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Nel rifugio degli homeless
Post n°79 pubblicato il 17 Agosto 2010 da mo_werefox
Atterro finalmente nel posto che mi ha indicato Patsy. Sono esausta, un viaggio massacrante attraverso teleport mal funzionanti, mi sembra di essere on the road da sempre.. Comunque per il momento sono proprio sola, per cui nessun pericolo di melodrammi, posso concentrarmi su questo posto così curioso.. All'interno un grande stanzone, scatole di dischi dappertutto (uuuh… i cari vecchi LP Mentre aspetto Patsy mi butto sul materasso... ho un po' di stanchezza dentro, quella stanchezza sottile e indefinita che dai muscoli passa all'anima, e che di solito finisce con una rivisitazione della propria esistenza, un colpo di reni e un tuffo nella vita. Però per il momento sono qui, con la testa sugli acari e le pulci e chissaddio chi popola ancora questo materasso, e sono così stanca che non mi importa neanche se mi usano come autobus. Mi basta un posto da chiamare casa. Per fortuna arriva Patsy a interrompere il flusso dei pensieri grigi. Un po’ di musica sdraiate sul tappeto è quello che ci vuole, prima di salire sul tetto a respirare aria buona. C’è un panorama splendido, il rifugio dà proprio sull’Atlantico. Visitiamo il piccolo negozio vicino, è tutto gratis o a modicissimo prezzo. Ovvio che proviamo di tutto, compreso ehm…il jonk che ci viene offerto gentilmente appena ci sediamo sulla poltrona Sta scendendo il sole, prima del tramonto approfittiamo per catturarne gli ultimi raggi. Una birra davanti al mare, due chiacchiere e buona musica in buona compagnia, è una formula terapeutica. Che poi Patsy ha quel raro equilibrio tra parola e silenzio che ne fa una compagnia non buona… di più. Oddio, a meno che i suoi silenzi non derivassero da tutte le IM che contemporaneamente teneva aperte… Per lei comunque arriva l’ora di andare, riesco a trattenerla per un’ultima sigaretta. Io rimango ancora un po’, per l’ultima-ultima sigaretta, quella che ha sempre il sapore di un dilemma esistenziale. Poi me ne vado dentro, ad aspettare l’alba in compagnia degli acari. Mi sveglia la musica, che ora si è fatta più dolce. Starway to heaven. Sì.. il pifferaio mi sta chiamando, per ricondurmi alla ragione, perché la mia scala è costruita sul vento mormorante… Meglio scappare, prima che le ombre diventino più lunghe delle nostre anime |



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il 27/10/2011 alle 05:58
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