..."Perchè mi hai chiamato?", le disse guardando le sue mani in cerca di calore. Lui, e quella giacca di pelle nera che gli scendeva così bene sui lati, l'avevano vista piangere e lamentarsi più volte senza motivo. Ora la squadrano con fredda inconsistenza e placida rabbia. Con disinvoltura si appoggiò al muro in attesa di parole e soffi di verità, tra la calma della sera e il freddo della pietra..
- Ascolta..mi conosci.. non sono una di tante parole..
- Vieni subito al dunque.
- Aiutami a capire cosa devo fare. Dammi una mano..
- Non posso: sono di parte.
Cercarsi per poi non dire nulla di sensato. Lei, sguardo basso e mano in tasca, in perfetta posa da hippie da Woodstock, l'avevo avuto in mente tutta la notte mentre cercava la posizione giusta per dormire. E aveva anche sognato di farsi possedere come un oggetto di valore, su un tappeto di rose, vino e umori. Non parlava per puro egoismo e protagonismo, ma si dannava l'anima per essere così pessima..
- Allora meglio un addio, senza troppo dolore. In fondo, cosa siamo..vite di passaggio, anime in transito, o più semplicemente esseri umani. Non credi?
- Ho smesso di credere da un po'. Tu sentiti libera, se ci riuscirai. Ma riprenditi tutto, anche il cuore, prima di partire.
- Te lo lascio in pegno. E se dovessi ritornare dallo in pasto ai pescecani. Un'ultima cosa prima di..
- Adieu mon amour..c'è la luna che ci guarda. Sorridi a testa alta e pensa che non dovrai più preoccuparti di questo. E l'attimo dopo guarda lontano e scruta il tuo futuro migliore. Chè la sopra, qualcuno, ci metterà la sua mano.
- Non posso, non posso..
- Puoi e lo farai, subito dopo di me..vero?
Una strizzata d'occhio e fece per accarezzarla. Quel volto morbido era freddo come la canna di quella pistola puntata alla tempia.
-Adieu mon amour..
Non un grido, ne una parola, ne una lacrima sul volto di Lei, quando il colpo partì e fece casino. Aveva avuto fortuna: aveva visto cosa le sarebbe successo. Poi, vuoto. In verità si era infastidita per il sangue sul vestito. Pugni e denti stretti per contorno. E solleva il ferro da terra, faticando a strapparlo dalla mano destra di Lui che sembrava già freddo. Un attimo di terrore giù per la schiena fa vibrare la sua tenacia, ma è troppo poco per fare retromarcia.
..
Pupille dilatate al massimo e vento gelido che porta nell'aria un grido di orrore. "Non è possibile.." disse, nello scoprire di trovarsi tra le mani un ferro vuoto di palle e polvere da sparo. Quel ferro che aveva dato morte e vita, senza risparmiarsi, al suo maschile alter-ego. Sarebbe stato un lusso per chiunque, in particolare per Lui, vederla piangere. E nelle lacrime capì, quella fredda notte di Novembre, quant'immenso fosse il senso di una vita vissuta.
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il 10/10/2007 alle 11:30
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