Abbiate pietà, restituite Tommaso»
L'appello dei genitori del piccolo di 17 mesi e ammalato di epilessia rapito venerdì sera in provincia di Parma. La coppia interrogata per 13 ore in Questura
CARLO LANIA
Ventiquattro ore dopo il rapimento, intorno alla scomparsa di Tommaso restano molti dubbi - forse troppi - e una sola certezza. Se al piccolo non verrà somministrata subito la medicina di cui ha bisogno, le sue condizioni di salute potrebbero aggravarsi irrimediabilmente. Un motivo di angoscia in più per Paolo Onofri e Paola Pellinghelli, i genitori che venerdì sera hanno visto due sconosciuti portarsi via il bambino di appena 17 mesi e ammalato di epilessia dalla loro casa immersa nelle campagne di Casalbaroncolo, in provincia di Parma. Anche per questo ieri pomeriggio, dopo aver passato la notte e l'intera mattinata in Questura a rispondere alle domande degli inquirenti, la coppia decide che è arrivato il momento di rivolgersi direttamente ai rapitori. «Abbiate pietà», dicono in lacrime davanti alle telecamere. Oltre all'epilessia, al momento del sequestro Tommaso aveva anche la febbre. Chiaro quindi che, col passare delle ore, diventa sempre più urgente restituirlo alla famiglia. Nel frattempo chi lo tiene prigioniero deve preoccuparsi di curarlo. Ed è questo il messaggio che Paolo Onofri manda ai rapitori: «Chiedo pietà per mio figlio - dice l'uomo leggendo lentamente da un foglio - così come chiedo di somministrare subito il farmaco Tegretol come è stato chiesto dagli appelli del medico e dell'avvocato: questo è l'unico modo per salvare la vita del nostro bambino». Parole disperate, alle quali si aggiungono le indicazioni altrettanto disperate della mamma di Tommaso: «Il Tegretol è in sciroppo, tre millimetri alle 8-9 del mattino e non più tardi delle 20-21 di sera. E la tachipirina perché ha la febbre, grazie». Un dolore, quello dei genitori di Tommaso, che fa crescere ancora di più la necessità di sbrigarsi, di fare in fretta a trovare la soluzione di un sequestro che sono in parecchi a definire anomalo. Fino a ieri sera non era arrivata nessuna richiesta di riscatto da parte di eventuali rapitori, e sono molte le cose che non tornano agli inquirenti che da venerdì sera si spaccano la testa sopra la scomparsa di Tommaso. Tutte domande alle quali il pubblico ministero Pietro Erredi, che indaga sul rapimento, spera di poter trovare una risposta con l'aiuto dei genitori di bambino. Ieri la coppia ha trascorso ben tredici ore in questura, ricostruendo per decine di volte la dinamica del rapimento. Interrogati separatamente, i due non sarebbero caduti in contraddizione e la loro versione è stata confermata anche dal figlio primogenito, un bambino di 8 anni. Gli inquirenti hanno sentito anche un altro figlio di Paolo Onofri, ragazzo di 15 anni, adottato dall'uomo durante un precedente matrimonio. A un certo punto è comparso anche il legale della famiglia, l'avvocato Claudia Pezzoni, che però ha subito spiegato di essere presente come amica degli Onofri. E dopo l'appello in televisione, mentre il fratellino di Tommaso veniva portato via dai nonni, la coppia è stata trasferita in prefettura per un'altra tornata di domande.
Di Tommaso intanto si sono perse completamente le tracce. Il piccolo si è completamente volatilizzato. Carabinieri, poliziotti e almeno una quarantina di volontari della protezione civile hanno passato al setaccio tutti i terreni interno alla cascina di Casalbaroncolo dove vive la famiglia Onofri. Ad aiutarli anche i cani, a cui è stato fatto annusare un pigiama del piccolo, e un elicottero. Niente, tutto inutile. Alla fine, mentre l'auto di Paolo Onofri veniva portata via dai carabinieri del Ris per accertamenti - le ricerche sono state allargate da quella di Parma anche alle altre province, e la caccia all'uomo si è estesa.
Ma chi si sta cercando? Stando alla ricostruzione fatta dagli Onofri, due uomini armati e incappucciati avrebbero prima tolto la luce alla cascina, poi immobilizzato tutti i presenti, prima di fuggire portandosi via, con Tommaso, appena 150 euro. Quella della rapina è un'ipotesi a cui non crede più nessuno. I malviventi infatti non hanno preso un orologio di valore né sono saliti al primo piano della casa alla ricerca di cose da rubare. Inoltre, se lo scopo era il rapimento, perché non hanno preso il fratellino di 8 anni invece di Tommaso, troppo piccolo e perdipiù ammalato, quindi molto più difficile da gestire? Anche nell'ipotesi che a rapire il bambino siano stati due balordi, è strano che non abbiamo preso in considerazione tutte le difficoltà. Da considerare inoltre che il Tegretol, il medicinale necessario per fermare gli attacchi epilettici di Tommaso, si vende solo dietro presentazione di una ricetta. Se i rapitori vogliono aiutare Tommaso, hanno necessariamente bisogni di un medico per la prescrizione. Un rischio in più per loro, visto che polizia e carabinieri hanno messo in allerta sia i medici che le farmacie della zona.
LIBERATELO!
Inviato da: lottergs
il 25/03/2009 alle 09:31
Inviato da: lottergs
il 25/03/2009 alle 08:48
Inviato da: toorresa
il 25/03/2009 alle 07:47
Inviato da: toorresa
il 25/03/2009 alle 07:38
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il 25/03/2009 alle 07:13