Creato da macedonio il 14/05/2006
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Le rivelazioni che stanno sconvolgendo l'Italia

Post n°50 pubblicato il 23 Marzo 2008 da macedonio
 
Foto di macedonio

Innanzi tutto, mettetevi comodi, con pop corn e patatine…

Cari amici, è davvero uno schifo, a noi dispiace usare sempre la parola schifo, ma non riusciamo proprio a trovare un sinonimo che renda “tanto quanto…”

Chi ci segue, conosce le nostre lotte, i problemi, gli attacchi ai governanti italiani, sempre in nome di un infanzia poco considerata, sempre in nome dei nostri bambini, scomparsi, sotratti, maltrattati e violentati…

Spesso abbiamo telefonato alla Camera dei Deputati (06-67601) o al Senato (06-67061), chiedendo di poter parlare con qualcuno, siamo sempre riusciti a parlare SOLO con le povere segretarie …

I Deputati e i Senatori ci riferivano essere sempre MOLTO IMPEGNATI … GIA’ IMPEGNATI… TANTO IMPEGNATI…

(...zzzzz...zzzzzzz.....zzzzzz....zzzzz....)

STRAPAGATI PER DORMIRE

Pubblichiamo alcuni stralci dell’inchiesta “Papponi di Stato”, firmata da Roberto Poletti e Andrea Scaglia: Poletti, eletto deputato nel 2006 con i Verdi, racconta in prima persona la sua esperienza a Montecitorio, svelando per la prima volta dall’interno privilegi e assurdità del Palazzo. La cosa curiosa è, che l’On. Poletti è l’unico Onorevole che “in tempi non sospetti” ci telefonò, e ci sembrò un “gran simpaticone” , ma non credavamo fino a questo punto :)

Leggiamo che racconta il Poletti ? In grassetto-corsivo i nostri commenti…

Questa storia degli uffici dei deputati è davvero curiosa. Si trovano a Palazzo Marini, tre minuti a piedi da Montecitorio. Per mantenerli, lo Stato paga circa 30 milioni di euro all’anno soltanto di affitto. Una decina di anni fa, il già grande complesso è stato addirittura ampliato, adesso è arrivato a 60mila metri quadrati. (…)

La cosa strana è che i nostri Governanti stanno in ufficio dal martedì al giovedì pomeriggio (al giovedì si sente già aria di fine settimana) ciò significa che lavorano 2 giorni e mezzo la settimana. Quando abbiamo letto questa inchiesta (pubblicata sul quotidiano Libero), ci sono venute in mente tutte quelle volte (TANTE) che telefonavamo il lunedì, per riuscire a parlare con qualcuno e ci dicevano che erano in riunione :( Che spreco di spazi inutilizzati, che spreco di danari…

(…) E allora, parliamo del mio nuovo stanzone da deputato: non è niente male. E al terzo piano, stanza numero 321. Due scrivanie, due computer, fax e telefono e stampante, una televisione, un frigorifero. E poi tre armadioni, due sedie-poltroncine di quelle comode, una finestra che dà sul cortile interno. Di cancelleria ce n’è a strafottere: penne, matite, colle stick, forbici, fermagli e graffette e graffettine da graffettare il mondo, sbianchettatori, evidenziatori, persino le gomme blu, quelle per cancellare la penna (e mi chiedo: ma chi è che oggi cancella le cose scritte a penna con la gomma blu, che se non stai attento ti buca anche il foglio? Non lo fanno più nemmeno alle elementari). E poi carta, un mare di carta, fogli, buste grandi medie e piccole, bloc notes, cartelline: d’istinto, mi vengono in mente le proteste della Polizia, che più volte si è lamentata perché non ne hanno nemmeno per fotocopiare i verbali, o le mamme costrette a portare le risme di carta alla scuola del figlio. Qui, invece, siamo sommersi, alla faccia dei boschi rasi al suolo, e meno male che siamo i Verdi. Peraltro, scoprirò poi che la fornitura di cancelleria viene rinnovata ogni tre mesi: ti arrivano gli scatoloni pieni di questa roba e non sai dove metterla, perché del resto ne hai usato un decimo se va bene. E gli scatoloni con i ricambi te li spediscono a qualunque indirizzo, anche a casa. Oppure, se hai un’urgenza, vai direttamente al magazzino, nei sotterranei di Montecitorio. E fai scorta. (…)

Già, in quanti uffici PUBBLICI, mancano queste cose ? Quì abbondano, qui sprecano. Faranno gli aereoplanini o le barchette ? In quante scuole potrebbero servire ? Caserme ? Tribunali ?

