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E ADESSO? CONTINUEREMO A LOTTARE PER "UN'ALTRA STORIA"

Post n°26 pubblicato il 20 Giugno 2006 da savin_s
 

Un gioco di sguardi. Gli occhi azzurri scrutano la gente, quegli amici che non l'hanno mai abbandonata, che le sono stati vicini in tutti i momenti più difficili della campagna elettorale, che hanno creduto in lei e che non smetteranno mai di crederci. E' passato meno di un mese dalle elezioni regionali in Sicilia. E'ormai estate. Il sole fuori picchia. Anche lui caparbio e ostinato, come la gente di Sicilia. Sono le cinque del pomeriggio. Rita Borsellino accompagnata dai suoi fedelissimi scende dall' autoblindo grigia. Tailleur rosa, scarpe basse e un sorriso che conquista. Stringe le mani, abbraccia la gente, bacia qualcuno. Poi via, di corsa, nella saletta allestita per l'incontro.

C'è un vociare di gente. Non sono solo persone che hanno creduto in lei, anche curiosi che entrano dalla porta della libreria Hobelix, magari per comprare un libro e poi si fermano per conoscere più da vicino quella donna, la sorella di Paolo, il giudice ucciso dalla mafia, lei che da quattordici anni è sotto i riflettori.  I primi commenti: per qualcuno dal vivo è un po' più bassa.

Sa di essere tra amici, Rita. Si siede al tavolo e versa un po' d'acqua nel bicchiere. Ascolta con attenzione gli interventi. Si parla di tutto. E su tutto, quello che emerge è una sola cosa: la Sicilia ha voglia di cambiare. Le urne hanno dato ragione a Cuffaro, lui sarà il presidente, lui governerà per altri cinque anni. Rita però sarà in aula. Ascolterà, sarà attenta, si farà garante degli interessi di tutti. Lei non è rappresentante di un partito, ma la rappresentate di tutti i siciliani che l'hanno votata, che hanno riposto le loro speranze per un futuro di rinascita di una terra sventurata, che chiede di liberarsi dal giogo dello strapotere mafioso, da certe logiche illogiche difficili da capire.

C'è spazio per tutti. Ognuno dice la sua. Ci sono i rappresentanti dei cantieri, che hanno dato vita all'iniziativa "Un'altra storia", che si sono impegnati facendo leva sulle realtà locali, i comuni, i quartieri, le periferie a rischio, per sensibilizzare la gente e far conoscere le idee di chi si batte ogni giorno per valori in cui crede da sempre, la legalità, la giustizia, la dignità e il rispetto di quei diritti il più delle volte violati, calpestati.

Ognuno ha la propria storia. Marina ha trentaquattro anni, una laurea ma  appartiene all'esercito dei precari e con un tono pessimista si dice sconfortata della situazione attuale della Sicilia. Giovanna parla del problema della privatizzazione dell'acqua. E mentre parla deve interrompersi. Piange di rabbia, piange perchè in tanti non hanno capito, perchè ancora c'è tanto da fare e si sonnecchia. Però, tutti sono convinti che bisogna lottare, andare avanti, continuare con la stessa forza e con una determinazione maggiore di prima, far leva sulle realtà più disagiate, far capire alla gente, come diceva Peppino Impastato, che cambiare è possibile se cambia la mentalità dei siciliani, che quanto è dovuto è dovuto e non è un favore.

Favoritismi? No, grazie. E' proprio il sistema dei favoritismi, i voti di scambio che bisogna combattere, ma ancora di più le promesse che stanno a monte e che alla fine non vengono mai mantenute. Rita conclude con un suo intervento. La gente la ascolta. Un episodio: racconta di un fruttivendolo del Mercato del Capo a Palermo che, alla vigilia del voto, le dice in lacrime: "Signora, sono venuti a proporci un lavoro, a fare le liste per le assunzioni in una cooperativa. Ci hanno promesso due posti, per me e mio suocero. E io ho una famiglia da mantenere."  Eccola, la gente con l'acqua alla gola, costretta a vendere il proprio voto, per un pezzo di pane. In Sicilia succede ancora questo. Il voto è davvero espressione di una partecipazione democratica! E adesso, che farà Rita?  Continuerà a lottare per un'altra storia, la storia di una terra in cui la dignità non sia vergogosamente calpestata e i diritti di ognuno rispettati.

Audio Mp3 Intervista Rita Borsellino:

http://it.msnusers.com/Interviste---giornalismoonline/Documenti/V018%202.zip

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Commenti al Post:
crapuz1
crapuz1 il 21/06/06 alle 01:17 via WEB
finchè ognuno guarda al proprio orticello non si andrà avanti. bisogna riuscire a far capire che a volte si deve dire no anche alle proposte più allettanti pur di riusciraìe a cambiare le cose.... ma questo per me, per te, per tutti coloro che non vivono nel disagio sociale è facile a dirsi... chi ha bisogno di soldi per tirare avanti e sfamare la famiglia o sistemare un figlio, voterà per chi glielo promette, anche se sa che poi la promessa non sarà mantenuta... almeno ha una speranza che chi non gli fa quelle promesse non gli da...
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