
Hanno detto di lui
(vi trascrivo soltanto i commenti Pro Camilleri, quelli Contro Camilleri mi rifiuto anche di leggerli)
Manuel Vazquez Montalban
"Io vedo in Camilleri una certa influenza molto positiva del teatro in due aspetti… un dominio della situazione narrativa e di dialoghi, che deriva da una cultura teatrale e audivisuale."
Fruttero e Lucentini (La Stampa)
"…il Camilleri Andrea andrebbe quanto prima insignito della Gran Croce di Commendatore della Repubblica Italiana, ancorchè sia in corso un’indagine dell’antitrust sul monopolio che il predetto sembra esercitare sulle classifiche dei libri più venduti."
Roberto Cotroneo (L’Espresso)
"Quei libri di Camilleri sembrano così poco intellettuali da diventare libri per un pubblico che ormai detesta la letteratura come sfida, come piacere culturale, come gioco borgesiano, come labirinto."
Raffaele La Capria
Poche volte mi capita di leggere dal principio alla fine di un libro senza poterlo lasciare. Camilleri, il linguaggio delle "cose dette", dialoghi che sembrano registrati in diretta. La sua ironia mi ha fatto pensare a Gogol più che a Brancati.
Carlo Fruttero
"Camilleri ha un po' il talento di Simenon. Riesce a fare romanzi brevi. Tanti, e tutti con una trama sostenibile. La sua lingua è ben inventata. La sua Sicilia è bella. I casi sono ben trovati. Quel suo poliziotto è un protagonista centrato: fra l'altro, condivide disinvoltamente con dei personaggi più che collaudati - Maigret, appunto, o Nero Wolfe - la passione per la buona cucina. Insomma, trovo che Camilleri sia uno scrittore più che degno. Anche la serie televisiva mi diverte. E' stata, in un certo senso, una rivelazione. Dev'esserlo stata per lo stesso Camilleri".
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