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Viaggio a SteelridgeIl viaggio che vi racconto oggi , e di cui potete vedere le foto nell’album che ho preparato per voi, è cominciato in modo assolutamente casuale. Ho aperto la mappa e ho puntato il dito, mi sono teletrasportata e un gentile tempietto circolare di pietra mi ha accolto, facendomi notare che ero il visitatore numero 35. Senza chiedermi che fine avessero fatto gli altri 34, che comunque mi sembravano pochini Con la mia solita mania di toccare tutto , mi sono sognata di cliccare proprio sull’ombelico di Vitruvio Il suono di tanti campanellini usciva impalpabile dal muro, era un suono celestiale che rimandava a dimensioni extracorporee prive dell’affanno quotidiano. Il muro era proprio spesso, e senza maniglie o fenditure di sorta. Dentro mi sarei aspettata un mondo a parte….. trovai invece una normale cantina, con botti di tutte le dimensioni. Sembrava di stare nella cantina dei Tre Orsetti. Ovviamente il grosso portone di pietra si era nel frattempo richiuso, dal di dentro nessuna pietra nascosta che lo spostasse neanche di un centimetro… perlustrai la cantina in cerca dell’uscita, provai a sedermi fuori, niente. Finalmente alzando lo sguardo vidi che c’era uno spazio sottile tra il soffitto e la fine del muro, mi alzai in volo e atterrai dall’altra parte. La grande lapide invece si alzò senza fare storie, e fui fuori. Il castello era piantato in una land senza particolari criteri urbanistici. Era ormai il tramonto, che indorava le sue mura. Fuori facevano indifferente mostra di sé una carrozza, una moto e un sidecar. Dopo il primo momento di smarrimento, confortata dal fatto di non vedere nessuno in giro, cominciai a pensare che in fondo sarebbe stato interessante conoscere un clan di vampiri e vedere dove abitavano. Decisi di entrare nel castello. Mi stancai di cercare l’entrata, così mi alzai di nuovo in volo e semplicemente scavalcai il muro. Atterrai in un chiostro di pietra grigia, con una graziosa fontana in mezzo. Dentro, stanze ariose, tutto era elegantemente sobrio e curato nei dettagli. Ogni elemento era cliccabile, per la gioia del mio mouse Mi spostai nel salotto, un computer era aperto sul tavolo, in mezzo a librerie colme di volumi antichi. Diedi una sbirciatina alle mail in arrivo, ma non vi dico cosa lessi. Sono troppo discreta per farlo. Ci sono tornata oggi, volevo prendere ancora qualche immagine, in particolare proprio dell’ultima stanza che ho trovato, quella splendida alcova con letto a baldacchino di velo bianco e terrazzo in pietra con cuscini morbidi. Mi attendeva una brutta sorpresa però, le antipatiche linee rosse che delimitano le aree ad accesso privato Per completezza d'informazione: io ho fatto foto della camera da letto, ma quelle che ho messo nell'album non sono mie... Oh insomma, le sue erano venute meglio, ecco |



Inviato da: wholesale10
il 27/10/2011 alle 05:58
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il 27/10/2011 alle 05:58
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il 27/10/2011 alle 05:58
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il 01/10/2011 alle 12:11
Inviato da: sealicelodice
il 04/06/2011 alle 17:52