(…) Il punto è che questi uffici non li usa nessuno. O si è in Aula, oppure in Commissione, magari in trasferta di lavoro, altre volte semplicemente a casa. Senza contare che c’è l’ufficio del gruppo parlamentare, che sbriga pratiche a richiesta. Oppure quello del partito nazionale, che volendo svolge le stesse mansioni. O l’altro del partito regionale, infine il partito cittadino. E così, la politica italiana è tutta un doppione del doppione del doppione. Risultato: ti aggiri per gli eleganti piani di Palazzo Marini, percorri i corridoi arredati con tappeti e quadri e piante, e subito sei immerso nel paradosso di un dedalo di uffici senza alcuna traccia di lavoratori. Di deputati ne vedi uno ogni tanto, e in genere perché lì ha dato appuntamento all’insegnante di lingua o deve ritirare qualche fax o magari schiacciare un pisolino. (…)

(…) Per di più, una gentile circolare interna ha il piacere di informarmi che, “per consertirti di svolgere con il supporto di adeguati strumenti tecnologici il mandato elettivo”, lo Stato è pronto a coprire una spesa “per l’acquisto di strumentazioni e materiali informatici inerenti la dotazione di una postazione di lavoro” di 3.000 euro. In sostanza, ci regalano il computer portatile più costoso che ci sia. Poi si sussurra che qualcuno, in quella cifra, riesca a farci stare anche il lettore Dvd o la lavatrice, magari strizzando l’occhio al negoziante mentre compila la ricevuta. Ma questa è certamente un’ignobile insinuazione.(…)

3.000 euro per 633 Deputati uguale a ? 1.899.000 di Euro, e alla target=_self>Polizia postale mancano i Pc per cercare i luridi pedofili. Lo Stato preferisce “regalare” i PC ai Governanti che manco sanno leggere la posta elettronica, che se ben ricordate “è filtrata da noi assistenti”, questo scrisse la segretaria di un onorevole che commentò un nostro articolo che titolava target=_self>Turismo sessuale - Buone vacanze ai maiali” commento n. 66

(…) Tra le “dotazioni da ufficio” a disposizione dei deputati c’è poi il collaboratore personale, meglio noto come “portaborse”, termine che non mi piace perché offensivo nei confronti di persone spesso sfruttate, pagate in nero, e magari poi sono loro che redigono i comunicati “contro il precariato” poi diffusi da coloro che si presentano come paladini dei lavoratori senza contratto. Non che io voglia fare il moralista: infatti ne assoldo uno (assumo, in questo caso, è una parola grossa), bravissimo, uno dei tanti studenti che si propongono per arrotondare. Ma mi accorgo che davvero posso farne a meno, e dopo cinque mesi interrompo il rapporto. (…)

(…) Dimenticavo: un altro gadget essenziale per il duro lavoro d’ufficio dell’onorevole è il timbro autoinchiostrante. Io non lo sapevo, poi un giorno vedo due deputati che scherzano, lasciano il marchio dappertutto, «guarda il mio», «ma va, io ci ho messo pure capogruppo», sembrano ragazzini. Incuriosito, m’informo. Mi viene spiegato che va richiesto «giù al magazzino» e te lo fanno avere. Ora, non è che la spesa per i timbri dei deputati sia determinante per incrinare ulteriormente il malmesso bilancio statale, ma a che cosa serve? Forse per evitarci anche la fatica di firmare? Dice: ma allora tu ci hai rinunciato. Io? E perché? Chi sono, il più sfigato? E allora, vai col timbro: “On. RobertoPoletti “. E lo piazzo lì, sulla scrivania. L’avrò usato due volte.

A proposito di timbri, alla Camera c’è anche un ufficio postale, si trova vicino all’Aula. E come funzionano bene le Poste, per noi parlamentari: impiegati gentilissimi, quel cartello con scritto “gli onorevoli deputati hanno la priorità“, chissà mai che qualche dipendente si metta in testa di farci fare un minuto di fila. Ogni deputato ha la sua casella, ti mandano un avviso, “c’è posta per lei “, tu vai e ritiri. Se devi inviare a te stesso lettere o plichi o raccomandate fuori sede, francobolli e tasse varie non si pagano. E a Natale, sono gratis anche i biglietti d’auguri, con il simbolo della Camera dei deputati e un’illustrazione d’epoca: “Caro collega, abbiamo il piacere di comunicarti che per le prossime festività natalizie potrai, come di consueto, richiedere la dotazione annuale a te spettante di n. 100 biglietti medioevalis a colori e n. 100 biglietti medioevalis color seppia”. Scopro poi che nel caso non mi piacessero, ho a disposizione 800 euro da spendere entro l’anno per farmi stampare dalla tipografia interna qualunque cosa voglio.

200 biglietti per Deputato (633) uguale a ? 126.600 - 800 euro per 633 deputati uguale a ? 506.400 euri. E non danno un euro per diffondere i volantini dei bambini scomparsi italiani, le famiglie si devono ARRANGIARE.

(…) Passeggio per il transatlantico e noto tre colleghi che sembrano stiano giocando a figurine, mi avvicino.
� Questa c’è l’hai ?�
� Si, certo.”
� E quest’altra ?�.
� Ma no, non vale più, l’hanno abolita�.
� Ehm, ma io la uso ancora��.
Non sono figurine, ma tessere, tesserine tipo le carte di credito, necessarie per godere di questo beneficio o di quell’esenzione.

 
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