude a riccio. Non comunica con nessuno.
Da un po’ di tempo Romilda continua ad accumulare la spazzatura in casa, rifiutandosi di buttarla. L’unica sua spiegazione a chi le chiede il perché: tutto può servire. I sacchi della spazzatura uno accanto all’altro sono ammassati lungo tutto il corridoio, dalla cucina alla camera da letto. In cucina apriamo il vecchio frigorifero. C’è solo una fetta di carne in un piatto di plastica, andata a male Guardiamo Romilda che ci dice tranquilla: E’andata a male. La guardiamo quasi a dire: E adesso? Si ferma un attimo poi ci dice: La mangeranno i vermi. La camera da letto è piena di cianfrusaglie. Sul letto matrimoniale un paio di lenzuola, ormai ingiallite dal tempo. Romilda guarda in silenzio. Le chiediamo perché non cambia le lenzuola. Alza le spalle e ci fa vedere altri sacchetti di plastica. Li apre, sono pieni di lattine di coca-cola, aranciata e birra. Tutte li, come un trofeo. Aveva in mente di venderle al mercato, ci dice, e gliele avrebbero anche pagate. In realtà Romilda al mercato non ci è mai andata e probabilmente non ci andrà. Solo adesso la puzza è diventata talmente insopportabile che i vicini infastiditi hanno informato i servizi sociali del comune.
Non una storia d’altri tempi, una storia di oggi. Succede tutto in una città civile in cui il lusso e lo sfarzo convivono con la povertà più nera, in cui l’indifferenza regna sovrana.
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il 25/03/2009 alle 09:20
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